Notizie

Loading...

giovedì 7 luglio 2005

E' stato un arabo !


Alle 10,20 di ieri, a Torino, un autobus della linea 29 inchioda di colpo. "Abbiamo un'emergenza a bordo, una signora è stata urticata da una strana polverina che c'era dentro un giornale abbandonato sopra un sedile da un passeggero appena sceso". Cinque minuti dopo, è il delirio: sirene, strade bloccate, nastri rosso-bianchi, ambulanze, poliziotti e vigili con mascherine, pompieri e infine il nucelo batteriologico e chimico con sensori e antenne, maschere e bombole d'ossigeno. Dalle 10,30 alle 13,15, traffico fermo e, attorno, fioccano le ipotesi: "attacco bateriologico", "sostanza che porta alla morte", "antrace", "E' stato un arabo. Ha lasciato quel giornale sul sedile e se n'è andato di gran carriera. E' un attentato". Si parla di isolare ed evacuare migliaia di persone dal quartiere, si parla di un'epidemia, di altri passeggeri intossicati... Poi escono due pompieri, si sfilano la maschera, posano i guanti e sentenziano: "Niente". Come "Niente"? "Niente di niente. Non c'erano polveri misteriose, non abbiamo rivelato nell'aria agenti tossici di alcun tipo". Non è un batterio killer? "Al massimo un'agente chimico. I batteri hanno bisogno di tempo, tanto tempo, prima di agire. In due minuti non fanno proprio un bel niente". L'autista, che aveva lamentato bruciori - spariti quando sono arrivati i pompieri - e la signora, probabilmente irritata da una sostanza chimica nell'aria, forse uno sbuffo di fumo, tornano a casa. Qualcuno sintetizza: "E' un bel caso di autosuggestione, almeno per l'autista". E, aggiungo io, di "di psicosi collettiva". Possibile che tirino sempre "l'arabo" in ballo?