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domenica 10 luglio 2005

Il "lager" di Torino


Tutti concordi sullo stesso concetto: il Centro di Permanenza Temporanea di Corso Brunelleschi, la struttura che da quattro anni "ospita" gli immigrati in attesa di rimpatrio a Torino, non è adatta a questo utilizzo. Dopo l'associazione umanitaria "Medici senza Frontiere" che in un suo rapporto lo descriveva come il peggiore centro esistente in Italia, dopo le critiche - neppure troppo velate - mosse un mese fa dal deputato di AN, Agostino Ghiglia, adesso è la volta dell' Assessore regionale alla Sanità Mario Valpreda che, venerdi scorso, accompagnato da due parlamentari, ha varcato la soglia del Cpt nel quadro dei quattro giorni di mobilitazione promossi dal Tavolo Migranti di Torino contro queste strutture, sulla scia delle dichiarazioni di Nichi Vendola. All'uscita non ha nascosto le sue perplessità: "L'elemento che più mi ha colpito è come, qui dentro, in molti casi si trovino persone che già si erano inserite in Italia. Che avevano un lavoro, una rete parentale e amicale e che, per essersi visti negare il permesso di soggiorno, si sono viste improvvisamente rinchiuse all'interno di gabbie come se fossero dei criminali. Parlando con loro è emerso chiaramente come non riescano a spiegarsi questa detenzione che, tra l'altro, ritengono profondamente ingiusta. Chiedono un aiuto per poter uscire da questa e tornare alla vita che si stavano costruendo. Ed io credo che sia nostro dovere cercare di venire incontro a questa loro aspirazione". Il "lager" di corso Brunelleschi, cosi chiamato da molti suoi contestatori, è uno spiazzo di cemento su cui sono stati posati dei container metallici che possono "ospitare", teoricamente, fino ad otto persone (immaginate con il caldo di questi giorni...). L' Assessore - pur non criticando il Cpt nel suo complesso - ha rivelato vari punti, il primo dei quali - indovinate - l'impossibilità di entrare nelle unità abitative per verificare le condizioni igenico-sanitarie (una foto di quello che l'assessore - alla sanità - non ha avuto modo di vedere è sopra esposta, e non credo sia nemmeno la peggiore). Rabbrividisco solo pensando a quali condizioni sono invece costrette queste povere persone nei centri di "accoglienza" libici giustificati da tanti bei accordi internazionali...