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venerdì 1 luglio 2005

Il Sinedrio della Libertà


Si è sentito in giro che questo blog sarebbe "uno dei tanti Sinedri ove preparano la Crocefissione della Libertà". Sinceramente, la frase mi suona abbastanza antiebraica e mi dispiace molto che simili paragoni vengano fatti, non solo perché non corrispondenti al vero, ma perché mi rendo conto che nel tentativo di colpire qualcuno - che sia il sottoscritto o semplicemente un frequentatore di questo spazio - c'è chi prova, riuscendoci, a far passare anche l'accusa di "Deicidio" nei confronti dei nostri fratelli ebrei. Per fortuna, non tutti sono in malafede. Perfino fra i "cittadini" di Tocqueville, l'aggregatore dei blog neocon, c'è chi pensa con la propria testa e non si fa trascinare per il naso dalla prima Stefania Atzori di passaggio in vena di lanciare petizioni menzognere ed inutili contro la Islamic Anti Defamation League. Leggete per esempio questo commento, trovato sul blog di Dacia, con tanto di link:
"Sono una "minuscola" cittadina di Tocqueville, ho ricevuto la petizione contro la IADL (Islamic Anti Defamation League, ndr) nella mia posta elettronica e prima di partire lancia in resta ho fatto una ricerca su google per saperne di più e mi sono imbattuta nel suo blog e in quello di altri protagonisti della vicenda. Volevo solo dirle che la partecipazione all'aggregatore non significa (almeno non per me) pedissequa accettazione e condivisione di tutto quello che ivi vi viene scritto. Pur partendo da un atteggiamento abbastanza critico nei confronti di alcune degenerazioni del pensiero islamico ( che riesco a circoscrivere appunto nella categoria delle degenerazioni) sono certa che l'intento della IADL, lungi dall'essere una mannaia censoria, sia volto al solo lodevole scopo di condannare chi traveste da legittima critica quello che è solo insulto, generalizzazione indebita, offesa e irrispetto. Se la IADL, come credo, è questo ha il mio insindacabile appoggio. Perchè le scrivo? Perchè sono uno dei 300 blog di Tocque-ville ma non firmerò alcuna petizione. Volevo solo che lei lo sapesse e che sapesse che se sarà necessario dissociarsi pubblicamente da prese di posizione che facciano riferimento al soggetto collettivo Tocque-ville e non ai singoli membri non esiterò a farlo".