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sabato 27 agosto 2005

Tolleranza zero: la IADL scende in campo.


Ricevo e pubblico volentieri il comunicato stampa inviato dalla IADL agli organi di informazione
Padovano minaccia il suicidio perché denunciato per razzismo
Il nick è inequivocabile: Oriano Fallace, il suo IP (identificativo di rete) corrisponde a quello della società Infocamere di Padova ed è l’80.82.5.33 La sua attività di razzista, antisemita, antislamico e misogino si svolge sulle pagine di un Forum virtuale che sostiene le tesi dell’anziana scrittrice, che fra l’altro lo menziona spesso con orgoglio nelle sue opere (http://www.thankyouoriana.com/). Inutile rammentare che la stessa è stata già denunciata dalle associazioni ebraiche ed islamiche in Francia, Svizzera ed Italia per i suoi propositi contro le minoranze etniche e religiose.

L’antefatto: dopo essere stata bersaglio di insulti razzisti di ogni genere ("Massacratela quella scrofa selvatica", " negretta repressa". "lei ha il colore della merda" oppure "Lei non se la prenda se la considero come una camalla abbronzata", "Le sue pompe anziché farle qui in Italia, vada a farle in qualche bella tenda nel deserto a qualche musulmano sporco e puzzolente come un cammello, anziché fare la musulmana in Italia...", sia sulle pagine del Forum Thankyouoriana sia sulle sue pagine internet personali (http://www.orabasta.iobloggo.com/) l’On. Dacia Valent, venuta a conoscenza delle minacce all’incolumità dei suoi figli, ha denunciato l’Owner del Forum dedicato alla Fallaci, i moderatori e l’estensore delle minacce.

Decideva anche di denunciare il terrorista più attivo nelle ingiurie e nell’incitamento all’odio razziale e religioso, quello che inneggiava all’aborto procurato a calci in pancia alle madri musulmane ed alla morte di bambini musulmani, non solo all’autorità giudiziaria ma anche di segnalarlo all’azienda da dove diffondeva odio razziale, la società Infocamere di Padova.

L’attualità: Oriano Fallace, lo pseudonimo dietro il quale si nasconde un razzista antisemita ed antislamico che ha dichiarato di chiamarsi Marco, di avere 41 anni ed essere padre di 2 bambine, sta minacciando di suicidarsi nel caso l’azienda dovesse decidere di allontanarlo dal posto di lavoro, e ha dato il melodrammatico annuncio su un sito ormai cancellato che si può ancora leggere a questa “cache” internet: http://64.233.183.104/search?q=cache:uXwcYVtNadwJ:oryf.iobloggo.com/+%22oriano+fallace%22,+dacia&hl=it.

La società Infocamere che ha, nel passato, già licenziato un addetto alle pulizie per aver usato indebitamente la rete aziendale per scambiare materiale non attinente all’attività dell’azienda, potrebbe ritenere che – magari – diffondere minacce, odio e razzismo sia anche questa un’attività che verrà considerata non consona agli standard aziendali.

Se questo fosse il caso, pur ritenendo particolarmente odiosa l’attività di questo antislamico, riteniamo, al pari dell’On. Valent, che una famiglia non possa essere privata della sua fonte di reddito e speriamo ce le misure che l’Azienda Infocamere di Padova riterrà opportuno adottare non vadano in questo senso.

Va ricordato, però, che il fratello di Dacia Valent – Giacomo Valent - la prima deputata nera a rappresentare il popolo italiano, è stato ucciso quando aveva solo 16 anni da due razzisti minorenni il 9 luglio del 1985 e che la sua denuncia, viste le premesse alle quali questo paese ha abituato la sua famiglia, sia doverosa al fine di proteggere i suoi figli.

La Islamic Anti-Defamation League, considera che questo caso di aggressione terroristica nei confronti della sorella Dacia Valent meriti l’attenzione della magistratura e dei media nazionali. A differenza di ciò che la nostra cara sorella pensa, confidiamo che la società Infocamere di Padova adotterà le giuste misure nei confronti di tale impiegato. Rammentiamo anche i molti lavoratori musulmani che vengono allontanati dai loro posti di lavoro e dal paese nel quale hanno scelto di vivere, al fine di mantenere le loro famiglie lontane, per il motivo di aver espresso semplici frasi ritenute “pericolose”.

Minacce all’incolumità di due ragazzi, insulti razzisti e misogini rivolti ad una persona solo perché donna, nera e musulmana, li riteniamo pericolosi ed indifendibili e ci fa specie che una società attenta quanto Infocamere no abbia effettuati i controlli atti ad impedire un uso così nauseante e terrorista dei propri sistemi di comunicazione.

Sarebbe comunque tragico che una persona, solo perché scoperta a compiere un reato grave come quelli che ha commesso, si suicidasse, e per questo riteniamo che – oltre ad aver informato la questura di Padova, nella persona della dott.sa Serrano, come ha fatto l’On. Valent – sia il caso di vigilare sull’incolumità di questo Marco, anche conosciuto come “Oriano Fallace”.