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sabato 9 luglio 2005

La Canalis è diventata opinionista


Alcuni giorni fa, il Corriere Magazine ha pubblicato un'intervista-profilo di Elisabetta Canalis. Alla domanda: "Letture preferite?", la Canalis ha risposto "Oriana Fallaci". E già qui si sentiva odore di bruciato. “Che cosa ha letto della Fallaci?" "Lettera a un bambino mai nato e la Rabbia e l'Orgoglio”. Bella “cultura”, la sua. Poi, non paga della figuraccia, rincara la dose : "Non visiterei mai i paesi islamici". Perfetto ! La migliore conferma di essere ignoranti (e della volontà di rimanere tali) è proprio quella di voler evitare a tutti i costi, se non addirittura "orgogliosamente", di vedere - con i propri occhi - altre culture e modi di vivere, accontentandosi di ciò che racconta un' anziana scrittrice in malafede da un attico di New York. Però... vogliamo scommettere che se qualche emiro le proponesse un contratto miliardario ci andrebbe anche strisciando, nel paese islamico ? Non è la prima volta che la Canalis ci "illumina" politicamente e culturalmente. In un'intervista precedente, alla domanda “Dichiarerebbe guerra all'Iraq?” rispose “Io sto con gli Stati Uniti. Sono per una guerra giusta contro una pace ingiusta. La penso proprio come Oriana Fallaci”. Mi associo quindi al giornalista del Riformista e autore di Camera Caffè, già conosciuto per aver svelato i contenuti del rapporto Calipari, GianLuca Neri (Macchianera.net), quando in un'altra occasione, disse “alla Canalis (così come a tutte le soubrette che, inevitabilmente, dichiarano a TV Sette: "Ora mi piacerebbe condurre o fare la spalla in una trasmissione comica"), qualcuno dovrà pur spiegare, prima o poi, che Dio già l'ha benedetta fornendole tutto quel popò che gli umani hanno potuto ammirare sul calendario. Non si può pretendere tutto, è una questione di organizzazione e di priorità: quando a lei appiccicavano quel paio di tette da rivolo di saliva ai margini delle labbra, nella fila accanto distribuivano neuroni”.