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giovedì 29 settembre 2005

Il prezzo della Civiltà

Ieri tre "criminali" nazisti hanno inciso, con una pietra aguzza, una svastica sul braccio di una piccola "meticcia", figlia di una marocchina e di un italiano scomparso recentemente nel biellese. L'hanno fatto la mattina, verso le 7.45, dopo che l'hanno buttata a terra, presa a calci e pugni, gridando "Negra, non sei una di noi". I tre - riferisce la stampa - non erano della cittadina di Tollegno, dove viveva la piccola tredicenne: per il loro raid a difesa della Civiltà, erano partiti apposta da Biella. Ad ogni modo i carabinieri sono riusciti ad identificare i "mostri", tra i 15 e i 17 anni, che hanno aggredito la piccola che frequenta la terza media in una cittadina dove solo 80 extacomunitari, di prevalenza marocchini (inclusi i bambini), vivevano pacificamente - fino a ieri - in mezzo a 2700 italiani.
L'episodio si commenta da solo, ma qualcuno preferisce mettersi le fette di prosciutto sugli occhi e pseudo-analizzare ciò che succede in lontani paesi del Medio Oriente o dell'Asia piuttosto che commentare coraggiosamente ciò che sta succedendo sulla propria terra e per mano dei propri figli. E c'è pure chi si arrabbia se a farlo, in queste condizioni, è un immigrato che comunque vive da anni in questo paese e si sente assediato e soprattutto oggetto centrale della propaganda dell'odio che porta a simili episodi. I tre balordi infatti avevano già insultato altre volte la ragazzina perché secondo loro "immigrata" (eppure è figlia di un italiano, nata in Italia e con nome italianissimo tanto che sfido chiunque ad immaginarlo), invitandola ad andarsene. Queste torture sono durate praticamente un mese, prima di culminare in quella becera manifestazione nazifascista, in quello stupro collettivo, di natura culturale, religiosa, psicologica, in quella violazione di branco di cui è stata vittima la piccola ragazza ma anche lo stato di diritto.
Per anni abbiamo dovuto sopportare chi rinfacciava le persecuzioni e le discriminazioni, vere o presunte, in atto in alcuni paesi islamici. Oggi i nipotini dei nazifascisti sono tornati in azione, e sarebbe carino se almeno alcuni dei cosidetti liberali-garantisti-moderati-conservatori-neoconservatori di Tocqueville e non solo, fermassero, almeno per un attimo, il loro sbraitare contro le minoranze per denunciare ciò che è successo, senza cercare scuse del tipo "sono solo ragazzini" oppure "è comunque colpa vostra, perché non vi volete integrare". Andate a dirlo alla direzione della scuola italiana che la ragazzina frequentava. Ancora più auspicabile se lo facessero senza tentare di paragonare la situazione dell'Italia a quella di altri paesi, rallegrandosi del fatto che "non si è ancora arrivati a quel punto", visto che di questo passo ci impiegheremo ben poco per arrivarci.
Oggi non possiamo che puntare il dito contro chi alimenta il razzismo e la xenofobia dai media e dai parlamenti. I gerarchi che oggi pontificano dalla carta stampata e dai palchi addobbati sono, di fatto, moralmente e oggettivamente responsabili della formazione delle future generazioni neonaziste, di cui quei tre erano solo l'avanguardia, il risultato e la vittima. Non possiamo che indicare in costoro i responsabili di quanto sta succedendo ora e di quello che, sempre peggio, succederà domani. Dobbiamo chiedere - per i tre - ma anche e soprattutto per i loro ispiratori, qualunque sia la loro posizione politica o sociale, la pena più severa prevista dalla legge, altro che "un contesto di bullismo di paese che non ha i tratti del vero e proprio episodio di razzismo" e l'accusa di "lesioni personali lievi e di ingiurie" che si meriterebbero secondo gli investigatori!
Chi in passato ha deriso la mia preoccupazione circa il clima che si sta creando in Italia, guardi quei tre e pensi a quale futuro dobbiamo prepararci tutti. Non è nemmeno la prima volta che sento di questi minorenni affascinati dai simboli e dall'eredità dell'Orrore, a parole ripudiata ma di fatto resuscitata. Se oggi ce l'hanno con i "negri", la svastica la dice lunga su chi saranno le loro prossime vittime. Qui c'è bisogno di una presa di posizione chiara e inequivocabile: o si è con i nazisti e i loro ispiratori, o si è contro di loro. L'ambiguità e la dissimulazione di alcuni, che si trincerano dietro la "libertà di espressione" o la propria cittadinanza per propagandare e/o appoggiare idee basate sulla superiorità culturale, religiosa o razziale non è e non deve essere più ammessa e tollerata. Non dobbiamo lasciare a piccole lobby di scalmanati, con evidenti interessi politici e finanziari, l'opportunità di fare il lavaggio del cervello alle prossime generazioni con una pericolosa ideologia basata sulla discriminazione. A pagarne il prezzo sarà infatti l'intera società civile. E la sua civiltà.