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sabato 13 agosto 2005

Proclami "deliranti"


Su Gnosis, la «rivista italiana di Intelligence» del Sisde, servizio segreto civile formato nel 1977 per combattere il terrorismo, uno degli articoli principali riabilita alcuni criteri con i quali, una trentina di fa, le Br analizzarono la società italiana e le sue dinamiche di potere. Autore dell’articolo è Pio Marconi, ordinario di Sociologia del diritto alla «Sapienza». Negli anni Sessanta era trotzkista. Fu segretario della Federazione giovanile comunista di Roma, poi passò al Manifesto. Più tardi, è stato membro del Consiglio superiore della magistratura e dell’Assemblea nazionale del Psi di Bettino Craxi.
La più importante delle categorie interpretative che viene presa sul serio è quella dello Sim, lo Stato Imperialista delle Multinazionali a cui i brigatisti attribuivano poteri superiori agli Stati veri e propri. Una delle categorie più osteggiate e derise nel dibattito politico dell’Italia del tempo. «L’acronimo e il concetto di Stato imperialista delle multinazionali sono stati sottoposti a critiche serrate e a potenti sbeffeggiamenti. In tale definizione si è vista spesso la prova della natura delirante della analisi e della progettazione brigatista», ricapitola Gnosis. Ma commenta: «Per la verità le Br, forse proprio per aver osservato assolutamente dall’esterno la vita politica ufficiale e l’economia, danno prova di aver compreso precocemente alcuni fenomeni di trasformazione delle società industriali ».
Sia chiaro: l’articolo non assolve le Br dalle loro colpe, dalle «azioni sanguinose» prive di «qualsiasi legittimazione». Ma Marconi riesamina due risoluzioni della Direzione strategica, quelle dell’aprile 1975 e del febbraio 1978, più i comunicati diffusi durante il sequestro di Aldo Moro con un distacco allora raro. E constata che «alcuni fenomeni sommariamente condensati nell’acronimo dello Sim» nel decennio seguente «diventeranno però di patrimonio comune» anche «in quegli ambienti che definivano delirio il ragionare brigatista: la preminenza dell’esecutivo, la decisione come criterio di semplificazione della complessità sociale, la funzione dei tecnici nella gestione della cosa pubblica, (...) l’impegno della grande imprenditoria nella politica, l’erosione della sovranità provocata dalla mondializzazione».
Secondo Marconi, «i dati sui quali lavorano le Br sono reali». Neanche l’idea di portare «l’attacco al cuore dello Stato» viene considerata troppo irrealistica. L’analisi del professore, sostiene la rivista del Sisde nell’introduzione, «dimostra che il pensiero politico brigatista non era affatto distaccato dalla realtà» e «se le Br sono state sconfitte lo si deve a chi evitò letture superficiali del loro messaggio». Lo stesso vale per il terrorismo qaedista, aggiungo io. Smettiamola con l'uso dell'aggettivo "delirante" per descrivere i proclami di Bin Laden ed Al Zawahri e cominciamo ad analizzare le cose seriamente. Ripeto, scanso equivoci: non si tratta di accettarne il contenuti o assolvere i qaedisti dalle loro colpe. Ma un'approffondita analisi dei meccanismi che si celano dietro la nascita di questi movimenti e della loro ideologia, che sono assai diversi dallo sbandierato "odio insensato per la nostra civiltà", sarà l'unico modo per sconfiggere questo tipo di terrorismo.