I protagonisti di questa vicenda sono un italiano di trent'anni residente a Seriate, in provincia di Bergamo, e un cittadino ivoriano che viaggiava in scooter davanti alla sua auto. A un certo punto, mentre andava al lavoro a Zanica, l'italiano si è reso conto che dallo scooter erano caduti un portafoglio e un bel po' di banconote. Quasi mille euro - 920, per la precisione - che il giovane ha raccolto a una a una insieme con il portafoglio contenente il passaporto, la carta d'identità e altri documenti dell'immigrato. (...) "Lei è un signore", ha detto un carabiniere all'italiano - come riferisce il sito bergamonews.it - e l'ivoriano ha fatto il resto contattandolo per ringraziarlo di persona. (Repubblica)
martedì 7 settembre 2010
lunedì 6 settembre 2010
Il Fascismo e i Diritti delle Donne
La sporca guerra di Libia, di Michele Strazza* "Cufra fu sottoposta a tre giorni di saccheggi e violenze: 17 capi senussiti furono impiccati, 35 indigeni evirati e lasciati morire dissanguati, 50 donne stuprate; si registrarono anche 50 fucilazioni e 40 esecuzioni con ascia, baionette e sciabole. Le truppe vittoriose si abbandonarono a ogni atrocità: alle donne incinte venne squartato il ventre e i feti infilzati, giovani donne furono violentate e sodomizzate con le candele, teste e testicoli mozzati portati in giro come trofei, tre bambini immersi in calderoni di acqua bollente, ad alcuni vecchi vennero estirpate le unghie per essere poi accecati".
* Professore incaricato presso la Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario (SSIS) dell’Università degli Studi della Basilicata, si è occupato di Storia delle Istituzioni Giuridiche e Politiche Contemporanee, pubblicando numerose opere sul periodo fascista. La sua produzione storica ha ricevuto vari riconoscimenti tra cui il Premio Internazionale UNLA-UCSA 2007
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domenica 5 settembre 2010
Moschea subito, Santo subito!
«Le istituzioni civili milanesi devono garantire a tutti la libertà religiosa e il diritto di culto. I musulmani hanno diritto a praticare la loro fede nel rispetto della legalità. Spesso però la politica rischia di strumentalizzare il tema della moschea e finisce per rimandare la soluzione del problema, aumentando il livello di scontro, mentre potrebbe diventare uno stimolo per migliorare il livello della convivenza civile». L’arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, ha ancora indosso i paramenti sacri dopo la messa e il rito per la professione perpetua delle religiose in Duomo. E a chi gli chiede del Ramadan e della moschea invano attesa da anni dalla folta comunità islamica milanese, risponde come un fiume in piena: «È un problema grave, che bisogna risolvere urgentemente. La questione interroga la città nel suo complesso. Le autorità locali devono cercare di trovare una soluzione in tempi brevi: rimandare il momento in cui la questione sarà affrontata, può solo incancrenire la situazione e aumentare la tensione». (Repubblica)
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venerdì 3 settembre 2010
Donne e Corano da Mr. Bombastic
"L'Islam dovrebbe diventare la religione di tutta l'Europa". Lo dicesse l'imam di una sgangherata moschea di periferia sarebbe scaraventato fuori tra strilli di indignazione. Lo dice lui? Spallucce.
Gian Antonio Stella, Corriere
Con colpevole ritardo, vorrei esprimere - ancora una volta - la mia più profonda costernazione per il modo con cui è stato accolto il Fratello Colonnello Gheddafi. Se è vero che l'Italia è, forse, l'unico paese in cui è possibile impartire - a pagamento - una lezione di Corano a qualche centinaio di "ragazze scollate e scosciate" (copyright di Gianmario Mariniello, già dirigente nazionale di Azione Giovani), è altrettanto vero che questo è l'unico paese in cui un Capo di Stato viene accolto dai quotidiani con l'epiteto di "Cammelliere" e da scenate isteriche degne dei bassi napoletani, assimilato da qualche politicante in miniatura ai pagliacci. Sulla lezione di Gheddafi, ho sentito dei discorsi assurdi in cui si invocava il femminismo e il rispetto della donna che il Fratello Colonnello avrebbe calpestato. E quando mai? Se in questo paese è possibile reclutare un uditorio di ragazze "bombastiche" (Il copyright è sempre di Gianmario Mariniello) a botte di 80 euro, bene ha fatto il Colonnello a ordinarne qualche centinaio tramite un'agenzia professionale. Mica le ha reclutate fra le ambiziose compagne di scuola dei figli o per farci i festini e le porcate. Le ha reclutate per un fine superiore: illustrare loro il Corano e permettere loro di comprendere meglio la religione islamica. E poi qualcuno dovrebbe spiegarmi, un giorno, come funziona questo femminismo in salsa italiota, che può essere indistintamente invocato sia per difendere donne a rishio lapidazione sia per proteggere le mignotte in carriera (copyright di Carlo Vulpio) dalle riviste di gossip. Al Colonnello viene negata la libertà di espressione condita da una buona dose di folclore provocatorio, concessa invece - anche troppo - a molti politici italiani. E se è comprensibile che i vescovi siano indignati per la sua battuta su un' "Europa inesorabilmente destinata all'Islam" (in fin dei conti è il loro lavoro), lo è meno che un Mariniello si chieda "quanto rende onore all’Islam la ragazza bombastica che si fa fotografare con il Corano appoggiato sulla scollatura?". Fossi in lui non mi preoccuperei: Belle donne e Corano non sono in contraddizione, anzi. Purché, come ha detto Gheddafi, si convertano e sposino uomini islamici. Inutile andare in fibrillazione per la quantità di "carne" italiana esposta al "Cammelliere". Ne farà buon uso: d'altronde il Fratello Colonnello è sempre stato bravo a far saltare i nervi ai "macho" italioti.
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