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mercoledì 10 agosto 2005

I terroristi di Barbara Mella

Un terrorista ebreo sale su un pullman e fredda quattro giovani palestinesi, ferendone una decina e viene linciato dalla folla. Il giorno dopo, sui media e sui blog dei neocon, la notizia non è più l'attentato bensì il linciaggio. E così leggiamo, come per esempio dalla Barbara Mella di Shock and Awe, una nostra vecchia conoscenza: "Un terrorista assassino ebreo israeliano ha ucciso su un autobus quattro arabi civili innocenti: Michel Bahus di 56 anni; Nader Hayak di 55; Hazar Turki di 23 e sua sorella Dina di 21. Nessun israeliano è sceso in strada a festeggiare l’accaduto. I media israeliani hanno condannato la strage non solo nelle loro edizioni in inglese, ma anche in quelle in ebraico. All’assassino non saranno intitolate né vie, né piazze, né scuole, né campi estivi. Il ministero della Difesa gli ha negato i funerali militari, e non sarà neppure sepolto in un cimitero militare, in quanto indegno di riposare vicino a coloro che hanno dato la vita per la difesa della patria. I familiari dell’assassino, non appena si erano resi conto della sua pericolosità, avevano immediatamente denunciato la cosa, chiedendo – purtroppo senza esito – all’esercito di togliergli il fucile. Eden Nathan-Zada è il secondo terrorista assassino ebreo israeliano che fa strage di arabi civili innocenti, in 57 anni di storia dello stato di Israele. Ed è stato linciato dagli arabi. Nessun terrorista arabo è mai stato linciato dalle folle israeliane. Mai"

Bene...che fine ha fatto, allora, il primo terrorista ebreo? Quel Baruch Goldstein che uccise 29 musulmani ferendone altri 100 mentre stavano pregando? Ebbene...Riposa a Kyriat Arba sotto una lapide che recita: "Here lies the saint, Dr. Baruch Kappel Goldstein, blessed be the memory of the righteous and holy man, may the Lord avenge his blood, who devoted his soul to the Jews, Jewish religion and Jewish land. His hands are innocent and his heart is pure. He was killed as a martyr of God on the 14th of Adar, Purim, in the year 5754" (Traduzione: Qui giace il Santo, Dr. Baruch Kappel Goldstein, benedetta sia la memoria di questo uomo giusto e santo, Possa il signore vendicare il suo sangue, che ha dato la sua anima agli ebrei, alla religione ebraica e alla terra ebraica. Le sue mani sono innocenti e il suo cuore è puro. E' stato ucciso come un martire di Dio il 14 del mese di Adar, Purim, l'anno 5754). Nel 2000 il governo israeliano ha dovuto - per non incorrere in figuracce internazionali - distruggere un tempietto commemorativo costruito sopra la sua tomba. Il rabbino Dov Lior di Kiryat Arba nell' "elogio funebre" disse di lui: "Goldstein era pieno d'amore per gli esseri umani (sic!) Ha dedicato la sua vita per aiutare gli altri (doppio sic!). Goldstein non ha potuto continuare ad accettare le umiliazioni e la vergogna a noi oggi inflitta. Per questa ragione ha messo in atto la sua azione, con nessuna altra ragione se non santificare il nome santo di Dio (Ma dai!)". Pare che Goldstein avesse anche un complice. Lo confermarono due soldati di Tzahal, l'esercito israeliano. Ma alla fine gli inquirenti stabilirono lo stesso che Goldstein agì da solo, senza complici. Non scordiamo però che ci fu un'altro terrorista ebreo, oltre quei due: Yigal Amir, quello che ha assassinato Rabin, ritenendo gli accordi di Oslo un tradimento. Suo fratello, Hagai Amir, e suo amico Dror Adani, erano suoi complici nell'operazione. Un'operazione molto controversa, che ha sollevato molti dubbi e interrogativi, nonché teorie di complotto a livelli più alti. Ad ogni modo, Amir oggi è in una prigione israeliana dove combatte - assieme ad un folto gruppo di ebrei russi - per il diritto di "consumare" il suo matrimonio, registrato rabbinicamente mentre era in prigione. A questo punto, se prendiamo in considerazione quelli che hanno indottrinato quei tre terroristi (scuole chassidiche e rabbini fondamentalisti in primis), quelli che li hanno armati e aiutati (i partiti della Destra estrema e i movimenti armati dei coloni) e quelli che li sostengono tuttora eregendo monumenti e firmando petizioni "nel nome del Signore", i terroristi ebrei - anche potenziali - sono ben più di due o tre. Per cui, cara Barbarella, non raccontiamoci balle: sarà anche vero che non vengono titolate vie e piazze a questi "martiri", ma è solo perché il governo di Israele lo vieta, ritenendo la mossa dannosa per la propria immagine internazionale. E, nel vietarla, va contro un' opinone pubblica largamente favorevole a questi assassini. Un'opinione tuttora tollerata e temuta, anche se ufficialmente combattuta.

D'altronde, il terrorismo israeliano ha una lunga e consolidata storia alle spalle: basterebbe ricordare l'Irgun (quando fece saltare il King David Hotel di Gerusalemme nel 1946, uccisero 91 persone e ne ferirono 45, in gran parte civili) o la Banda Stern (che uccise al Cairo, nel 1944, il responsabile inglese per il Medio Oriente oltre ad aver organizzato svariate rapine e collaborato al massacro di Deir Yassin). Ed è un terrorismo che prosegue, anche se ora viene qualificato da molti come "terrorismo di stato": non mi sembra che Israele arresti con le dovute cautele e attenzioni gli accusati di terrorismo, né che conceda loro un processo equo. No, cara Barbarella, vengono uccisi con operazioni "mirate". Dove per "mirate" si intende un bel missilone che fa saltare in aria il terrorista in questione (che dovrebbe essere innocente fino a prova contraria, da esibire in un regolare processo) con i suoi accompagnatori, la sua famiglia, i suoi vicini di casa e chi ha avuto la sfortuna di capitare da quelle parti. Se questo non è linciaggio - anche se tecnologicamente avanzato e ben più allargato - non saprei come definirlo.
Vogliamo parlare, cara Barbarella, delle punizioni collettive che vengono attuate in Israele? Jeff Halper, docente di antropologia alla Ben Gurion University in Israele e coordinatore del "Movimento israeliano contro le demolizioni" (Israeli Committee Against House Demilitions -ICAHD) è stato arrestato per essersi opposto alla demolizione di 58 case a Rafah (520 persone di cui 300 bambini sul lastrico in pieno inverno). Nel rapporto dell'osservatore speciale della commissione per i diritti umani dell'Onu sulla situazione nei territori occupati, c'è un bel paragrafo che recita "Punizioni collettive": "La distruzione delle case delle famiglie di coloro che commettono un crimine contro Israele come punizione è stata a lungo praticata da Israele. In Agosto, l’Alta Corte Israeliana negava il rinvio a giudizio di tali casi, così come era già stata la sua posizione precedente, in tal modo veniva lasciato a completa discrezione dei comandanti militari l’ordine di demolire la casa. Tutto ciò viola chiaramente l’articolo 33 della Quarta Convenzione di Ginevra, che proibisce ritorsioni (punizioni) collettive. Il 3 Settembre, l’Alta Corte d’Israele ha emesso l’ordinanza di deportazione forzata di 2 Palestinesi dalla loro città natale di Nablus alla striscia di Gaza per aver presumibilmente assistito i loro fratelli (giustiziati senza processo dalla forza Israeliana il 6 Agosto) nel commettere attacchi contro Israele. Sebbene la Corte abbia limitato queste deportazioni a “casi estremi”, deve essere sottolineato che la decisione di deportare non era stata preceduta da alcuna prova che determinasse la complicità dei deportati. Il diritto ad un processo imparziale e i divieti di punizioni collettive (articolo 33 della Quarta Convenzione di Ginevra) e i trasferimenti forzati (articolo 49 della Convenzione) sono violati da queste misure". Quanti soldati israeliani sono stati assolti dopo aver freddamente ucciso civili innocenti, bambini, reporter e volontari pacifisti. Ne vogliamo parlare?
Cara Barbarella, i linciaggi sono una cosa barbara ed incivile. Ne convengo. Ma quando avvengono, avvengono perché - presumibilmente - c'è poca fiducia nel sistema giudiziario israeliano.