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sabato 30 luglio 2005

Ghiaccioli e massacri

Su una spiaggia ligure, ospite per qualche settimana dell'Hotel Italia con la mia pìccola tribù italo-americana, guardo i bambini giocare, strillare, rìdere, esasperare le madri e i padri per orrendi crimini quali dare la paletta in testa al fratello o litigarsi il ghiacciolo. Cerco di vedere differenze tra americani e italiani della stessa età, uno, due anni massimo, prima che le presse familiari e ambientali li stampino in forme permanentemente diverse, come le carrozzerie delle auto. Fatico a trovarne. Un pianto singhiozzante per una facciata sul cemento ha esattamente lo stesso suono nel Delaware e in Liguria.

Diversi sono soltanto i loro genitori e i loro comportamenti, la mamma americana del piccolino color pasta da pizza che si arrossa senza abbronzarsi e lo unge con abbastanza olio solare per friggere un branco di sogliole, e la mamma italiana del piccolino già color biscotto che si contenta di una spalmatina più frettolosa. La pratica mamma americana che incessantemente nutre il suo cuccìolo dì mangime precotto, la mamma italiana che scioglie il formaggino nella pasta e fa scattare il cronometro per evitare il bagnetto troppo vicino ai pasti, nell'incubo della micidiale "congestione" che tormentò le mie estati al mare. Piccole paure si misurano con grandi paure. Dal banco del solito bar ristorante, gli immancabili televisori diffondono da giorni sempre le stesse immagini dall'ultimo teatro del "Grand Guìgnol" terroristico, e ripetono le stesse chiacchiere inutili, secondo l'antica legge del "chi sa, non parla e chi non sa, parla".
Parole e bagnetti. Ghiaccioli e massacri. Secchielli contesi e vagoni sventrati. Due mondi, lo stesso mondo. Un giorno di 20 o 30 anni or sono, anche quelli che hanno compiuto stragi a New York, a Londra, a Madrid, sono stati bambini come questi che mi razzolano attorno ai piedi. Chissà a che giochi avranno giocato, i terroristi da bambini? Che sogni avranno fatto, che polvere avranno mangiato, quante notti in bianco avranno passato le loro madri mentre spuntavano i molari? I dentini crescono anche ai terroristi. Se lì avessi visti ruzzolare da piccoli e piagnucolare nudi come questi sulla spiaggia, o nel cortile del loro villaggio, li avrei riconosciuti come futuri kamikaze, "distruttori maligni", come li chiamava Erich Fromm. coloro che fanno il male per il gusto del male? Nascono con la voglia di bombe visibile sulla pelle, come quella macchia che Gorbaciov ha sulla testa? O invece gli regalano al primo compleanno la scatola con il "kit del piccolo bombarolo" (batterie non incluse, naturalmente) come un tempo si regalava il set delle pentoline per le femmine e il meccano per i maschietti?

Questi di oggi sono probabilmente nati tutti bruni e neri di occhi, ma se il colore dei capelli e dell'iride fosse il sicuro "marchio'' satanico, ce ne sarebbero parecchi, qui attorno alla sdraio, di demonietti. Neppure di quelli con gli occhi azzurri, o con i riccioli biondi, ci si può fidare del tutto, perché ci sono stati e ci sono terroristi biondi, cristianissimi, con gli occhi chiari, come in Irlanda o come negli Stati Uniti. I terroristi purtroppo non sono come i serpenti a sonagli, che anche da piccolini hanno il loro bravo veleno sotto i dentini, come mi avvertì il custode dì uri parco nazionale in Arizona, quando mi vide avvicinarmi troppo a un "bebé" a sonagli che agitava irritato la sua codìna.

Potrebbe, uno dì questi bambolotti in pannolino da bagno che ballonzolano verso la battìgia, diventare da grande un massacra-tore di pendolari in metrò, se crescesse nel posto giusto, cioè sbagliato, o terroristi si nasce, come si nasce serpenti a sonagli? Dipenderà dal Dìo falso che adorano, dai libri che leggeranno, dall'acqua che hanno bevuto, dal latte? È colpa della mamma che non li ha rimessi a dormire cullandoli quando sì svegliavano con le coliche, o del papa che mollava loro sganassoni, del nonno che li viziava, della nonna che lì ignorava? Ambiente o parente? Natura o cultura? Che cosa sappiamo davvero dì loro, oltre gli effetti delle loro azioni?
Una spiaggia d'estate conterrebbe tutte le risposte possibili, in quei bambini, se sapessimo quali domande fare. Due bambini, maschi o femmine non saprei dire, si litigano un ghiacciolo dall'immondo color verdognolo, impastandolo di sabbia e squagliandolo tra le dita nel tira e molla sotto il sole. La pace torna solo quando la nonna s'arrende, ne compera uno a ciascuno e naturalmente tutti e due prontamente perdono ogni interesse, lo ignorano. È questa la soluzione miracolosa per vincere lo scontro di civiltà? Bombardare il mondo con tonnellate di ghiaccioli anziché tonnellate dì alto esplosivo? Forse. Peccato che nel deserto i ghiaccioli durerebbero poco.
Tratto da Hotel America, di Vittorio Zucconi, l'Espresso.