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sabato 2 luglio 2005

Bonjour paresse...

Sinceramente, ci sono alcune piccole cose che non riesco a capire in questo paese. Tipo gli uffici pubblici che aprono alle 8.30, chiudono alle 12.00 e poi magari riaprono alle 15.30, bontà loro, solo per un'oretta, o i negozi che chiudono alle 12.30, riaprono alle 15.30 per poi non andare oltre le 19.00 o le 19.30. Non parliamo poi delle vacanze: il lunedi mattina, il sabato, la domenica, il ponte di qua e il ponte di là....Oddio, capisco che ci sia bisogno di una pausa pranzo, di prendersi una vacanza, di affrontare la vita con meno frenesia....Però...se un ufficio apre le porte al pubblico per tre-quattro ore e non di più, come faccio io - cittadino comune - a sbrigare le mie trecento pratiche in due-tre uffici, compilare i moduli, pagare i bolletini postali, e magari recuperare qualche documento dimenticato o ritirare i soldi dal bancomat assalito da una folla inferocita e spazientata, il tutto contemporaneamente? In tre ore o quasi manca senz'altro il tempo materiale per fare tutte queste cose e quindi al massimo se ne fa una o una e mezza. E il resto si trascina per i giorni successivi.
Uffici pubblici a parte, ciò che mi scandalizza veramente sono gli esercizi commerciali. A me, a volte, è capitato di entrare in negozi alle 12.24 (orario di chiusura 12.30) semplicemente per dare un'occhiata veloce. Roba da tre secondi. Alla domanda, cortese ma d'obbligo, "State chiudendo?", o ti rispondono "Si, deve passare di pomeriggio", oppure "No... però...." con un tono tale che ti fa passare la voglia di tornarci, in quel negozio. Santo cielo! Chiedi di dare un'occhiata veloce, a volte in negozi piccolissimi che propongono cose improponibili, tipo stampe da 800 euro (come minimo) e quelli ti rispondono scazzati "Eh...però...". Però cosa? Non crederai mica che, con i tempi che corrono, passerà subito un altro cliente interessato alle tue stampe da 800 euro? Non saranno i tre o i quattro minuti oltre l'orario di chiusura a farti perdere la sacrosanta pausa! Poi vengono a lamentarsi della recessione, degli affari che non vanno, del redditto che non basta, della Cina che fa concorrenza "sleale". Sleale un tubo ! Se si mettessero tutti a lavorare come lavorano i cinesi, non dico nelle stesse condizioni ma quanto meno con lo stesso spirito, altro che recessione ! Possibile che in un clima economico in piena depressione ci siano ancora persone che abbassano le serrande puntualmente alle 19.00 guardando di storto lo sventurato cliente che si affaccia cinque minuti prima?
Io ho un ristorante cinese nelle vicinanze, molto conosciuto e frequentato. Come orario di pranzo fa dalle 12.00 alle 15.00. La pizzeria accanto, italianissima, fa dalle 12.30 alle 14.00. Mi è capitato alcune volte di arrivare davanti alla porta del ristorante cinese alle 15.05 e vedere cuoco e camerieri pranzare. Bastava che mi affacciassi affinché scattassero tutti in piedi insistendo per servirmi. E non vi dico come mi sentivo in colpa, vedendoli lasciare i loro piatti a metà per prepare le mie richieste. Nella pizzeria accanto una cosa simile uno se la può anche sognare. Alle 13.55 le finestre sono già chiuse, i forni spenti, e i camerieri già pronti per tornare a casa. E guai a chi si azzarda a chiedere "Ma avete già chiuso?". Non dico che debbano fare come i cinesi, ma insomma... in una città che vuole essere città turistica, città internazionale, come si fa a non trovare un solo ristorante aperto dopo le 14.00, tranne quelli cinesi? Io lo trovo assurdo ! Sarà perché vengo da una città, il Cairo, dove è possibile andare a fare commissioni fino alle due del mattino?
(Mi aspetto qualche commento "intelligente" del tipo: "E perché non te ne torni da dove sei venuto?")