Foto pornografiche in cambio di terrificanti immagini di cadaveri. Il macabro scambio avviene su Internet tra un sito ad alto tasso erotico e i soldati statunitensi in Afghanistan e in Iraq. I militari vengono invitati a spedire i loro terribili scatti di corpi mutilati, carbonizzati, smembrati dalle esplosioni, promettendo in cambio l'accesso gratuito a diverse sezioni "proibite". Il risultato è una galleria degli orrori, segnalata da un blogger italiano e adesso la cosa è finita su Corriere, Repubblica e Ansa.
Un vero e proprio museo degli orrori, con foto per lo più di iracheni morti e cadaveri smembrati. Ogni messaggio contiene infatti immagini raccapriccianti, in una escalation di barbarie e crudezza, accentuata dai messaggi lasciati dai frequentatori del sito. Messaggi esaltati, non certo inorriditi, alla vista di quelle terribili istantanee prese sul teatro di guerra. Stupiscono, per il loro cinismo, persino i titoli dei vari post: i pragmatici "qualche foto in cambio dell'accesso" o "uomini morti per ingresso", ma anche il barbaro quiz "date un nome a questa parte del corpo umano", che prelude alla visione di un brandello di carne insanguinata, carbonizzata e spappolata.
Non c'é che dire: dopo il petrolio derubato per la finta "ricostruzione" (ancora oggi, e nonostante i barili di petrolio caricati gratis e i costi esageratamente alti imposti dalle ditte americane per lo "sviluppo", gli iracheni lamentano mancanza di elettricità e servizi vari, per non parlare della sicurezza), i soldati americani hanno scoperto un nuovo business: garantirsi l' "American way of life", porno incluso, sfruttando la pelle degli iracheni.

