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martedì 27 settembre 2005

L'ultimo tango nel deserto

Pare che l'Opinione abbia deciso di dedicarmi un'attenzione del tutto particolare. Ne sono davvero onorato, fin quando la mia pazienza lo permetterà, ovviamente. Pessima scelta, quella di tornare in campo e tirarmi nuovamente in ballo, dopo le vergognose calunnie lanciate dal giullare di Via del Corso, sede del sedicente giornale rintracciabile in qualche edicola sperduta di Roma. Davvero pessima. Stavolta, il sottoscritto è chiamato in causa per l'articolo intitolato: "La Fallaci ideologa del DSSA?" pubblicato su Aljazira.it qualche mese fa.
Il titolo dell'articolo di "commento", a firma di Romano Bracalini, è già tutto un programma: "Milano nel mirino di Osama? Colpa della Fallaci!". Il sottoscritto vi è indicato come uno dei "più accreditati “inviati” (dal mondo arabo, ndr) per riferire sul clima di intolleranza e di “crescente odio antislamico” che vi respira (in Italia, ndr)". Peccato che io non sia "inviato" da nessuno: vivo in Italia, scrivo in italiano e mi rivolgo ad un pubblico italiano, ma tant'è. Dubito che sia stato il mio modesto lavoro a far guadagnare alla Lega Nord la prima pagina di uno dei più importanti quotidiani sauditi.
E' comunque simpatico notare come il signore in questione abbia avuto il coraggio di mettere tra virgolette "crescente odio antislamico" dopo che ha voluto specificare che nelle parole del ministro leghista, quelle che hanno tanto indignato il corrispondente del quotidiano saudita noto per essere un quotidiano riformista e moderato (parola de Il Giornale), "c’era anche un richiamo al paziente e sobrio cammello che nei deserti condivide la fatica dell’uomo e non di rado serve alla copula contronatura, così che il richiamo ai “culattoni” è sembrato del tutto pertinente".
Presumo che dopo una specifica del genere, io sia tenuto a considerare il sig. Bracalini una persona aperta e tollerante sia nei confronti delle minoranze che nei confronti delle differenti preferenze sessuali, ovviamente. Come no? Ora, questa persona aperta e tollerante sostiene che il sottoscritto avrebbe steso questo articolo "sulla base delle indicazioni fornite dalla IADL". Non si capisce da dove abbia tratto questa sua singolare convinzione, visto che non solo la IADL non è menzionata da nessuna parte in quel articolo, ma che non ce n'era nemmeno bisogno, visto che si stava commentando un episodio finito su tutti i media d'Italia.
L'aperto e tollerante sig. Bracalini ritiene implicitamente vergognoso il fatto che io abbia trovato riprovevole che un individuo senza nessuna qualifica ufficiale, ora addirittura indagato per essersi appunto appropriato di funzioni ufficiali, andasse in giro e reclutasse gente per "controllare le macellerie islamiche e fotografare gli immigrati sospetti alla stazione Termini di Roma". Probabilmente le concezioni di Stato, Diritto, Legge e Forze dell'Ordine preposte a determinate funzioni gli sono ignote. Peccato.
Aggiugne anche indignato che il sottoscritto "Manco a dirlo" ha affermato che "i finanziamenti per l’illecita attività venivano “dalla Nato, dalla Cia, dallo Stato di Israele e dal Vaticano”. Al di là del fatto che ho scritto che "Saya, Sindoca e altri tre che si impegnavano ad accreditare il Dipartimento presso istituzioni nazionali, sovranazionali ed estere al fine di ottenere finanziamenti economici", e che tra l'affermare che i soldi "venivano" e che loro "cercavano di farli venire", come sostiene anche il Corriere, c'è una gran bella differenza, tengo a specificare che non sono io a indicare i probabili finanziatori bensì un membro della suddetta organizzazione in un'intervista a L'Espresso. Gli enti e stati menzionati da quel individuo sono quindi riportati tali quali, "manco a dirlo".
Il tollerante sig. Bracalini aggiunge anche un (sic) dopo che avanzo l'ipotesi di probabili rapimenti o uccisioni di immigrati da parte di quei loschi figuri, mentre è sotto gli occhi di tutti il caso del rapimento messo a segno dalla Cia sul territorio italiano e gli episodi di intolleranza riconducibili a dubbie organizzazioni in tutta Europa. A questo punto, il sig. in questione mi definisce "segugio arabo" e "Tom Ponzi del Golfo" (Golfo de che? Sono egiziano!) ridicolizzando le mie osservazioni e definendo "Ovviamente fantasie! Turpi calunnie!" la storia inventata dalla DSSA delle "moschee clandestine nascoste nei sotterranei dell’hinterland milanese", senza per questo prendersi la briga di mettere il ditino su una mappa e indicarci in quali fogne siano, esattamente, queste moschee che nessuna polizia ha mai individuato a Milano e che evidentemente lui si bea di frequentare.
E, infine, contesta il fatto che io abbia definito le idee razziste dell'organizzazione come riconducibili alla Fallaci, dimenticandosi del fatto che il sottoscritto ha basato quelle affermazioni su un documento firmato dallo stesso Gaetano Saya, direttore del DSSA, in cui qualifica l'Islam come "il male", tout court, riproponendo integralmente interi paragrafi del pensiero fallace e menzionando esplicitamente l'anziana scrittrice. Si è anche scordato che Saya, quello che si è autoproclamato "fascista duro, puro e conservatore", è - oltre che indagato per reati di associazione per delinquere finalizzata all'usurpazione di funzioni pubbliche in materia di prevenzione e repressione dei reati - è anche rinviato a giudizio per propaganda di idee fondate sulla superiorità e l'odio razziale, diffuse attraverso il sito Destranazionale.org. Il Sig. Bracalini, prendendo implicitamente o esplicitamente le sue difese e menzionando i cammelli preposti a certe funzioni, probabilmente ambisce a fare la stessa fine?