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martedì 13 settembre 2005

Chi sa parli!

Alcuni giorni fa, nel corso della trasmissione "Controcorrente" a cui sono stato invitato, e che ha visto la partecipazione di Gianni Vattimo (filosofo), Carlo Panella (Il Foglio) e Guido Olimpio (Il Corriere), si è aggiunto - telefonicamente - un graditissimo ospite in più, assolutamente fuori programma: Souad Sbai, prima donna eletta ultimamente presidente della Confederazione delle Comunità Marocchine in Italia.
Souad Sbai è una donna eccezionale: musulmana moderata, perfettamente integrata e disponibile al dialogo ed è fra i "papabili" della Consulta Islamica appena varata dal Ministro Pisanu. Ciononostante, si è beccata la solita tiritera antislamica siglata "Cialtrona di Via Bellerio" dove veniva accusata di ipocrisia e altre dolcezze simili, salvo scusarsi e giustificarsi in una email successiva inviata alla stessa Souad, su cui - ovviamente e ci mancherebbe - la Cialtrona ha preteso il silenzio stampa.
Souad è intervenuta nel corso della trasmissione, visibilmente agitata e preoccupata per denunciare "chi non capisce niente di Islam e di Terrorismo", indicando in Bouchta "un pesce piccolo, mentre i pesci grossi sono ancora in Italia e siedono persino in Tv" e soprattutto gli Imam dell'odio e la loro attività eversiva. Rivolgendosi agli ospiti, ha denunciato: "Voi non sapete cosa si dice nelle moschee". Francamente aveva ragione: il sottoscritto, per esempio, non ha mai frequentato la moschea di Bouchta o di altri, quindi non poteva sapere cosa proclamava dal suo pulpito.
Souad, invece, sembra saperlo molto bene. E infatti lo stesso Bouchta ha confermato di averla incontrata in svariate occasioni. Dalla forza del suo intervento, Souad ha dato l'impressione di aver molto da rivelare agli inquirenti non solo sull'attività degli imam dell'odio e le loro prediche omicide, ma anche su quelli che ha indicato come "i pesci grossi che dovrebbero essere espulsi dall'Italia ed invece vanno alle trasmissioni televisive", rivelazioni davvero scottanti.
Questi sono, effettivamente, i musulmani di cui questo paese ha bisogno : i musulmani che sanno e che finora non hanno parlato. Souad Sbai, vista la sua approfondita conoscenza di ciò che si dice nelle moschee e i suoi dichiarati legami con Imam controversi come Bouchta, non può che essere la migliore scelta del Ministro Pisanu, che così avrebbe all'interno della Consulta una persona informata sui fatti della rete del terrore.
Mi ricordo ancora la precedente puntata di Controcorrente, in cui il direttùr de La Padania mi incalzava chiedendo "Ma perché i musulmani non denunciano le attività dell'odio?" e io gli rispondevo: "Se nessuno ha denunciato, significa che non c'è niente da denunciare!". Ora, finalmente, questa coraggiosa musulmana si fa avanti e denuncia il pericolo che si annida dentro alcune moschee italiane, con cognizione di causa. Non posso che complimentarmi con Souad per il suo coraggio e la sua onestà intelletuale.
Mi dispiace solo che, alla risposta di Vattimo - probabilmente formulata in un italiano un po' complesso per lei - non abbia saputo ribattere, limitandosi ad un "Non ho capito bene cosa diceva". Ma sarebbe stato molto interessante sentire cosa aveva da dire in merito, soprattutto perché Vattimo aveva ipotizzato - considerati i legami che sia lei che Bouchta hanno "confessato" di aver intrattenuto - correva il rischio ad essere la prossima espulsa.
I miei migliori auguri, quindi, a Souad, già amica di questo blog nonché mia probabile lontanissima cugina, come mi disse chiamandomi la prima volta al telefono. Se qualcuno si chiede dove siano i musulmani moderati che collaborano con le forze dell'ordine per denunciare il terrorismo, dico con orgoglio che Souad Sbai è la bandiera di tutti noi: è la prima ma non sarà l'ultima!