Notizie

Loading...

martedì 2 agosto 2005

L'Imam del Colle: banderuola al vento?

Vista esterna del futuro Centro Culturale Islamico del Colle Val D'Elsa

L'Imam Feras Jabareen - meglio noto come l'Imam del Colle Val D'Elsa - è, forse, uno degli imam più famosi d'Italia. Diversamente da altri imam "televisivi" tipo Bouchta, è conosciuto per la sua moderazione, tanto da essere espressamente raccomandato come membro della futura "Consulta Islamica". Stando ai media, oltre a condannare il terrorismo (ha firmato il manifesto contro il terrorismo e per la vita), esprimere solidarietà alla comunità ebraica e promuovere iniziative di incontro con quella cristiana, appoggia perfino la candidatura di una donna al ruolo di guida spirituale della moschea del Colle Val D'Elsa, dove lui stesso guida la preghiera.
Stando sempre ai media, questa sua decisione lo avrebbe addirittura messo in difficoltà con una minoranza più integralista della sua moschea. Facendo una veloce ricerca su Google, si leggono infatti le dichiarazioni di Jabareen in merito alla questione donna-imam : "Mi sembra giusto che quando una donna sia più in grado di un uomo di gestire la preghiera collettiva, sia lei a fare l'imam" oppure "Non ho alcuna obiezione che nella moschea di Colle Val d’Elsa una donna svolga la funzione di imam. E’ un processo che incoraggio. Ovviamente la comunità locale deve essere pronta. Spero che possa accadere nei prossimi mesi". Ecco, queste cose sarebbero state dette da Jabareen, e infatti sono state pubblicate sul Corriere della Sera.
E fin qui, non c'è niente di male, anzi. Poi uno va sul sito Musulmaniditalia.com, gestito da Khalid Chaouki, e si legge, sempre per bocca di Jabareen: "La guida alla preghiera comunitaria è un’altra cosa. Questo compito come per le altre religioni è un compito dell’uomo. Non è una discriminazione nei confronti delle donne musulmane, ma un precetto religioso che deriva da un ordine di Dio, noi non possiamo cambiarlo". Ma insomma...queste donne, la preghiera la possono guidare oppure no? Beh...Jabareen è chiaro: No. E quello che ha pubblicato il Corriere? Alla domanda "Su alcuni quotidiani lei si è dichiarato favorevole all’iniziativa dell’imam-donna Amina Wadud (la prima donna-Imam, negli Usa, ndr). Perché?" risponde: "Non sono d’accordo con Amina Wadud, sono stato frainteso e malcompreso". Ma insomma...frainteso e malcompreso da chi? Le dichiarazioni sono così distanti l'una dall'altra (nel caso dell'articolo del Corriere si parla addirittura di un suo studio teologico-storico a favore della donna Imam) da non ammettere fraintendimenti a meno che non fossero voluti...Non vorrà mica insinuare questo?
Alla domanda "Sempre dai giornali, leggiamo che vi è un duro conflitto all’interno della sua Comunità. E’ vero che la vogliono espellere dalla moschea per le sue posizioni moderate?" replica "Anche in questo caso ho riscontrato un’eccessiva scorrettezza da parte di alcuni giornalisti". Ma va? Speriamo che non venga poi a raccontarci che la minoranza integralista c'era e che è stata proprio quella a fargli cambiare idea (in modo da salvarsi la pelle da "moderato" che gli permetterà di far parte della futura Consulta). In ogni caso, infatti, non sarà questa scusa a risollevarne l'immagine...A me va bene che uno dica: "le donne possono guidare la preghiera", e anche uno che dica "Le donne non possono guidare le preghiera". Preferibilmente argomentando la propria opinione, qualunque essa sia. L'importante è che l'opinione sia una e inequivocabile, non che cambi come una banderuola al vento. Non mi va invece affatto bene che uno dichiari - contemporaneamente - entrambe le cose, contribuendo a creare più confusione di quanto non ce ne sia già sulla serietà dei rappresentanti islamici, salvo poi dichiararsi "frainteso" (E non mancano di certo i politici abituati a giustificare le proprie gaffes in questo modo).
L'Imam conclude la sua intervista a Chaouki dichiarando: "il nostro sforzo sarà sempre sulla via della moderazione. Questo è l’Islam che conosciamo e che desideriamo diffondere". Veramente, io avrei qualche piccola osservazione da fare, perché se la "moderazione" è dire una cosa all'opinione pubblica e poi magari un'altra in moschea, cosi come ora dice una cosa al Corriere e un'altra sul portale dei Musulmani d'Italia, non va affatto bene. E se l'Islam che intende diffondere, anche dalla Consulta per cui è candidato, è quello che viene "frainteso e malcompreso", nonché distorto dai giornalisti "scorretti" (stando alle sue parole), ovvero gli stessi che contribuiscono così a darne un'immagine "moderata", non va affatto bene per i musulmani e tanto meno per l'Italia che ha bisogno di interlocutori seri e inequivocabili, anche se le loro opinioni non sono condivisibili. Scusate la mia deriva "neocon", ma - sinceramente - vedere persone simili sponsarizzate a rappresentare - eventualmente - anche me, mi mette seriamente in imbarazzo. Preferisco essere rappresentato da uno che dice il contrario di ciò che penso che da uno che dice ciò che penso e - contemporaneamente - il contrario di esso.
Che l'Imam del Colle Val D'Elsa chiarisca nuovamente la sua posizione sulla questione Donna-Imam, qualunque essa sia, altrimenti continuerò - e con me, credo, i musulmani italiani e l'opinione pubblica - a nutrire ogni sorta di dubbio sulle dichiarazioni pubblicate dal Corriere. Non mi interessa se dirà: "La donna non può guidare la preghiera". Credo infatti sia più urgente che le venga permesso di guidare la propria macchina in quel "terreno sacro, l’equivalente di un’unica, grande moschea" che è l'Arabia Saudita (sempre secondo Jabareen, che cosi giustifica la mancanza di Chiese sull'intero territorio della penisola arabica e non solo nella Mecca (li, volendo, uno potrebbe anche trovare la scusa: il Tempio ebraico era off-limits per i gentili, e lo stesso Vaticano ha preteso l'abbassamento del minareto della moschea di Roma, quindi - come vedete - tutto il mondo è paese). Capirei, perché - appunto - tutte le religioni hanno discriminato le donne: la chiesa cattolica non permette alle donne di guidare la messa, quella ortodossa idem (non permette loro perfino di andare oltre l'iconostasio), quella ebraica non permetteva alle donne di andare oltre un determinato cortile del Tempio e ancora oggi sono separate dagli uomini davanti al Muro del Pianto, quindi non vedo perché deve essere proprio l'Islam a cominciare la svolta "storica".
E se è vero che L'Imam in questione è stato "frainteso", in questo caso mi scuso. Ma che i giornalisti stiano più attenti nel riportarne le dichiarazioni in futuro, perché non è affatto piacevole leggere su tutti i mezzi d'informazione che il tale appoggia pienamente la donna-imam, passando addirittura per "religioso riformatore" salvo poi leggere la categorica smentita su un portale web. Se queste persone dovranno fare parte della Consulta, è diritto dei musulmani - osservanti e non - e soprattutto dell'Opinione Pubblica, sentire - esattamente - cosa e come pensano. E non ciò che farebbe loro piacere sentire, per quanto piacevole possa suonare.