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domenica 3 luglio 2005

Quando ero leghista...

Sulla scia della proposta del ministro Calderoli di castrare gli stupratori, l'eurodeputato Mario Borghezio ha dichiarato - in un'intervista rilasciata il 23 giugno 2005 a Ilaria de Bernardis del quotidiano Metro (a diffusione gratuita a Torino) - che "In flagranza di reato o in caso di confessione, sono d'accordo con la legge del taglione. Che ha un importante antecedente nelle Sacre Scritture, non è un'invenzione del Dott. Goebbels. Quindi la condivido". Alla domanda "Quindi da avvocato dice sì alla legge del taglione?" risponde: "Sì, la legge del taglione va applicata: seguiamo Mosè, tuteliamo Abele. La soluzione migliore sarebbe pene esemplari, come 20 anni di lavori forzati". Alla domanda: "Non è un'involuzione del diritto?" ribatte: "Meglio il glorioso passato di Mosè del modernismo buonista che impera". Al quesito "Il "dente per dente" porterebbe ad una società migliore?" dice: "Sarebbe un bel freno, i delinquenti ci penserebbero migliaia di volte prima di agire. Oggi manca l'idea della certezza della pena".
Sulla mancanza dell'idea della certezza della pena, l'europarlamentare Borghezio ne sa decisamente qualcosa. Nello studio analitico sulla legislazione italiana e sulle prassi applicative contro gli atti di discriminazione razziale stilato da Fulvio Vassalo Paleologo dell'Università di Studi di Palermo nel dicembre del 2002 si legge infatti: "I mezzi di informazione riportano con grandi caratteri gli atti a contenuto criminale attribuiti ad immigrati, che spesso risultano alla prova del giudizio del tutto estranei ai fatti ascritti a loro carico, mentre rimane marginale il rilievo dei fatti nei quali sono coinvolti italiani responsabili di gravi atti a contenuto razzista o discriminatorio: così ad esempio lo scorso 19 ottobre 2002 soltanto poche righe in cronaca di alcuni giornali riferivano della condanna a 5 mesi di carcere (con la sospensione condizionale della pena!) inflitti all’euro-parlamentare della Lega Mario Borghezio per un incendio che distrusse un dormitorio per immigrati al quale lo stesso Borghezio, alla guida di una squadra di leghisti, al termine di una manifestazione svoltasi a Torino nell’estate del 2002, aveva appiccato il fuoco. Appena ai margini la notizia che un immigrato romeno in quella stessa occasione si era salvato per miracolo, un attimo prima che il fuoco lo raggiungesse". Non è l'unico episodio: nel '93 Borghezio ha preso una multa di sole 750.000 lire per aver picchiato un bambino marocchino.
Ora, devo ammettere che sono totalmente d'accordo con l'Eurodeputato Borghezio sulla necessità di inasprire le pene, a patto che le pene così "inasprite" vengano applicate a tutti, piromani inclusi e senza sconti a nessuno, tanto meno agli eurodeputati. Sono decisamente meno d'accordo però quando parla di "Legge del taglione" e del "passato glorioso di Mosé", perché - da persona laica - aborro trascinare le Sacre Scritture in mezzo alle diatribe "legali". Evidentemente, però, io e l'Eurodeputato Borghezio non abbiamo la stessa concezione della laicità dello stato e tanto meno quella di religione, per non parlare del concetto di atteggiamento civile. Ma non è affatto la prima volta: ho già avuto modo infatti di parlare con l'On. Borghezio quando ascoltavo Radio Padania. Eh sì... indovinate quale fu la prima radio che beccai in Italia? Proprio quella! E, sinceramente, mi diede l'impressione - ben prima dell'11 settembre - di essere finito in uno stato dove i musulmani verranno prima o poi linciati per le strade. Per fortuna non è così, anche se gli ultimi episodi non contribuiscono a tranquillizzarmi. L'On. Borghezio e i suoi amici ci hanno provato comunque lo stesso, considerati gli esempi sopra riportati. E lo hanno fatto di "comune accordo" con la Fallaci, che si è vantata in uno dei suoi libri di aver minacciato di appiccare il fuoco ad una tenda di immigrati.
Torniamo a Radio Padania. Io ascoltavo quelle vergognose trasmissioni, e un giorno hanno invitato l'On. a parlare. Ad un certo punto rivolse un invito alla sua gente: "Prendiamo le bombole spray e torniamo a scrivere sui muri come prima". Da buon ex-allievo salesiano, la cosa non mi è sembrata tanto corretta. Mi ricordo che, dopo una "battaglia dei gessi" in classe, ci avevano obbligato, la mattina seguente, a pulire l'aula al posto dei bidelli. Quindi pigliai il telefono e chiamai il numero della redazione. Mi hanno passato in diretta, e - lo devo amettere - Radio Padania non mi ha mai negato la parola. E così, con mio sommo piacere, mi levo lo sfizio di dire all'On. Borghezio: "Veramente, a noi ci avevano insegnato sin da piccoli di non scrivere sui muri. Però, la prego, non scrivete quelle frasi: sono davvero molto offensive". Dissi questo memore delle vergognose affermazioni razziste firmate "Giovani Padani" e "Lega Nord" che ho ritrovato sulle mura dei bagni del Politecnico sin dal mio primo giorno di università. Come unica risposta dell'On. ebbi un "Non saranno gli extracomunitari ad insegnarci l'educazione!". A quel punto vennero fatte passare le chiamate degli ascoltatori che, come al solito, asserivano: "Non è possibile che sia un extracomunitario. Parla l'italiano perfettamente! E' un comunista travestito da extracomunitario", "Ma per favore! Il commerciante sotto casa è un nord africano immigrato in Italia da 20 anni e non parla l'italiano così: è uno della sinistra che si spaccia per immigrato" e giù disquisizioni sul mio essere o non essere italiano. Quella era veramente la parte più bella delle trasmissioni in cui intervenivo.