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domenica 14 agosto 2005

Extracomunitari impuniti d'America

Come scrive Miguel, erano anni che dicevamo che mentre arrivavano a frotte in macchina, in treno e in autobus, spacciandosi per semplici lavoratori o visitatori, questi qui in realtà volevano colpire al cuore la nostra stessa civiltà. Nessuno ci ha ascoltati. Risultato: due fratelli empolesi (o empolitani?) hanno danneggiato la statua del 'Biancone', in piazza della Signoria a Firenze, sbriciolando la mano destra della statua in quindici frammenti piu' grandi e sedici piu' piccoli.
Ma ci sono altri extracomunitari che la fanno da padroni nel nostro paese (io lo sento comunque mio , piaccia o non piaccia a molti): due giorni fa l'americano Tyson è stato beccato dagli uomini della Capitaneria del Porto di Capri mentre scorrazzava nelle acque di Marina Grande a bordo di una moto d'acqua, «praticamente in mezzo ai bagnanti», puntualizza il comandante della Capitaneria. All'ex pugile, appena approdato a Capri dalla Sardegna dove era stato protagonista della presunta violenza ai danni di una giovane francese, è stata inflitta una multa di soli 340 euro: nulla per uno appena giunto su un lussuoso yacht.
Come se non bastasse, altri immigrati se la spassano impuniti sulla nostra terra: nel febbraio del 2004 tornano nella loro base italiana i soldati della 173esima Brigata Statunitense Aerotrasportata. Il bollettino della settimana è sconvolgente: una ragazza uccisa da un militare ubriaco al volante, decine di feriti in una raffica di incidenti stradali e il 19 febbraio James Michael Brown, 26 anni, paracadutista della stessa brigata - alla prima libera uscita dopo un anno sul fronte iracheno - carica in auto una ragazza, la ammanetta e per due ore e mezza la violenta e la tortura. Lei riesce a fuggire, ferita, nuda e ammanettata. Tre giorni dopo il criminale dell'esercito Usa viene arrestato. E' a disposizione della giustizia italiana, dicono, ma in Germania. Chissà cosa combinava, invece, in Iraq.
La notte del 22, davanti alla birreria Seven di Vicenza scoppia una battaglia: venti soldati americani da una parte, pattuglie dei carabinieri dall'altra. Finisce con cinque militari arrestati, due carabinieri feriti e un agente della Military Police americana della base di Ederle (nonostante il nome è in terra italiana) denunciato per avere insultato i carabinieri e tentato di impedire l'arresto di uno degli aggressori. Tutti rilasciati, ovviamente: in base agli accordi, i militari americani godono dell'impunità. Gli americani sono così sfacciati, che il colonello Donald Drummer, comandante del 22esimo gruppo di supporto dell'Esercito americano scrive in una lettera al Tribunale di Vicenza, che le leggi italiane possono andare a farsi benedire. Perfino il presidente leghista della Provincia di Vicenza, Manuela Dal Lago, è costretta a scrivere ai ministri leghisti al governo "Mi sembra grave che un governo straniero non voglia dare esecuzione ad una sentenza della giustizia italiana".
Come se non bastasse, anche i nostri compatrioti vengono sfruttati: 4 medici italiani hanno denunciato la clinica della base di Ederle: i loro colleghi americani sono ricompensati con 93mila euro l'anno e l'alloggio di servizio mentre loro si devono accontentare di 30mila. Secondo il calcolo dei giudici, ad ognuno dei quattro spettava una differenza retributiva di circa 40mila euro. Ma il comandante locale dell'esercito più ricco del mondo non ne vuole sapere. Gli avvocati chiedono il pignoramento dei beni della caserma. Il tribunale invia un ufficiale giudiziario per eseguire la sentenza ma gli viene impedito l'accesso. Non solo, si scopre anche che perfino il conto intestato al "Stati Uniti d'America, Comando Usa Setaf" presso la Bnl è tenuto costantemente in rosso: le spese sono ripianate di giorno in giorno, rimanendo per qualche spicciolo sempre sotto zero. Come fanno a finanziare i milioni di euro necessari per gli aerei che portano la morte in Iraq e altrove nel mondo? Facile: la banca anticipa e il Comando rimborsa. Tutto legale. Una truffa alla Totò, commentano i legali delle vittime nelle cause di lavoro, di incidenti stradali, di aggressioni oppure di stragi, come quella del Cermis: i due piloti non sono stati processati in Italia, negli Usa sono stati assolti e il risarcimento lo ha pagato l'Italia. Sì, l'Italia.
Come se non bastasse questi extracomunitari di lusso si alleano nelle malefatte anche ai soliti - nonché stranoti mediaticamente - immigrati albanesi. Solo che nessuno lo sa. Nel 2002, negli Stati Uniti, stava per finire il processo contro Robert Gardner Scott, allora 20 anni, aviere nella base di Aviano. Assieme a tre immigrati albanesi ha violentato una ragazzina di 14 anni. Si, 14 anni. Il ministro della giustizia Castelli aveva rinunciato alla giurisdizione. Le interrogazioni parlamentari e le proteste dell'avvocato, Rosanna Rovere, lo costringono a riportare il processo in Italia. Siamo ancora in attesa, ovviamente.