Notizie

Loading...

sabato 3 settembre 2005

Massimo Gramellini, Afef e la IADL

Vorrei segnalarvi questo interessantissimo articolo di Massimo Gramellini, pubblicato su La Stampa del 31/08 /05
"Vota Oriana. Vota Afef. Altro che quei due maschi attempati in lizza per Palazzo Chigi. Oriana Fallaci e Afef Jnifen sono la declinazione al femminile di un bipolarismo soltanto italiano. Fallaci è la nuovissima destra: quella che è stata a sinistra per tutta la vita, prima di rimanere fulminata sulla via di Manhattan, credersi la reincarnazione dei Templari e chiedere udienza privata al Papa. Ratzinger gliel'ha concessa senza farlo troppo sapere in giro, forse pensando che fosse il male minore: in caso di rifiuto, l'alternativa poteva essere una enciclica fallaciana di 200 pagine sulla sostanziale connivenza fra il vescovo di Roma e l'imam di Carmagnola. Afef è la sinistra del brillante, quella dei ricchi ma belli con uso di mondo e idee progressiste nel campo dei diritti civili: cordialmente detestati dai borghesi piccoli e medi, che trovano incoerenti i miliardari animati da pensieri inconciliabili col loro portafogli. Afef non è stata dal Papa, ma da Mastella. E ha difeso la società multirazziale che Oriana e il suo vice Pera ritengono inattuabile in Europa. Le è stato proposto di sfidare il presidente del Senato nel collegio di Lucca, ma a destra hanno subito alzato la posta: perché non metterle contro la scrittrice che Rossella e Feltri già volevano senatrice a vita? Non succederà, statene certi. Gli uomini politici sono troppo gelosi e le politiche di professione troppo invidiose, nonostante la loro debolezza o forse proprio per questo. E mentre fra pochi giorni una donna ha ottime probabilità di entrare nella cancelleria di Berlino, da noi le cosiddette primarie dell'Unione e le esibizioni d'ego della Casa delle Libertà restano un affare per maschi, persino più del calcio".
Va ricordato che mi trovo quasi sempre d'accordo su tutto con Gramellini, ad eccezione di quelle volte in cui non sceglie bene alcune espressioni, cosa che avevo già segnalato tempo fa. Ebbene... ho saputo, solo ora, che questo gli è valso, il 1/07/05, una segnalazione della IADL.
"Gentile sig. Gramellini, Assalamu Aleikum,
Sono reduce dalla lettura di un ritaglio che riporta un articolo a sua firma nella sua abituale rubrica, quella pubblicata il 24/06/2005. Vorrei richiamare la sua attenzione su un paragrafo di quest'articolo, dove lei commenta: "Nel Texas di Bush un cittadino americano che aveva lanciato una molotov inesplosa contro la moschea di El Paso è stato condannato a 14 anni e tre mesi di carcere. Dagli antibushisti d'Occidente ci si sarebbe aspettati un qualche riconoscimento per questa vituperata democrazia che punisce, e così duramente, chi compie atti ostili verso la religione dell'Undici Settembre". Mi si consenta di farle notare che la religione islamica non è nata l'11 di settembre, e nella stessa maniera in cui non definirebbe mai la quelle ebraica e cristiana come la religione del Diciotto Settembre (18/09/1982 massacro di Sabra e Chatila), o quella cristiana come la religione dei campi di sterminio nazisti, le chiediamo di accordarci un'analoga cortesia. Ritengo assolutamente insipiente un accostamento del genere. Le saremmo molto grati se volesse non solo rettificare, ma anche chiedere scusa a tutti quei musulmani che nulla hanno a che vedere con quella tragedia, che condanniamo al pari di tutte le altre stragi. Vi sarei riconoscente se accusaste ricevuta della presente.
Fi aman Allah,
Halima Barre - Islamic Anti-Defamation League.

Segnalazione a cui il sig. Gramellini ha risposto, il 2/07/05, quanto segue

Gentili signori,

mi spiace che la frase si sia prestata a un equivoco. Leggendo l'artioclo nella sua interezza si capisce che il riferimento non è certo a tutti i musulmani. Volevo solo sottolienare il fatto che un paese dove è stato compiuto un attentato di quel tipo da persone che si richiamano alla religione islamica ha continuato a perseguire chi attenta alla religione islamica. Per me parlano le decine di articoli che ho scritto in questi anni proprio per esprimere questo concetto e invitare i lettori a non fare di ogni erba un fascio. Vi ringrazio e vi saluto, augurandovi una buona estate.

Massimo Gramellini