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martedì 6 settembre 2005

Fallaci: ignorantissima e bugiardissima

Stamani, 31 agosto 2005, ho letto sui giornali che il 27 agosto scorso papa Benedetto XVI ha ricevuto, a Castelgandolfo, Oriana Fallaci. Non mi permetterei mai di commentare o di criticare i colloqui del papa. Il papa può, anzi deve, ricevere tutti gli esseri umani, soprattutto i miserabili, i peccatori, gli empi, i malati di mente. Il papa non è, come noi cerchiamo penosamente di essere, una persona per bene. La Chiesa Cattolica non è un´associazione di virtuosi: né la fede ha molto a che fare con la morale comune e la civiltà politica.Non provo nessuna indulgenza per i fanatici islamici (e per nessuna specie di fanatici), i quali torturano, strangolano, sgozzano, acciecano, mettono bombe, si fanno esplodere. Il suicidio dei cosiddetti kamikaze è uno degli atti più vergognosi che un uomo possa compiere. Se posso parlare di cose fantastiche, credo che nessun paradiso musulmano li accolga. Le huri, di cui parla il Corano – le «huri eternamente vergini e dai grandi occhi, somiglianti a perle nascoste nel guscio» – non sono fatte per loro. E il compito della polizia e della magistratura d´Europa è quello di inseguire, scoprire, giudicare, imprigionare questi fanatici. La guerra che conduciamo (o dovremmo condurre) contro i terroristi ci riguarda tutti: giorno per giorno, pensiero per pensiero; come dicevano i latini, è una guerra pro aris et focis. Non è possibile tolleranza. Ma provo una profonda avversione per Oriana Fallaci: questa donna esibizionista, che pretende di essere la nuova Giovanna d´Arco dell´Occidente. Qualsiasi cosa scriva, parla soltanto del suo grandioso ego. È una giornalista ignorantissima e bugiardissima.
In un articolo del 16 luglio scorso, riprodotto in parte sul Corriere della Sera di oggi, scrive: «Lei è un uomo tanto erudito, Santità. E li conosce bene [i musulmani]... Mi spieghi dunque: quando mai nel corso della loro storia, una storia che dura da millequattrocento anni, sono cambiati o si sono ravveduti?». Confutare Oriana Fallaci è una cosa puerile: può farla qualsiasi studente di liceo. Tra le sue menzogne, vorrei ricordarne alcune. Oriana Fallaci ha scritto che i musulmani hanno offeso il Cristianesimo, cancellando la morte di Cristo. Ciò è vero. Nel Corano e nella tradizione islamica, Cristo non muore sulla croce. Ma questa è un´idea cristiana. In un periodo attorno o poco dopo l´ottanta dopo Cristo, lo stesso in cui presumibilmente venne scritto il Vangelo di Matteo, una parte dei cristiani (non certo gli eredi di Paolo) credeva che Gesù Cristo fosse un grande angelo, disceso in terra attraverso i cieli. Sulla terra aveva rivestito l´apparenza di un uomo; e in croce era morto il suo doppio, mentre Cristo «stava lì vicino camuffato e irrideva i suoi persecutori».
Lo scandalo della Croce, il cuore stesso del Cristianesimo, era stato soltanto un gioco teatrale. Tutto ciò divenne più tardi dottrina della Gnosi cristiana: molto nei paesi cristiani. Ignora che ebrei e cristiani hanno ereditato la cultura greca non da Agostino (come lei scrive), ma dalle traduzioni arabe dei testi antichi. Ignora che il califfato di Cordoba era, nel periodo del suo fulgore, il luogo più civile della terra: decine di migliaia di libri, strade illuminate, piscine, primo ministro ebreo, ambasciatore cristiano, mentre nello stesso periodo i monasteri possedevano poche centinaia di codici. Ignora che la mistica islamica ha avuto un´influenza profonda su quella ebraica, e anche su quella cristiana. Ignora che Abd el-Kader, il quale dopo il 1830 difese la libertà algerina contro l´invasione francese, salvò i cristiani da chi voleva massacrarli.
Mi scuso di ricordare cose così banali. So benissimo che tutto questo è scomparso. La tragedia del 2005 non è che non esista un Islam moderato: ma che non esista più l´Islam del Corano e dei mistici. Ma anche il Cristianesimo è quasi esausto. Per nostra fortuna, alcune decine (o centinaia) di migliaia di persone leggono (e cercano di capire) i Vangeli, san Paolo, sant´Agostino, santa Teresa, Gregorio Palamas, la Bhagavadgita, i testi buddhisti o taoisti, Filone d´Alessandria, lo Zohar, Simone Weil - e vorrebbero ignorare Oriana Fallaci.
Pietro Citati, "I troppi errori della nuova Giovanna d'Arco", Repubblica