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domenica 11 settembre 2005

Firmato decreto per Consulta Islamica

El Sebaie: "I referenti di Pisanu vanno eletti. La logica dell'esclusione è solo foriera di problemi"
Lancio Apcom e APBS
"Un organo che deve fare da interfaccia fra la comunità islamica e il governo non può andare oltre i criteri della rappresentatività". E' il parere di Sherif El Sebaie, opinionista del Manifesto e segretario del Coordinamento immigrati Torino. Il rischio di una Consulta come quella nata oggi con il decreto del ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, secondo El Sebaie, è che "i suoi membri esprimano soltanto il loro punto di vista personale, che non ha niente a che vedere con i bisogni e problemi che possono nascere dentro o dalla comunità musulmana". El Sebaie mette in discussione il concetto stesso di un organo che abbia una denominazione religiosa: innanzi tutto perché "parlare di una 'consulta islamica' può risultare discriminatorio nei confronti delle altre religioni e comunità straniere, e poi perché la Costituzione italiana all'articolo 8 stabilisce che i rapporti tra lo Stato e le comunità vadano regolati con un'Intesa e non da consulte". Se la necessità è quella di un organo consultivo, allora dovrebbe essere formato da esperti: "Ci sono fior fiore di accademici italiani che occupano cattedre di islamistica o di lingua e cultura arabe che possono svolgere questa funzione" sostiene il giornalista egiziano, noto anche come blogger. "Se invece si devono coinvolgere nel consiglio persone di religione islamica - prosegue - allora dovrebbero essere elette", sul modello del Consiglio francese del culto musulmano voluto da Sarkozy. El Sebaie si dice "preoccupato dalle dichiarazioni dei vari 'papabili', come un rappresentante della Co.re.is. (il presidente Abd al Wahid Pallavicini, ndr) che ha sostenuto a più riprese la necessità che gli stranieri non entrino a far parte della Consulta". "La maggior parte dei musulmani in Italia è fatta di immigrati, non di musulmani italiani" ricorda. Il giornalista esprime dubbi anche sull'ipotesi di escludere le moschee dal progetto. "Non sappiamo al momento quant'è la percentuale di chi frequenta e di chi non frequenta, ma che male ci sarebbe a cooptare chi le frequenta?" osserva El Sebaie. "Se poi ci sono degli imam che predicano l'odio, questi andranno individuati e dovranno rispondere delle loro affermazioni". Un esempio in tal senso è l'organismo cui fa riferimento nel Regno Unito Tony Blair, "un consiglio di cui fanno parte i praticanti, gli esponenti del mondo delle moschee, ma anche Tariq Ramadan, indicato da Time Magazine come uno dei 100 pensatori che hanno riformato il pensiero mondiale, anche se i media italiani lo presentano come un fondamentalista". La logica dell'esclusione, afferma El Sebaie, è solo foriera di problemi. "Per capire di più il mondo dell'Islam si devono ascoltare tutte le sue voci e combattere le correnti della violenza" a detta dell'analista. "Se della Consulta faranno parte alcuni esponenti del mondo religioso a discapito di altri - conclude El Sebaie - le divisioni ricadranno sull'operato della Consulta stessa".
L'antefatto
Pisanu firma il decreto per l'istituzione della Consulta Islamica
Il ministro dell' Interno, Giuseppe Pisanu, ha firmato oggi il decreto che istituisce la consulta per l' Islam italiano. Il nuovo organo collegiale siedera' presso il Viminale e svolgera' funzioni esclusivamente consultive, ''esprimendo pareri e formulando proposte sulle questioni indicate dal ministro''. ''Con l'istituzione della Consulta - ha sottolineato il ministro Pisanu - si compie il primo passo di un cammino, certamente non breve ne' facile, che dovra' condurci alla formazione di un Islam italiano; e cioe' - ha spiegato - di una comunita' pacificamente inserita nel tessuto economico e sociale del nostro paese, libera di professare le proprie convinzioni religiose e di salvaguardare la propria identita', ma al tempo stesso pienamente rispettosa dei nostri valori e dei nostri ordinamenti''. In una nota del Viminale si spiega che il lavoro di ricerca ed approfondimento svolto dalla Consulta ''consentira' di conoscere meglio la variegata realta' delle comunita' musulmane d' Italia e fornira' cosi' elementi concreti per la soluzione dei problemi della loro integrazione nella societa' nazionale, nel pieno rispetto della costituzione e delle nostre leggi''. Con un successivo decreto il ministro Pisanu nominera' i componenti della Consulta e ne fissera' il numero, scegliendoli tra persone di cultura e religione islamica di accertata affidabilita' ed esperienza, a prescindere da qualsiasi criterio di appartenenza e rappresentativita'. Il ministro potra' inoltre avvalersi della collaborazione di studiosi ed esporti della materia. Il decreto del ministro dell' Interno, Giuseppe Pisanu, che istituisce la Consulta islamica arriva dopo circa un anno di sperimentazione ed approfondimenti. Risale infatti allo scorso 23 settembre la direttiva inviata dal responsabile del Viminale ai prefetti per invitarli a farsi promotori ''di iniziative volte a favorire un dialogo sistematico tra le diverse comunita' religiose e tra queste e le istituzioni''. Il dialogo, proseguiva la direttiva, potra' assumere le forme di ''tavoli di lavoro, forum, osservatori o altre iniziative a carattere permanente, ovvero inizialmente attraverso metodologie di confronto piu' informali, sempre con il coinvolgimento degli esponenti delle diverse comunita' religiose presenti sul territorio, nonche', ove necessario, di soggetti istituzionali e di rappresentanti del mondo del lavoro e del volontariato''. ''Nei prossimi giorni riuniro' l'ufficio di presidenza del Comitato per elaborare una lista di possibili candidati a far parte della Consulta, che successivamente sottoporremo all'attenzione del ministro dell'Interno''. Lo fa sapere il presidente del Comitato parlamentare Schengen Europol Immigrazione, Alberto Di Luca, esprimendo ''apprezzamento, anche a nome del Comitato'', per la decisione del responsabile del Viminale, Giuseppe Pisanu, di istituire la Consulta per l'islam italiano. Lo Stato, afferma Di Luca, ''deve essere intransigente e rigoroso nella tutela dei diritti costituzionali e nella prevenzione e repressione del terrorismo internazionale, ma anche generoso e magnanimo nel favorire l'integrazione di tutti quei musulmani laboriosi e pacifici che nel nostro Paese cercano una nuova patria e migliori condizioni di vita per se' e per le proprie famiglie, attraverso occupazioni legali e nel pieno rispetto delle leggi''. Secondo il parlamentare, ''oggi il ministro Pisanu ha compiuto un altro, importante passo''.
Commento del Vice Presidente della commissione UE, Franco Frattini
"E' una iniziativa importante e necessaria". Così Franco Frattini, vicepresidente della Commissione Ue, commenta il decreto firmato oggi dal ministro dell'Interno Pisanu per la consulta islamica. Frattini ricorda la sua proposta, "accettata dalla Commissione Ue, di inserire nella sua comunicazione al Consiglio e al Parlamento per un forum permanente delle comunità islamiche e religiose europee". Quella di Pisanu "è una iniziativa opportuna e in linea con quanto fatto a settembre a livello europeo. È una misura necessaria anche per individuare le comunità con cui dialogare e riuscire a concludere l'accordo con i culti islamici".
Commento del Senatore Luigi Manconi (DS)
''L'iniziativa di istituire una consulta per l'Islam italiano e' sicuramente positiva e va apprezzata''. Lo afferma il senatore dei Ds Luigi Manconi, responsabile nazionale del dipartimento Diritti Civili del partito. ''Essa - osserva Manconi - costituisce una delle condizioni indispensabili per una progressiva integrazione dei musulmani nella societa' italiana. E va in particolare condivisa, nelle parole di Pisanu, la necessita' di rispettare e tutelare le 'convinzioni religiose e le identita' dei musulmani residenti in Italia. Non c'e' dubbio che questa sia una premessa essenziale e irrinunciabile''. ''Ma - sottolinea il senatore Ds - perche' il processo di integrazione si sviluppi ed effettivamente si affermi la 'convivenza pacifica' auspicata da tutti gli uomini e le donne di buona volonta', sono necessari altri due passi: l'approvazione della legge generale sulla liberta' religiosa e l'avvio della procedura che dovra' portare alla firma dell'intesa tra lo Stato italiano e le comunita' musulmane''. L'esponente Ds conclude auspicando che ''questo governo, o quello che lo seguira' in tempi brevi dovra' operare perche' i buoni propositi diventino fatti concreti''.
Le reazioni della Lega
"E' un errore enorme, quello del ministro Pisanu, di aver costituito la consulta islamica, tra l'altro come atto unilaterale di un singolo ministro senza neppure passare attraverso l'Esecutivo, perche', cosi' facendo, lo Stato riconosce come interlocutore quello che interlocutore non puo' essere". Lo dice Roberto Calderoli, Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord e Ministro per le Riforme Istituzionali e la Devoluzione. "Il ministro degli Interni - prosegue Calderoli - aveva preso, finalmente, posizioni decise nei confronti del terrorismo, espellendo dal paese i seminatori di odio, ma oggi, con la consulta, apre invece spazi pericolosi. Non esiste un islam italiano e non si puo' consentire l'esercizio di una fede religiosa fino a quando non vengano sconfessati i principi della religione stessa che vanno contro la nostra Costituzione e contro la legge dello Stato. Fino ad allora non potra' mai esserci integrazione, visto che la loro logica e' quella della sopraffazione e della cancellazione della altrui identita'. Non so quanto decaduta possa essere la nostra di civilta' dopo la perdita di tanti valori e il colpevole immobilismo mostrato contro l'invasione islamica, ma sicuramente e' superiore a una non civilta' che considera i non islamici cittadini di serie B e la donna un essere umano di serie B, che autorizza il terrorismo e la violenza e che riconosce una legge come la sharia. Apriamo gli occhi, la Fallaci e Pera non sono delle cassandre ma oggettivi cronisti di quello che ci sta accadendo e che ci accadra' E' finito il tempo di porgere l'altra guancia: con chi pretende, per religione, di non rispettare le nostre leggi ci vuole la legge del taglione, occhio per occhio dente per dente". ''L' Islam presente ed operante nella stragrande maggioranza delle moschee e dei centri islamici in Italia ed e' tutto, escluso che moderato''. Lo ha detto l'eurodeputato della Lega Nord Mario Borghezio. ''La creazione di una consulta islamica - osserva Borghezio - da parte del ministro Pisanu rappresenta una decisione dettata sicuramente dalle migliori intenzioni. Ma Pisanu non si illuda: ricavera' ben poco dal dialogo con l' Islam, in quanto l' Islam moderato e' una realta' piu' virtuale che effettiva''. ''Prosegua, piuttosto - aggiunge l'europarlamentare leghista - sulla strada maestra delle espulsioni degli elementi piu' pericolosi del fondamentalismo islamico, ai quali va impedito di proseguire l' opera iniziata dai vari Bouriqui Bouchta''. Borghezio conclude invitando Pisanu a ''prendere esempio dal presidente del Senato Pera, del suo partito, che ha il coraggio di chiamare le cose con il loro nome e di denunciare, infischiandosene delle critiche, il meticciato culturale''. ''No ad un Islam italiano''. Cosi' il presidente dei deputati della Lega Andrea Gibelli reagisce alla notizia della Consulta istituita dal ministro Pisanu. Gibelli osserva poi: ''Le funzioni consultive della Consulta dimostrano che e' una scatola vuota: di materia parlamentare si tratta, e non di competenza esclusiva del ministro Pisanu''