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giovedì 29 settembre 2005

Egitto: digitalizzazione della Bibbia più antica

La più antica versione della Bibbia, risalente al IV secolo D.C. sarà presto sul web. Un team di esperti sta trasferendo sul computer il più importante e prezioso documento della tradizione cristiana arrivato fino a noi. Il documento, conosciuto anche come Codex Sinaticus, in origine era considerato come una delle 50 copie della Sacra Bibbia commissionate dall'Imperatore Costantino dopo la sua conversione al Cristianesimo. Il codex Sinaticus, scritto in antico greco, deve il suo nome al Monastero di Santa Caterina del Sinai (Egitto) dove venne fu completato nel IV secolo D.C. La Bibbia più antica del mondo adesso è custodita in gran parte alla British Library a King's Cross (Londra) che acquistò il famoso manoscritto per 100.000 sterline nel 1933. Nella biblioteca londinese sono custodite 347 delle 400 pagine, mentre il resto è diviso tra la biblioteca di Lipsia, la biblioteca nazionale Russa si San Pietroburgo ed il monastero di Santa Caterina in Egitto.

IL codex contiene la più antica versione del nuovo testamento e la Bibbia dei Settanta, la più antica versione greca del Vecchio Testamento tra le quali alcuni passi ancora oggi considerati apocrifi. Il manoscritto termina con due antichi testi cristiani tra cui vi è una lettera attribuita all'apostolo Barnaba. Sono quattro gli stati che stanno lavorando alla digitalizzazione dell'intero testo: Gran Bretagna, Germania, Russia e Egitto. Gli esperti stanno facendo un'analisi elebaorato del manoscritto per scoprire se sotto il testo biblico sia nascosto un testo cancellato. L'opera è talmente prezioso che negli ultimi 20 anni solo 4 studiosi hanno ottenuto il permesso di consultarlo. Fra qualche anno la tecnologia permetterà a chiunque di studiarlo. Ci vorranno circa quattro anni prima che il codice sia interamente on-line.