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lunedì 11 luglio 2005

Un politecnico multietnico

Nascerà a Shangai, presso l'università Tonji, il primo ateneo italo-cinese dedicato alla formazione di ingegneri e curato dai docenti del Politecnico di Torino, in collaborazione con i colleghi del Politecnico di Milano. Ad annunciare la notizia è il ministro Letizia Moratti e a raccontarla a La Stampa di Torino è il "ministro degli esteri" del Politecnico, il vice-rettore per le relazioni internazionali e Preside della Terza Facoltà di Ingegneria, Prof. Carlo Naldi. "Finora - dice Naldi - gli studenti cinesi hanno incontrato enormi difficoltà di visti e permessi per studiare nel nostro paese: lo scorso anno 50.000 cinesi si sono iscritti a università tedesche, altrettanti in atenei inglesi, 47.000 in Francia e appena 47 in Italia. Speriamo che gli accordi del ministero con lo stato cinese, grazie ai quali nascerà il nuovo ateneo consentano anche una nuova politica di apertura ai loro studenti. Favorirne l'ingresso consente di rafforzare i rapporti culturali, scientifici ed economici, politica perseguita sinora da pressoché tutti i paesi europei tranne il nostro". Va ricordato che il Politecnico di Torino persegue, da svariati anni ormai, una politica internazionale molto attiva, che ha visto coinvolgere prima i paesi del Sud America, e - a partire dall'anno scorso - anche quelli del Nord Africa e la Turchia (progetto MED). Però, chi al Politecnico si è scordato il caso del docente statunitense (extracomunitario pure lui) a cui fu negato il visto d'ingresso, come docente, in virtù della mancanza di posti disponibili nelle famigerate quote della Bossi-Fini?

La Repubblica 21 aprile 2004