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sabato 24 settembre 2005

Il ruolo dell'Europa

Ho avuto l'onore di inaugurare l'anno di attività rotariana con una conferenza intitolata "La polveriera mediorientale. Alle radici del Male", avente come argomento il terrorismo: cause, effetti e possibili sviluppi futuri. Trattandosi di un tema d'attualità, ritenuto particolarmente interessante dagli organizzatori, ho avuto la piacevole opportunità di affrontarlo davanti ad un folto pubblico di rotariani di due club diversi, riuniti all'occasione in una sola conviviale. Dopo un breve aperitivo e un'ottima cena, presso l'Hotel Hermitage affacciato all'incantevole lago di Avigliana, il sottoscritto ha quindi presentato - in circa due ore - la tematica tanto attesa, spaziando dall'Iraq all'Afghanistan, dall'Arabia Saudita ad Israele: una maratona sfiancante, seguita da un bel po' di domande neanche tanto accomodanti :). Credo sia stata una delle prime volte in assoluto in cui un argomento simile veniva affrontato da un'ottica diversa da quella dei media tradizionali e quindi commentato da un pubblico estremamente attento e interessato. Ma la cosa più importante è che ho avuto l'impressione che tale ottica sia stata complessivamente apprezzata e condivisa. Un segnale davvero incoraggiante, considerata soprattutto la manifesta preoccupazione di alcuni soci circa il ruolo che l'Europa, grande assente della mia presentazione, avrebbe potuto e dovuto giocare in questo nuovo contesto internazionale. La mia risposta? Ricordiamoci che è sull'Europa, il vicino più immediato (separato tra l'altro dal mondo arabo solamente da un mare, con l'Italia che funge addirittura da ponte naturale), che ricadranno vantaggi e svantaggi della situazione mediorientale odierna e futura. Ma ricordiamoci soprattutto che gli Stati Uniti, pur essendo un grande paese che è di modo osannare acriticamente di questi tempi, altro non sono che un'emanazione della stessa Europa.