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mercoledì 6 luglio 2005

Youssef El Sebaie

Siccome alcuni mi scrivono chiedendo informazioni per via dell'omonimia, ve ne lascio una breve biografia.

Youssef El Sebaie, presidente dell'Unione dei giornalisti egiziani e caporedattore del principale quotidiano filo-governativo Al-Ahram (1976 - 1978) è nato nel 1917, si è diplomato presso l'Accademia militare nel 1937 (nella quale in seguito insegnò), ed era direttore del Museo Militare Egiziano nel 1952. Amico personale di Sadat e prima ancora di Abdel Nasser, ex-ministro della cultura nonché romanziere e sceneggiatore di successo, decorato con l'Ordine della Repubblica Araba D' Egitto nel 1952, con l'Ordine al merito di prima classe della Repubblica Araba d'Egitto nel 1962, Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana nel 1963, Youssef El Sebaie era anche il Segretario Generale dell'Organizzazione per la solidarietà dei popoli afro-asiatici.

Il 18 febbraio del 1978 era a Nicosia per partecipare al meeting indetto dalla sucitata organizzazione. E quel giorno venne assassinato. L'operazione è stata messa a segno dal gruppo di Abu Nidal. La sua colpa? "Ha accompagnato il presidente Sadat nella visita ad Israele nel novembre del 1977 " e "Ha pubblicato delle cose buone su Israele". Furono due i militanti che portarono a termine l'esecuzione. Entrarono nella hall dell'Hilton Nicosia, e uno dei due lo costrinse a terra e gli sparò più volte alla testa. Dopodiché presero con loro trenta ostaggi e si barricarono in un ristorante minacciando di far esplodere le granate di cui erano muniti se il governo cipriota non avesse loro permesso di fuggire. Rilasciarono tutti gli ostaggi, molti dei quali delegati dell'Organizzazione, tranne dieci. Dopo estenuanti negoziati, vennero portati ad un jet che li portò in Medio Oriente. Ma nessun paese concesse loro l'autorizzazione di atterrare e così ritornarono a Cipro.

I commandoes egiziani però erano già partiti dal Cairo alla volta di Cipro, senza invito, per prendere l'aereo e liberare gli ostaggi. Cipro aveva permesso all' Hercules C-130 egiziano di atterrare all'aeroporto di Larnaca, senza concedere però l'autorizzazione di intervenire militarmente. Le forze egiziane la pensavano decisamente in maniera diversa e decisero di attaccare l'aereo lo stesso. Il tentativo di un ufficiale cipriota di intimare ai militari egiziani, già pronti ad aprire il fuoco, di fermarsi venne descritto come un atto di "insano coraggio". Al governo cipriota l'iniziativa non piacque e ne conseguì una battaglia di circa 50 minuti tra le forze cipriote e quelle egiziane in cui persero la vita 15 dei 74 militari egiziani inviati. Le pallottole raggiunsero anche la torre di controllo, costringendo il presidente cipriota e i membri del suo gabinetto a correre ai ripari.

Le forze egiziane però erano riuscite a liberare gli ostaggi lo stesso e a prendere gli esecutori: due palestinesi, Zayet Hussein Al Ali dal Kuwait e Samir Mohammed Khadar dalla Giordania, che poi vennero processati a Cipro in direttissima e condannati alla morte per impiccagione. La pena venne tramutata in ergastolo dal governo cipriota, "nell'interesse generale di Cipro impegnata, all'epoca, in una guerra psicologica". Il presidente cipriota Kyprianu venne definito da Sadat "un nano politico" e per molto tempo, nonostante le scuse ufficiali e le offerte di riconciliazione da parte del governo di Nicosia, le relazioni cipro-egiziane rimasero tese. Il giorno della sua morte, esattamente il 18 febbraio del 1978, Youssef El Sebaie verrà insignito del Collare della Repubblica araba d'Egitto.