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domenica 9 ottobre 2005

Benedetta Corte

Un commentatore sul blog della Cialtrona di Via Bellerio, alias Stefania Atzori, sostiene che il sottoscritto sarebbe "un semplice extracomunitario con permesso di soggiorno, e nel caso di una denuncia, il suo permesso di soggiorno in scadenza, semplicemente non verrà rinnovato e lui, potrà andarsene finalmente ad intervistare il barbuto intonacato autoeletto imam di Torino, direttamente in Egitto. Mi auguro altresì che i suoi avvocati abbiano querelato il soggetto in questione, per diffamazione diretta, indiretta e se hanno incluso tutte le porcate fatte via web nell'ultimo anno e a carico di onesti cittadini italiani, che hanno come unica colpa quella di non condividere le idee di questo gentile signore e suoi gentili compagni". Ora, al di là del piccolo particolare geografico (il cosiddetto "Imam" vive in Marocco, non in Egitto, ma si sa: la geografia non è proprio il loro forte), sono spiacente di deluderlo: Non sono un "semplice extracomunitario", e ho già detto che me ne strafrego della minaccia-ricatto "Domani ti tolgono il permesso". Ma al di là di tutto questo, credo sia il caso ricordargli che nel febbraio del 2005 la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo un articolo della legge Bossi-Fini sull'immigrazione, la norma che regola la legalizzazione del lavoro degli extracomunitari perché la sola denuncia penale non è sufficiente per sospendere il procedimento di regolarizzazione dell'immigrato (e si sta parlando di persone che lavoravano illegalmente). Le due leggi sono state ritenute in contrasto con l'articolo 3 della Costituzione che sancisce l'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Il sospetto di incostituzionalità era stato rilevato da più tribunali nel corso di giudizi intentati da extracomunitari espulsi dall'Italia perché a loro carico pendeva una denuncia penale. L'Avvocatura Generale dello Stato, a nome del Governo, aveva sostenuto che la presenza di una denuncia penale a carico del cittadino straniero era indice di un'inclinazione a delinquere, tanto più che la norma impugnata faceva riferimento ai reati "per i quali è previsto l'arresto obbligatorio o facoltativo in flagranza" (che non è nemmeno il caso della cosiddetta "diffamazione diretta e indiretta" o delle cosiddette altre "porcate" che avrei commesso). La Corte Costituzionale ha invece ritenuto fondata la questione. "Nel nostro ordinamento - ha osservato la Consulta - la denuncia è un atto che nulla prova riguardo alla colpevolezza o alla pericolosità del soggetto". "Si deve pertanto dichiarare, in riferimento all'articolo 3 della Costituzione - ha concluso la Consulta - l'illegittimità costituzionale delle norme impugnate nella parte in cui fanno derivare automaticamente il rigetto dell'istanza di regolarizzazione del lavoratore extracomunitario dalla presentazione nei suoi confronti di una denuncia penale".
Aggiornamento: nel caso non fosse chiaro, soprattutto alla Stefania Lapenna di Freethoughts - che nel frattempo si balocca dalla Cialtrona dicendo "Forse a Sherif lo ritroveremo in Egitto, dove sarà rispedito, dato che ha solo il permesso di soggiorno e sta violando la legge italiana" - il principio "Nel nostro ordinamento la denuncia è un atto che nulla prova riguardo alla colpevolezza o alla pericolosità del soggetto", per di più riferito a cittadini extracomunitari già espulsi, può essere impugnato in qualsiasi circostanza, anche non attinente all'emersione del lavoro nero, per contestare qualsiasi decisione di revoca o mancato rinnovo del permesso di un immigrato che ne è già dotato in seguito ad eventuali denunce, ergo farebbe meglio a sottolineare bene quel "Forse" con cui ha iniziato la sua frasetta e scacciare dal suo cervellino i sogni di espulsione del sottoscritto in seguito a patetiche quanto infondate denunce.