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mercoledì 20 luglio 2005

Conciato così



"Siccome gli arabi, come tutti sanno, normalmente vanno in giro per l'Europa in gallabeya damascata, turbante, scimitarra d'oro e pantofoline ricamate con la punta all'insù, l'astuto Corriere della Sera ha pensato bene di metterci in guardia contro l'ultimo, diabolico trucco dei feroci Saladini: mettersi i pantaloni, una maglietta e un paio di scarpe. Pensa che perfidi. Pare che quest'inaudito, brillante trucco per ingannare l'ignaro europeo sia venuto in mente nientedimeno che a "chi organizza le cellule", il quale "ha studiato a lungo le nostre società" (fino a capire che indossiamo i pantaloni, e non è poco) e "ha preparato un piccolo manuale, utile per quanti hanno conservato abitudini e costumi del loro Paese d’origine." Ma dai. E 'sto manuale, dunque, è finito nelle mani dell'astuto Guido Olimpio che, dalle pagine del Corrierone, ci svela tutti i trucchi".
Leggete il resto su Haramlik, visto che Lia ha analizzato egregiamente un argomento che anch'io avrei voluto affrontare su questo spazio: possibile che i media stiano cercando in tutti i modi di creare un clima di psicosi collettiva che induca le persone a insospettirsi del più pacifico dei vicini, del più integrato degli immigrati, basandosi perfino sull'abbigliamento e uno stile di vita assai diffuso e condiviso in tutto il mondo? Anche in Egitto portavo "Scarpe da ginnastica alla moda, zainetto, cappellino da baseball, pantaloni larghi, iPod, jeans e cravatta". Prendevo pure "le ciambelle dolci all'americana" dal Donut's. E di certo non ho cambiato abitudini immigrando in Italia. E cosi come frequentavo, in Egitto, "i piccoli chioschi che preparano spiedini e cibo arabo" li frequento qua, dal momento che proprio vicino a casa mia c'è una simpatica famigliola egiziana (in Italia da vent'anni) specializzata nel settore. Ma pare che, come dice una commentatrice da Lia, visto che "Di solito gli estremisti che risiedono in una città europea frequentano i piccoli chioschi che preparano spiedini e cibo arabo", a questo punto anch'io - come lei "e tutta la mia famiglia inglese siamo senza dubbio pericolosissimo estremisti, visto che almeno due volte al mese mangiamo kebab!". Io sono forse messo peggio, visto che non solo frequento quei covi di assassini sanguinari dove fanno a fettine la carne d' agnello con coltelli halal, ma mi faccio pure "vedere nei locali più «occidentali»", esattamente come facevo in Egitto, frequentando alberghi, ristoranti, discoteche e volendo anche l' Opera, ammesso che tutti questi posti siano una prerogrativa del modo di vivere "occidentale" in un mondo in cui la Wind e Harrod's sono possedute da egiziani, mentre gli alberghi di Sharm e Hurghada sono proprietà di italiani e francesi.
La verità però, nonostante tutto ciò non mi sento - come invece l'analisi di Olimpio suggerirebbe di fare - un' "estremista". E non ho di certo nessuna intenzione di farmi di saltare in aria. E se no a che sarebbe servito sputare sangue per superare le interrogazioni dei salesiani, migliaia di euro spesi per venire a studiare in Italia e tutto il resto? Non saprei come spiegarvelo ma... a me, egiziano residente in Italia, non fa di certo piacere vedere un'insigne giornalista scrivere sul Corriere che gli "aspiranti qaedisti" cercano di "imitare il loro coetaneo francese o italiano" affinché "in caso di un controllo della polizia, nessuno si insospettisca", che ti racconta che - per loro, e cioé gli aspiranti qaedisti - "è decisivo sembrare normali". Acciderbolina...e come avrei dovuto vestirmi, normalmente, visto che la gallabeya l'ho portata solo una volta a Carnevale? Non sarà mica come dice un'altro dei commentatori di Lia: "Bè, se si vestono da arabi sono sospetti terroristi, se si vestono da occidentali sono sospetti terroristi... Potrebbero provare ad andare vestiti come i Teletubbies o come i personaggi di Star Trek (e poi me li voglio vedere gli esperti da quotidiano come se la spiegheranno questa moda)"?.
Non saprei nemmeno dirvi, veramente, come mi sono sentito quando ho letto il passaggio in cui la Fallaci parla, nel suo ultimo articolo (Il nemico che trattiamo da amico, ndr), di "Un Mostro che (a nostre spese) ha studiato nelle università, nei collegi rinomati, nelle scuole di lusso. (Coi soldi del genitore sceicco od onesto operaio). Un Mostro che non s'intende soltanto di dinamica, chimica, fisica, di aerei e treni e metropolitane: s'intende anche di Arte. L'arte che il loro presunto Faro-di-Civiltà non ha mai saputo produrre". Oppure, quando - prima ancora - nel suo primo famigerato articolo, scrisse "Nessuno gli proibisce (allo studente arabo, ndr) d'iscriversi a un'Università (cosa che spero cambi) per studiare chimica e biologia: le due scienze necessarie a scatenare una guerra batteriologica", o quando nel suo articolo sull'antisemitismo parlò degli studenti che "spadroneggiano nelle università europee" (beh, lì erano palestinesi, ma tanto per la Fallaci e consimili non fa differenza, sono tutti arabi).
Cavoli, quella sembra indicare proprio me come "Mostro", ovviamente secondo la sua perfida logica. Certo, come no? Vado a pennello: ho studiato in licei rinomati, studio ingegneria (ma a me risulta di essere in Italia a spese mie, visto che - preferendo Torino - avevo declinato una borsa, incluso vitto e alloggio, del Ministero degli Affari Esteri Italiano per studiare a Catania), seguo da anni corsi di storia dell'arte e dell'antiquariato, organizzo conferenze proprio sulle meraviglie dell'arte islamica che lei fa finta di non aver mai visto in vita sua. Non dimentichiamo poi che vado alle riunioni - in veste di rappresentante degli studenti - in giacca e cravatta, e che nel tempo libero, magari dopo aver mangiato un kebab, vado in discoteca con gli amici, ovviamente tutti in jeans e maglietta. Mi è permesso allora sentirmi diffamato, anche personalmente, da ciò che scrive sia Olimpio che la Fallaci ? Ad ogni modo, dopo aver letto quelle cose, e per evitare di essere indagato o sospettato, ho deciso di andare in giro vestito come da foto. In fin dei conti costa solo 129 euro, tutto incluso (tranne la spada, che mi tocca rimediare in qualche modo). Non c'è bisogno di un genitore sceicco per permetterselo, considerato che sarà l'unico vestito da portare per il resto della vita....Ah, dimenticavo....a quando l'ordine di appiccicare- per evitare possibili ulteriori equivoci - anche una mezzaluna gialla sul turbante?