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domenica 4 settembre 2005

Aldo Torchiaro e la IADL

Aldo Torchiaro è un collega de Il Riformista e L'Opinione. Pochi giorni fa ha scritto un post, sul suo blog, in cui sosteneva che "Il Campo Antimperialista, quel simpatico pulviscolo di sigle altermondialiste che raccolgono soldi per "finanziare la resistenza irachena" - il che, tradotto, si legge: comprare tritolo, kalashnikov e berette nostrane - si riunisce il 1 e 2 ottobre in quel di Chianciano". In seguito a queste affermazioni, è stato contattato dalla IADL (Islamic Anti Defamation League), che ha deciso di "occuparsi delle sue stravaganti affermazioni, qui ed altrove, non solo a proposito della qualità umana degli organizzatori di questa importante iniziativa internazionale, ma anche per ciò che concerne la destinazione dei fondi raccolti che - come verrà provato da adeguata documentazione - non vengono mai consegnati in contanti ma sotto forma di medicinali, vaccini, quaderni per i bambini, libri, derrate alimentari e vestiario". Il sig. Torchiaro ha reagito a questa comunicazione sostenendo che "Gli amici antimperialisti, che fanno della minaccia la loro professione, stiano tranquilli: per tradizione di famiglia non mi hanno mai fatto paura i fascisti, che indossino la camicia nera, il fazzoletto rosso o la keffiah. E adesso che mi tirate in ballo, voglio i vostri libri contabili, il vostro statuto, la lista completa degli iscritti. Una copia a me, l'altra al magistrato".

Sinceramente, sono venuto a conoscenza del caso solo ora. Non voglio entrare in merito al convegno di Chianciano, su cui ho già avuto modo di esprimere la mia opinione, mi interessa solamente questo particolarissimo caso, che coinvolge un notista di sinistra, come me. Il sig. Torchiaro, come giornalista che gestisce un blog, ha ovviamente una responsabilità maggiore rispetto a quella di una qualsiasi altra persona quando presenta un'informazione, anche se sul proprio blog, soprattutto se l'informazione in questione riguarda un convegno controverso come quello di Chianciano che vanta fra i suoi sostenitori nomi del calibro di Gianni Vattimo, Franco Cardini e Giorgio Bocca. Quando asserisce che i soldi degli organizzatori sono serviti a comprare "tritolo, kalashinkov e berette nostrane" mentre questi ultimi affermano che - documentazione alla mano - sono serviti a comprare due tonnellate di medicine, ci si aspetta che il sig. Torchiaro produca una fitta documentazione che li smentisca categoricamente e dimostri che, effettivamente, questi soldi sono serviti a comprare armi e esplosivo. Invece a me pare che qui, una volta lanciata la notizia (presentata addirittura come certezza), e solo in seguito alla denuncia per diffamazione, il sig. Torchiaro stia chiedendo agli accusati l'esibizione dei libri contabili, degli statuti e delle liste di iscritti, elementi che - sempre stando agli organizzatori del Campo - sono già in possesso della magistratura e della polizia postale che sta indagando sui conti correnti e sulle attività di questi signori senza riuscire a provare alcunché.

Come ho già avuto modo di dire un'altra volta, io non conosco i signori del Campo Antimperialista né me ne importa di loro, spesso e volentieri non condivido nemmeno il loro massimalismo verbale, ma come giornalista non posso che rimproverare al collega Torchiaro la sua estrema leggerezza nel lanciare accuse che, a quanto pare e da quanto si può capire dalla sua risposta, non sono per niente supportate da un' adeguata documentazione. D'altronde, se non erro, non sono stati quelli del Campo Antimperialista a tirarlo in ballo, bensì lui a tirare in ballo loro e quindi adesso non può lamentarsi se questi hanno ritenuto le sue affermazioni diffamatorie, soprattutto considerato che quanto da lui affermato esula completamente dal campo della "libertà di espressione" in nome della quale, ultimamente, si sostengono le tesi più assurde e si lanciano i proclami più vergognosi, dalle prediche di imam integralisti a Londra o altrove fino alle tesi razziste della Fallaci, per ricadere - invece - nell'ambito delle accuse penali: secondo le affermazioni del collega, infatti, i signori del Campo dovrebbero essere condannati per il reato di terrorismo internazionale o quanto meno di fiancheggiamento, cosa che finora non è accaduta... Ad ogni modo, credo che il collega non abbia nulla da temere: se effettivamente è in grado di dimostrare le sue accuse, ed è in possesso della documentazione che comprova una destinazione diversa dei fondi raccolti da quella dichiarata dai signori del Campo Antimperialista, sono sicuro che segnerà un punto di svolta nella storia di questa organizzazione e nelle inchieste della magistratura che finora ha scagionato questi signori. Se invece non ha nessun tipo di documentazione che riguardi la questione, dovrà ammettere di essersi lasciato prendere dall'entusiasmo, atteggiamento che difficilmente combacia con la professionalità giornalistica.
Ho seguito la IADL dalla sua nascita fino al giorno d'oggi, e ho accettato ultimamente la nomina quale membro onorario solo quando ho appurato che effettivamente si muovono con uno stile di estrema cortesia e gentillezza, che certo può anche sembrare duro o provocatorio, ma che comunque rimane nei limiti indicati dalle leggi e dal codice penale italiano, ergo nel rispetto dei principi democratici e della Costituzione della Repubblica. Quindi non credo affatto che nelle parole della sig.a Barre, portavoce della IADL, ci fossero "sinistri avvertimenti e una infelice allusione a come porre fine alla mia esistenza" o qualcosa che legittimi la paura espressa dal suo "Se i difensori della sharia dovessero arrivare a me prima che la polizia li raggiunga, ricordatevi che chi esalta la violenza non va solo contro ogni religione, ma contro ogni umanità". Se questi fossero i modi di procedere della IADL, il sottoscritto non solo avrebbe rifiutato la nomina, anche se onoraria, ma avrebbe denunciato l'Associazione in prima persona. La sig.a Barre l'ha detto chiaramente: "la IADL è specializzata nel perseguire, con i mezzi concessi dalle leggi vigenti, coloro che indulgono nel riprovevole vizietto di propalare fantasiose ricostruzioni ad uso e consumo di frettolosi ed acritici lettori, forti del clima da linciaggio verso le minoranze etniche e religiose ed i colpevoli di non adeguarsi al pensiero maggioritario. Prova ne è la recentissima chiusura del sito inneggiante alla sig.ra Fallaci ed alle sue tesi génocidaires, il www.thankyouoriana.it." Capisco che in questo momento il sig. Torchiaro abbia bisogno della solidarietà di tutti i blogger che la pensano come lui (e non è una novità per la IADL, già oggetto di una cosiddetta "petizione" lanciata da Stefania Atzori sui blog di Tocqueville, senza nessun esito degno di nota), che sia necessario un atteggiamento teatrale da vittima sacrificale, che ci sia bisogno di bloccare - ad ogni costo - e trascinare in tribunale questa "associazione islamica", visto che finora è stata lei a trascinare altri in tribunale costringendoli - con la legge - a riconoscere un vergognoso atteggiamento razzista o a chiudere i propri siti islamofobi (come appunto il famigerato Thankyouoriana). Ma fossi in lui, mi adopererei di più per raccogliere dati che comprovino i contenuti del suo post incriminato, perché prima che il giudice giudichi la IADL, presumo vorrà vedere se l' iniziale denuncia di quest'ultima nei confronti del collega Torchiaro fosse legittima o meno. Poi, ovviamente, bisognerà vedere se nella comunicazione della portavoce c'era qualcosa da percepire come "minaccia fisica" o se si è trattato, più semplicemente, del frutto della fertile ed isterica fantasia di qualcuno affetto da "fatwite", e cioè da quella malattia che fa sì che uno sogni di essere colpito da una fatwa che moltiplichi il pane e i pesci dei propri proventi editoriali.
Fino al giorno d'oggi, la IADL si è mossa seguendo punto per punto la stessa logica di siti come "Informazione corretta" che scandagliano la stampa, le trasmissioni tv o radiofoniche, i siti e i blog alla ricerca di affermazioni antisemite, antiebraiche e antisraeliane, invitando i lettori ad esprimere apprezzamento o indignazione, a seconda dei casi, ai diretti interessati, con la differenza che la IADL lo fa, principalmente ma non solo, per ciò che riguarda l'Islam o il mondo arabo. Quando la IADL dice "la leggeremo attentamente" o comunica a qualcuno una denuncia, non lo fa per "intimidire" o "inibire la libertà di espressione": lo fa per far notare che, secondo il suo team tecnico-legale, che vanta avvocati preparatissimi, le affermazioni contenute sono passibili di denuncia o quanto meno di protesta e quindi, come indicato nel proprio statuto, "si appella alla ragione e al buon senso" prima ancora di rivolgersi alla Legge. Quando il sottoscritto, invece, afferma che bisogna "fare piazza pulita" o "stanare" i razzisti, lo dice non perché intenda andare sotto casa loro, ma perché ritiene che il loro comportamento passibile di denuncia e quindi punibile dalla Legge. Ritenere l'operato di monitoraggio della IADL "illegale" è dichiarare illegale anche il sito "Informazione Corretta" dei fratelli ebrei. Si tratta, inoltre, di un'associazione legalmente costituita, che ha uno statuto e dei principi molto chiari che in pratica ricalcano, punto per punto, quelli della ADL ebraica, incluso l' "appellarsi alla ragione del buon senso" copiato pari pari dal sito della ADL, non perché la versione "islamica" dell'Associazione manchi di fantasia ma perché intende seguire le orme e i compiti dei fratelli ebrei. Fra i quali figurano anche quelli di perseguire legalmente chi si è macchiato di reati di diffamazione o di incitazione all'odio religioso, etnico e razziale. Negare alla IADL queste funzioni è negarle anche alla ADL degli amici ebrei, che fra l'altro ha una sezione italiana. Non c'è nulla , quindi, di illegale nell'Associazione, nei suoi modi di agire o nelle sue finalità. Invito quindi il collega Torchiaro e gli amici blogger a stare tranquilli: l'unico spazio di confronto conosciuto e riconosciuto dalla IADL è quello delle proteste cartacee o virtuali, dei comunicati stampa e campagne internet, e infine della Corte, nel rispetto della legge e della Costituzione italiana. Per il resto, caro collega, in bocca al lupo (e non è una minaccia, bensì un augurio sincero)