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domenica 25 settembre 2005

Bloccate le nomine della Consulta Islamica?

"Abbiamo apprezzato la sua intenzione di costituire una 'Consulta per l'islam' che formuli delle proposte su temi indicati dal Ministro. Riteniamo infatti che la strada della conoscenza diretta e del confronto costituisca la via maestra per la costruzione di unasocietà plurale ed accogliente". Queste le parole di una ventina di esponenti del mondo accademico, culturale e religioso italiano, che hanno inviato una lettera al ministro degli Interni Giuseppe Pisanu. Tra i firmatari anche cinque esponenti del protestantesimo italiano: Daniele Garrone, decano della Facoltà valdese di teologia di Roma; Domenico Maselli, Università di Firenze, già parlamentare; Paolo Naso, direttore di "Confronti"; Letizia Tomassone, pastora valdese; Giuseppe Platone, direttore del settimanale "Riforma". La missiva non soltanto vuole esprimere apprezzamento per l'istituzione della Consulta islamica, ma vuole soprattutto rendere attenti a che essa possa essere "altamente rappresentativa delle diverse componenti teologiche e culturali dell'islam in Italia". A detta dei firmatari della lettera solo così, cioè "senza aprioristiche esclusioni che finirebbero per indebolire e forse annullare la sua stessa autorevolezza ed efficacia", questa Consulta potrà assolvere al meglio alle sue funzioni. Anche la collaborazione della Consulta con alcune personalità del mondo culturale e religioso italiano che abbiano maturato una significativa esperienza nel campo dello studio e delle relazioni con l'islam, ne potrà utilmente "sostenere e arricchire" il lavoro. Conclude il messaggio a Pisanu un appello, affinché la costituzione della Consulta rilanci un "processo politico e parlamentare teso a garantire a pieno i diritti di libertà religiosa ed il principio dell'eguaglianza di tutte le comunità di fede di fronte allo Stato".I firmatari della lettera sono da anni impegnati a promuovere l'incontro ed il dialogo con la comunità islamica in Italia con l'obiettivo di garantire una leale convivenza nel quadro dei valori costituzionali e delle norme vigenti.
Il testo della lettera
Onorevole Ministro,
Da anni siamo impegnati a promuovere l’incontro ed il dialogo con la comunità islamica in Italia con l’obiettivo di garantire una leale convivenza nel quadro dei valori costituzionali e delle norme in vigore nel nostro paese.Abbiamo apprezzato la sua intenzione di costituire una "Consulta per l’ islam" che formuli delle proposte su temi indicati dal Ministro. Riteniamo infatti che la strada della conoscenza diretta e del confronto costituisca la via maestra per la costruzione di una società plurale ed accogliente.Riteniamo pertanto che, per assolvere al meglio alle sue funzioni, questa Consulta debba essere altamente rappresentativa delle diverse componenti teologiche e culturali dell’islam in Italia, senza aprioristiche esclusioni che finirebbero per indebolire e forse annullare la sua stessa autorevolezza ed efficacia.Allo stesso tempo auspichiamo che vengano chiamate a collaborare con la Consulta alcune personalità del mondo culturale e religioso italiano che abbiano maturato una significativa esperienza nel campo dello studio e delle relazioni con l’islam. Le esperienze realizzate in questi anni, difatti, costituiscono un prezioso patrimonio di conoscenza, incontro e dialogo che a nostro avviso potrà sostenere e arricchire il lavoro della Consulta.Rinnoviamo infine il nostro appello affinché la costituzione della Consulta rilanci un processo politico e parlamentare teso a garantire a pieno i diritti di libertà religiosa ed il principio dell’eguaglianza di tutte le comunità di fede di fronte allo Stato.
Con molti auguri di buon lavoro,

Firmatari: Paolo Naso, direttore della rivista Confronti. Daniele Garrone, decano della facoltà di teologia Valdese di Roma. Paolo Blasi, ex rettore dell’Università di Firenze. Brunetto Salvarani, direttore di Cem Mondialità. Stefano Allievi, Università di Padova. Roberto di Vita, Università di Pisa. Enzo Pace, Università di Padova. Domenico Maselli, ex parlamentare. Giancarla Codrigniani, ex parlamentare. Giuseppe Platone, direttore del settimanale Riforma. Victor Majar Martin Buber Giuseppe Scattolin, Gesuita. Pisai Giovanni Sarubbi, direttore della rivista «Il dialogo». Antonio Nanni, Capo ufficio studi, ACLI. Letizia Tommassoni, pastora valdese. Flavio Pajer, Presidente del forum europeo per l’istruzione religiosa nella scuola. Renzo Bonaiuti, Istituto superiore di scienze religiose di Firenze. Don Carlo Sansonetti, parroco di Attigliano. Lorella Pica, Presidente Associazione Sulla Strada onlus di Attigliano. Paolo Branca, Università di Milano. Massimo Modesti, Cantieri del dialogo, Verona. Franco Di Maria Jayendranatha, Unione induista italiana. Dora Bognandi, Dipartimento libertà religiosa della chiesa cristiane avventiste del 7° giorno. Gianni Novelli, CIPAX. Franco Cardini, Università di Firenze. Simone Morandini, Segretariato Attività Ecumenica (SAE), Milano. Gianni Novelli, Cipax. Giorgio Piacentini, Cipax. Annunziata Fineschi, Piccola Sorella di Gesù. Anna Contessini, Lega dei diritti dei popoli. Antonio Thiery, Cipax. Tonio Dell’Olio, Pax Christi