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venerdì 19 agosto 2005

Anche allora erano tutti assassini


Alcune settimane fa c'è stata una disputa interessante tra lo scrittore Guido Ceronetti, firma storica de La Stampa e collaboratore dell'inserto culturale «Tuttolibri» e Alessandro Monti, direttore del dipartimento di Orientalistica dell'Università di Torino.
Nella rubrica "Lanterna Rossa", Ceronetti ha fatto riferimento alla realtà storica di una tribù dell'India del nord - che uccideva con l'inganno pacifici viandanti per impossessarsi dei loro beni e come tributo alla crudele dea dello Shivaismo, Bhavani - per descrivere la doppiezza dei terroristi di Leeds: nascosti dietro la facciata di esemplari cittadini britannici. «Si può risalire - scrive Ceronetti - alla storia tremenda dei Thugs (parola che in di significa proprio la duplicità, la furbizia), di cui l'amministrazione britannica in pochi anni, tra 1831 e 1837, liberò drasticamente l'India, con processi pieni di incredibili confessioni. La setta strangolava col ruhmal, il laccio rituale». Più avanti Ceronetti afferma: «Si calcola abbiano fatto un milione di vittime (...). Il computo però per i secoli da XII a XVIII è nuvola vaga».
Il paragone di Ceronetti non è parso, giustamente, corretto al professor Monti, che nella rubrica delle lettere ha accusato lo scrittore di fare «affermazioni gratuite che suscitano (...) ostilità e confusione», e di usare parole che sono «un concentrato di stereotipi coloniali, l'infido orientale, le sette sataniche, ecc.». Non si può infatti, secondo il professore, «estendere la traduzione letterale di thug, ingannatore, come qualità morale che caratterizza tutto l'Oriente, dal Mediterraneo all'India». Sarebbe come affermare che i cattolici sono degli assassini perché «i briganti ottocenteschi giravano con i santini della Madonna».
Dine Messina, di Repubblica, ha chiesto aiuto a Michelguglielmo Torri, autore di una Storia dell'India pubblicata da Laterza e poi nella collana del Corriere della Sera: «I Thugs sono realmente esistiti, ma alcune affermazioni di Ceronetti mi sembrano inesatte. Mi piacerebbe sapere dove ha preso la cifra di un milione di vittime e perché ipotizza che il fenomeno si sia esteso anche fra il XII e il XVIII secolo. A me risulta che la tribù dei Thugs sia comparsa intorno alla prima metà del 1800. Si trattava di bande criminali, interessate più al bottino che alla religione».
Aggiunge poi Torri: «La verità è che tra la fine dell'impero Moghul e l'inizio della dominazione britannica ci fu un lungo periodo di disordine. Quando arrivarono gli inglesi si creò un fenomeno di resistenza, soprattutto alla pressione fiscale. Perciò sotto l'etichetta di Thugs i colonizzatori facevano passare ogni episodio di ribellione. Il milione di vittime è forse frutto della propaganda britannica».
Mi sono ricordato di questo, quando lessi il commento lasciato da Miguel sotto il post "Nazismo cattolico": "A Singapore ho comprato il libro di Rudolf Hartog, "The Sign of the Tiger. Subhas Chandra Bhose and his Indian Legion in Germany, 1941-45", che racconta le vicende di Chandra Bhose - il più noto indipendentista indiano dopo Gandhi - e della sua "Legione" formata in Germania con prigionieri di guerra di tutte le nazionalità indiane. Bhose combattè poi a fianco dei giapponesi. Bhose è ancora considerato un eroe nazionale in India. So che i Sartori ancora non conoscono la faccenda, ma il giorno in cui qualcuno deciderà che conviene fare la guerra all'India, i Sartori sapranno tutto di Bhose (e dei roghi delle vedove, e delle caste, e del fatto che gli indiani fanno la cacca per strada e tutto il resto)".
E puoi pure stare certo, caro Miguel, che sapranno tutto dei Thug, dello Shivaismo e della Dea Bhavani. E che, come Ceronetti, ci canteranno anche le lodi della vecchia colonizzazione britannica.