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giovedì 25 agosto 2005

Pisanu: Terrorismo strumento ordinario di lotta politica


Il fondamentalismo islamico e' una questione interna all'Islam. Il terrorismo di cui esso si serve non e' un fenomeno religioso ma un fenomeno politico, e' uno strumento ordinario di lotta politica". Con queste parole il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu e' intervenuto oggi al Meeting di Rimini nell'atteso incontro su "Europa e Mediterraneo: tra liberta' e sicurezza". Il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, è convinto inoltre che "fondamentalismo e terrorismo islamici siano fenomeni politici e che sia quindi con la politica che dobbiamo combatterli". Parlando al Meeting di Rimini, il titolare del Viminale ha quindi stabilito che "è lecito il ricorso allo strumento militare solo quando tutte le risorse politiche sono state esaurite" (APBS (POL) - 25/08/2005 - 19.35.00).
A proposito di "scontro di civilta'" e del concetto di "identita'", Pisanu ha richiamato ad un atteggiamento di prudenza nei giudizi, citando il patriarca di Venezia Angelo Scola (sulla cui rivista, Oasis, si trattera' nel prossimo numero il delicato tema della convivenza tra diverse comunita', con il contributo importante del cardinale di Budapest Peter Erdo). "Quando si utilizza il paradigma identitario - ha detto il ministro dell'Interno - si sa dove si comincia ma non dove si finisce. L'identita' cristiana e europea - ha continuato Pisanu - nasce da continui rimescolamenti, da quei 'meticciamenti' di cui parla il patriarca Scola e si mantiene intatta perche' solo Cristo e' la via, la verita' e la vita". Se non si presta attenzione, osserva Pisanu, si corre il rischio di "strumentalizzare la giusta denuncia contro il relativismo per negare il pluralismo". La storia europea "e' una storia di diversita', e' una storia di tradizione cristiana che permette l'esistenza di tutte le idee, anche quando sono cattive". Ecco perche', secondo il ministro azzurro, "il dialogo con l'Islam e l'Ebraismo ha enormi possibilita' di crescita".
"L'identita' cristiana, specialmente quella europea, nasce da contaminazioni di altre identita', da meticciamenti molteplici e successivi". Il ministro dell'interno, Giuseppe Pisanu, intervenendo al Meeting di Rimini all'incontro "Europa e Mediterraneo tra liberta' e sicurezza", ha replicato cosi' al discorso del presidente del Senato Marcello Pera che aveva inaugurato la kermesse di Comunione e Liberazione sollevando anche numerose polemiche. Pisanu ha invitato a fare attenzione " a non farsi intrappolare nella metafisica dell'identita' e in quella del relativismo". "Se Pietro e Paolo di Tarso - ha aggiunto come esempio - fossero stati fedeli custodi della loro identita' e non avessero attraversato il Mediterraneo a contaminarsi con i Gentili, il Cristianesimo oggi non sarebbe una religione universale". Il rischio del relativismo e' invece quello di negare il pluralismo. "L'identita' cristiana dell'Europa - ha detto ancora - contiene il valore delle diversita', non puo' non essere forza portatrice di dialogo". Secondo il ministro dell'Interno, il dialogo con l'Islam, ma anche con l'Ebraismo, "ha enormi potenzialita' di crescita e puo' essere utilizzato come fattore decisivo per favorire la costruzione della pace nell'area del Mediterraneo". L'Europa quindi deve fare lo sforzo di guardare soprattutto al Sud del Mediterraneo, all'Africa, un continente "al collasso". "Purtroppo - ha detto ancora - l'Europa guarda soprattutto al Nord, ma dopo la Svezia c'e' solo ghiaccio. L'Europa deve guardare al Sud, al Mediterraneo, perche' li' c'e' un continente in crisi, ma in grado di far crescere l'Europa".