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lunedì 15 agosto 2005

La Iadl ipotizza sciopero lavoratori musulmani

«Mai visto un cittadino italiano andare in giro con uno di quei camici».
Vice Sindaco di Treviso, Gentilini
LA IADL commenta la sentenza del tribunale di Treviso: indossare il burka non è reato.
“A quanto pare le cose stanno cambiando: non si può contare sul consenso popolare, ottenuto facendo leva sulle paure della società, rendendole più profonde solo per assicurarsi una soffice poltrona istituzionale. Il “sindaco” Gentilini dovrebbe ricordarsi che l’economia locale dipende dal lavoro delle migliaia di operai disposti pur di guadagnarsi il pane per mantenere le loro famiglie, sia quelle in Italia sia quelle all’estero, a sopportare quasi ogni genere di angheria. La storia è piena di lavoratori immigrati che si sono ribellati ai maltrattamenti e hanno subito le conseguenze. Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti sono un esempio che dovrebbe essere tra i ricordi del “sindaco”, considerato che la memoria a lungo termine a quell’età funziona a meraviglia. Sarebbe oltremodo scomodo per l’economia locale se - un giorno - stanchi di così tanta malevolenza, di così tanto stupido odio, i lavoratori immigrati e i musulmani in particolare, decidessero di incrociare le braccia. Mi pare che i tempi siano maturi per iniziare a pensarci.” È la dichiarazione della portavoce della Islamic Anti-Defamation League, Halima Barre.

“Si potrebbe pensare che il sig. Gentilini sia una macchietta da deridere. Se lo fosse non starebbe facendo, in pratica, un terzo mandato come sindaco di una città come Treviso. Il Sindaco Virtuale è l’espressione locale di un partito che conta tra le sue fila parlamentari condannati per percosse a bambini marocchini ed incendi di dormitori di immigrati, come il deputato europeo Borghezio. Le sue boutade sui Kamis (i camicioni degli uomini musulmani) sono da assimilare al procurato allarme alle autorità, considerato il panico causato alla sola vista di tre parenti di una degente ricoverata nel personale medico ed infermieristico del locale nosocomio, che ha chiesto l’intervento della Polizia. Questo è un atteggiamento che non può più attribuirsi ad un “vecchietto simpatico e stizzoso” ma a una persona che avrebbe bisogno, lui si, di indossare un camicione. Di forza.” conclude Dacia Valent, del Comitato esecutivo della Islamic Anti-Defamation League.