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venerdì 30 settembre 2005

La IADL di nuovo in campo

ANSA - Oggi il sindaco del paese, Pier Giuseppe Acquadro, e il presidente della Provincia di Biella, Sergio Scaramal sono andati a trovare la famiglia italo-marocchina (per capire il caso, cliccare QUI) per portarle solidarieta': ''Il terrore della donna e' ancora forte'', hanno detto. ''Abbiamo cercato di rassicurarla - ha aggiunto Scaramal - resta pero' il fatto che solidarieta' e impegno degli investigatori non bastano. Ci vuole una presa di coscienza. Non conosco gli autori e quindi nemmeno le loro motivazioni, ma aver tracciato una svastica e' comunque un segnale che deve farci riflettere. Forse non abbiamo trasmesso abbastanza i valori della tolleranza e della democrazia''. Un appello agli autori del gesto e' stato lanciato poi dal sindaco. ''Le forze dell' ordine fanno il loro lavoro - ha affermato - ma sarebbe importante che i ragazzi decidessero da se' di farsi avanti, di spiegare''. I carabinieri intanto hanno lavorato sulle testimonianze e su vari indizi e hanno redatto un fascicolo sulla vicenda per la magistratura (oltre al Tribunale per i minorenni e' stato inviato in copia anche alla Procura di Biella). I tre rischiano imputazioni per violenza privata, lesioni personali lievi e atti discriminatori verso stranieri. Il primo, il piu' grave dei reati ipotizzati, prevede una pena massima di quattro anni di reclusione, dunque per un periodo inferiore ai cinque anni, limite minimo per far scattare la custodia cautelare. Per quanto riguarda gli atti discriminatori, invece, il codice penale prevede pene alternative, cioe' i lavori socialmente utili. La ragazzina intanto ha continuato ad andare a scuola: ''I segni sul braccio sono quasi spariti - ha raccontato la preside - siamo tutti stupiti di quanto accaduto e tendo a credere che si tratti di un gesto sconsiderato piu' vicino al 'bullismo' che a una vera e propria matrice razzista. Cio' non significa comunque abbassare la guardia. Bisogna seguire bene i nostri ragazzi''. Sull' episodio ha preso posizione la Iadl (Islamic Anti-Defamation League), l' associazione che si e' schierata in difesa dell' imam torinese Bouriqi Bouchta, recentemente espulso. In una nota la portavoce Halima Barre lo definisce ''uno stupro religioso, culturale e sociale''.
PS: Mi è stato anche comunicato che la IADL provvederà ad assegnare un avvocato e una psicologa alla famiglia.