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giovedì 7 luglio 2005

E Riccardo Muti depone la bacchetta

Divino, planato l'altra sera, nel cuore emozionato del Colosseo di El Djem, mentre la goethiana sua Margherita sta per spirare tra le braccia sussuranti degli archi. Come una staffilata gentile ed orientale, è scesa, con movenze arabescate d'odalisca, la voce del Muezzin, quasi volesse insinuarsi in questa cosmica disfida tra Satana e il suo Dio: una contesa da taverna, per contendersi quel fantoccio, ingozzato di libri, ch'è Faust. Il maestro frena l'attacco, depone il gesto ed attende il lento dipanarsi serpentinato della preghiera. Con un applauso vero il variegato pubblico tunisino, silenziosissimo sinora ed appeso agli spalti, ringrazia e riconosce la delicatezza di questo rispetto. Il Maestro: "un musicista deve essere pronto alle sorprese. Quel canto non ha tolto nulla alla musica".
Trionfale Mefistofele in Tunisia, "Prega il muezzin e Riccardo Muti depone la bacchetta" di Marco Vallora. La Stampa, 6 luglio 2005.