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sabato 3 settembre 2005

L'esule di Legnostorto

Il mio ormai affezionatissimo lettore - nonché consulente legale gratuito - deportato addirittura dal sito neocon Legnostorto, il mitico Castruccio, quello che mi ricorda - giustamente - "ogni tanto" che vivo in questo paese con un permesso di soggiorno che potrebbe essere ritirato in qualsiasi momento, anche in seguito ad una denuncia (un semplice "consiglio" tecnico-legale, sottolinea lui) si è sentito offeso, "come italiano", del mio ultimo post, "In memoriam", dove paragonavo il vergognoso clima mediatico attuale a quello nazifascista durante la II guerra mondiale ai danni dei fratelli ebrei. Castruccio conclude la sua lunghissima "analisi", un po' confusa e dispersiva per dire la verità e che affronterò più avanti, con un "Quindi, mio caro Sherif, mi conceda di dirLe, ancora una volta, che lei offende - ed anche pesantemente - il paese che la ospita; offende i suoi cittadini, le istituzioni ed il governo che, potrà non piacerle, ma è stato democraticamente eletto" per chiosare ulteriormente con un "Sia più rispettoso del paese che la ospita, delle sue istituzioni, dei suoi abitanti..". Spiegando il suo atteggiamento ad un altro lettore, l'agnostico Stefano, aggiunge che i miei sono "paragoni immondi. Paragonare l'italia di oggi all'italia fascista o, peggio ancora alla germania nazista è davvero infamante come è disgustoso vedere che tali attacchi provengano proprio da quelle persone che fanno la fila per entrare in italia." A me dispiace molto che il "patriota" Castruccio, come quell'altro, se la sia presa per un'analisi scritta da un musulmano residente in Italia, seriamente preoccupato per il suo futuro e per quello della comunità a cui appartiene, alla luce di cose concrete, e cioè (oltre un brillante curriculum storico di leggi razziali e di deportazioni): i libelli della Fallaci (fottuti-figli-di-Allah), le interviste di Ida Magli (I-musulmani-non-devono-poter-comprare-case), i manifesti della Lega (No-Islam-Musulmani-fuori-da-casa-nostra), gli articoli che dipingono l'insieme dei musulmani come (tagliatori-di-teste-dissimulati-responsabili-della-follia-terroristica), le dichiarazioni politiche (la-nostra-civiltà-è-superiore-e-se-apriamo-le-porte-all'-immigrazione-rischiamo-di-diventare-meticci). Non mi dica che sono solo "minoranze" coloro che la pensano in questo modo, perché milioni di copie vendute, quotidiani diffusi e autorità politiche non sono di certo minoranze, o quanto meno rischiano di non rimanerlo a lungo, a forza di tartassare la gente. Mi dispiace ancora di più che con la sua ultima osservazione abbia sottolineato quanto sia incapace, al pari di tanti altri, di vedermi come un essere umano che vive in questo paese, che lavora, che contribuisce e non come un semplice "straniero che fa la fila per entrare in Italia". Forse dovrei ricordarle un'altra volta che sono entrato in questo paese, che non è un supermercato che regala polli gratis, per mia scelta e non per necessità, visto che me lo posso permettere. Ripeto, nessuno mi ha mai regalato nulla, anzi. Lei mi chiede "cosa ci veniamo a fare, in questo paese?" e a me pare di aver risposto più volte: c'è chi - come dice il ministro Pisanu - cerca il pane (e anche in questo caso lei non gli regala nulla, perché ciò che ottiene lo ottiene con il proprio sudore e perché lei ne ha bisogno in primo luogo) e chi invece, più semplicemente, cerca il prestigio di una laurea ottenuta all'estero. Il primo lo fa dove gli capita, il secondo - e cioè il sottoscritto - poteva andare ovunque volesse.
Fossi in lei, mi metterei al posto dell' "ospite" e mi renderei conto che non è l'ospite a doversi vergognare bensì l'ospitante. Mai visto in vita mia un "ospite" tanto vilipeso e sbeffeggiato quanto i musulmani, finora. Sarà perché sono ancora memore dell'ospitalità araba. E dovrebbe vergognarsi ancora di più del fatto che, come dice il ministro Pisanu, "si fa scudo con la sua italianità" per zittire una voce di dissenso, indignata per un trattamento politico-mediatico che la riguarda in prima persona. Lei, sig. Castruccio, non mi fa paura e non mi intimidisce con i suoi "consigli tecnico/legali": fino a prova contraria il sottoscritto non parla di Bankitalia o di Mediaset, e quindi non si inserisce in un discorso che riguarda prettamente i cittadini di questo stato (ma che invece dovrebbe riguardarmi lo stesso, visto che in questo stato ci vivo al pari di tutti gli altri e quindi non vedo dove è il problema, soprattutto se ogni giorno ci si vanta della "nostra grande democrazia aperta a tutti") ma di cose che riguardano la mia vita come meticcio-arabo-islamico-immigrato. Il tentare di soffocare la mia legittima opinione su questioni che riguardano la mia vita - o la mia opposizione alla continua demonizzazione della minoranza musulmana di cui faccio parte sui mezzi di informazione da parte di politici e giornalisti - non fa onore né alla libertà, né alla democrazia, né tantomeno alla civiltà. A me pare di aver rispettato il paese che mi ospita: ci sono entrato con un regolare visto di ingresso, ci sto con un permesso di soggiorno, ho dato tranquillamente le mie impronte, non ho commesso reati e mi sono integrato fino a diventare una figura di riferimento per persone che fino a pochi giorni prima del mio arrivo credevano che vivessi con i cammelli sotto una tenda vicino alle piramidi. Con molta pazienza e buona volontà - e con le mie risorse, economiche e culturali - mi sono fatto strada nel rispetto dei costumi e delle leggi di questo paese, che condivido pienamente. Ma quando i costumi slittano verso l'autoesaltazione delle proprie radici a spese delle mie, verso l'offesa e l'insulto, verso i roghi e i manifesti della razza, è mio dovere morale - sempre come persona che rispetta e ama questo paese - inserirmi nel dibattito democratico che tutti indicano come aperto anche a me ("la nostra è una democrazia"), per far notare che un clima del genere non giova a nessuno e che rischia di degenerare, ricalcando un passato nazionale neanche tanto lontano.
Lei afferma che il sottoscritto "paragona una democrazia sana a due dittature", mi permetta di obiettare e dirle che questa democrazia, una volta che ha accettato di invischiarsi nel pantano delle disserzioni sulla superiorità ed inferiorità delle civiltà e culture, non è più sana: è malatissima. Anzi: è in fase terminale. E lo è perché ha accettato di farsi trascinare nel baratro voluto da un sistema mediatico infetto, che risponde alle logiche di lobby politiche e economiche che hanno interessi ben precisi. Ed è proprio questo sistema ad essere paragonato dal sottoscritto alla propaganda nazista, non L'Italia o gli italiani. Io non ho offeso nessuno: ad auto-offendersi è chi fa determinate esternazioni non consone al proprio ruolo o alla propria funzione pubblica, che sia un politico o un giornalista. E come me, la pensano milioni di cittadini italiani. Ma per lei questo non conta: conta che è uno straniero ad esprimere queste stesse opinioni e quindi sono da censurare, da bollare come offese, da denunciare per ottenere la mia espulsione. Ma fino a prova contraria io non sono né il Cialtrone di Carmagnola che vanta amicizie con Bin Laden né Adel Smith che butta i crocefissi dalle finestre, quindi una mia espulsione sarebbe palesemente un'inibizione alla libertà di espressione che lei e i suoi amichetti vorreste tanto difendere solo per proseguire indisturbati nell'insultare chi è musulmano, anche se solo di nome. Sig. Castruccio, lei obietta al mio articolo scrivendo che non fila "In primo luogo perchè l'islam non costituisce una razza e neppure un popolo bensi' una religione. Durante il nazifascismo, non si perseguiva, infatti, l'ebreo o lo zingaro in quanto professanti una religione diversa bensi' in quanto appartenenti ad una "razza" diversa quindi inferiore. Se l'ebreo avesse cambiato religione, agli occhi del nazista, delle leggi razziali italiane o di norimberga, SAREBBE SEMPRE RIMASTO EBREO". Obiezione sbagliata, ovviamente: il tentare di giustificare il proprio atteggiamento nei confronti dei musulmani dicendo che l'Islam è una religione e non una razza o un popolo è un vergognoso arrampicarsi sugli specchi: ho già avuto modo di dire che una delle svariate forme del razzismo è la discriminazione su base religiosa (si rilegga Costituzione e codice penale) quindi se una persona chiama "fottuti-figli-di-Allah" i musulmani è razzista al pari di una che chiama "fottuti" i cinesi solo per la loro "razza gialla". A proposito di cinesi, d'altronde, lei afferma "come mai, nonostante l'enorme peso che la comunità cinese (anch'essa numerosa) sta avendo in Italia... nonostante gli ingenti capitali che accumula, nessuno, dico nessuno, manifesta simili ostilità???" . Nessuno? Vada a dirlo ai ministri della Lega o alla loro candidata che ha stampato manifesti "Cinese? No glazie" alle ultime amministrative. A sostegno di questa sua opinione, scrive "Ora, anche in questo caso, è l'islam che viene visto come pericolo e non l'arabo (anche perchè le due cose non sempre coincidono)." Ma questa è una cosa che diciamo io e lei, caro Castruccio, visto che l' "insigne" antropologa Ida Magli, autrice di libri della Bur e collaboratrice del Giornale e de La Padania, racconta ai suoi ignari lettori bresciani che "Dire arabi è dire musulmani" (e meno male che è antropologa), di fatto trasformando il razzismo su base religiosa (che è pur sempre razzismo per la legge) in un razzismo su base etnica o se vuole razziale (anch'esso punibile dalla legge). La demonizzazione dell'Islam, dipinto come pericolo, anche se si estende di fatto a tutte le etnie da cui provengono i musulmani, si concentra prevalentemente sugli arabi, visto che l'Islam conserva tracce di arabismo. Ergo, siamo al punto di partenza: descrivere o percepire un musulmano qualsiasi come pericolo, solo in virtù della sua religione, è razzismo. Detto questo, mi permetta di farle notare che la demonizzazione degli ebrei non dipendeva solo dalla loro cosiddetta "razza" ma dal fatto che venivano dipinti, anch'essi, come persone che credevano in una religione retrograda che predicava il dominio del popolo eletto sul resto del mondo, che esisteva un grande complotto giudaico fissato per iscritto nei Protocolli dei Savi di Sion. Insomma, che esistesse una grande AlQaida di ebrei. Ma ammesso che non sia cosi, e che gli ebrei siano stati perseguitati solo per la loro razza, non vedo lo stesso quale sia la differenza rispetto ai musulmani che invece vengono demonizzati per la loro cultura e non solo per la loro religione. Come scrissi nel post che non le è piaciuto: se scambiamo la parola razza con quella di cultura, la sostanza non cambia.
Mi permetta inoltre di farle notare il suo feroce, malcelato e vergognoso antisemitismo quando scrive: "Gli ebrei perseguitati dalle leggi razziali/norimberga, erano CITTADINI che, sebbene non ASSIMILATI dagli stati in cui vivevano, erano comunque INTEGRATI nel tessuto sociale ed economico italiano e tedesco". Concetto che ha ripetuto per ben due volte, in due commenti diversi. Scommetto che se fosse vissuto ai tempi del Nazismo, si sarebbe comportato come si comporta oggi con i musulmani: avrebbe dato loro "consigli" paventando deportazioni ai lager. Lo sa che le collezioni di quadri razziate dai nazisti nelle case degli ebrei la smentiscono categoricamente? Molti dei quadri prelevati dalle SS e recuperati dopo la guerra raffiguravano Cristi e Madonne. Gli ebrei si erano assimilati al punto tale di festeggiare anche il Natale cattolico. Ma ciò non cambiò di una virgola il loro triste destino. E come dice Dacia "insomma, se a persone perfettamente integrate, con tanto di cittadinanza e spesso anche ottimi contribuenti, gli europei sono riusciti a fare quello che hanno fatto, vi immaginate quello che potrebbero combinare a persone molto più deboli dal punto di vista dei diritti e della certezza del diritto?". Lei mi ricorda che "le vittime di oggi (i musulmani) sono stati ieri gli alleati dei nazisti". Liquida frettolosamente l'interpretazione storica e la contestualizzazione , ma ciò non toglie che gli unici ideologi e maggiori pianificatori della Shoah siano stati gli occidentali, e che a stare zitti o a contribuire siano stati ancora una volta gli occidentali. Nulla di simile è successo nel mondo musulmano, in tutti questi secoli di storia: è stata l'ingerenza colonialista inglese e sionista a far degnerare la situazione degli ebrei che vivevano nel mondo arabo: si rilegga la storia dell'esodo degli ebrei iracheni, invogliati all'immigrazione da bombe piazzate nelle sinagoghe di Baghdad dagli stessi sionisti o dell'operazione - fallita - condotta nel 1954 da una rete di sabotatori israeliani contro obiettivi occidentali in Egitto, per sapere come mai sono immigrati tutti questi ebrei dai paesi dove stavano bene. Lei non può inoltre affermare che i musulmani "sono nè più nè meno nella medesima situazione di tutti gli altri extracomunitari, almeno agli occhi della legge italiana" quando proprio in questi giorni si sta parlando della costituzione di una "Consulta islamica" non prevista per nessuna altra religione e per nessuna altra comunità, ignorando l'articolo otto della Costituzione che regola i rapporti dello Stato con le religioni nell'ambito di un'intesa e non di un organismo nominato. Non parliamo poi della prospettiva di leggi speciali. Lei afferma anche che "Mentre nel caso del razzismo dilagante nel ventennio siamo in presenza di una campagna denigratoria, mediatica e politica proveniente da una sola fazione politica, dall'alto verso il basso e subita dalla popolazione, nel caso odierno è accaduto l'inverso". A me sembra invece che stia accadendo la stessa cosa, e come uomo di sinistra mi chiedo infatti dov'è finita la parte politica in cui mi riconosco, e il perché di questo silenzio complice ed assordante. Stiamo assistendo - ancora una volta - ad una campagna che fluisce dall'alto verso il basso, visto che i media, i giornali e le Tv non sono di certo di proprietà dell'uomo della strada bensi dell'élite politico-economica di questo paese. Certo, ci sono gli attentati - di cui sono vittime anche gli stessi musulmani, non scordiamocelo - opera di una minoranza che rivendica una determinata linea politica (e non religiosa) con la violenza e che contribuisce a legittimare la campagna d'odio mediatico e ad alimentare la fobia della popolazione, ma è un dato di fatto che a creare maggiore allarmismo, a incoraggiare le generalizzazioni è proprio chi ha più interesse nel farlo per sviare la gente dai problemi quotidiani e dal caro-vita, e nell'alimentare un'economia di guerra che risollevi le casse dello stato. Nulla è cambiato, caro Castruccio...tutto è come prima, se non peggio. Cambiano solo le modalità: come dice Beppe Grillo, infatti, "La nostra democrazia si sta trasformando in un impero. Al suo posto c'è un regime di persone sorridenti. Sei manipolato da divertito, non da incazzato. Non ti bruciano i libri, ti fanno passare la voglia di leggere". E, nel contempo, ti riempiono di propaganda antislamica. E pur somministrandola tra un reality show e la pubblicità di un carta igienica, è pur sempre una propaganda alla Goebbels. Che a lei piaccia o meno.
PS: a proposito, non tirare troppo la corda, perché non la filerò per lungo. Moderi i suoi commenti e li riduca all'essenziale. Non vorrà mica fare qui la stessa fine che fatto su Legno Storto e - anche se solo momentaneamente - da Dacia?