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domenica 9 ottobre 2005

Conosco-i-miei-diritti

Mi risuonano ancora in mente le parole della Fallaci, quando cercava di dimostrare l' "arroganza" degli immigrati che dicono "Conosco-i-miei-diritti". Sinceramente conoscere i propri diritti è un obbligo, e consiglio vivamente a tutti gli immigrati di non trascurare affatto quest'aspetto, altrimenti qua si rischia di essere vittime del terrorismo psicologico di alcuni razzisti come Stefania Lapenna e compagnia cantante che vorebbero far credere agli immigrati che una semplice denuncia basta e avanza per ottenere l'espulsione o la revoca del permesso di soggiorno. Siccome ci tengo a sottolineare che non è affatto così, riporto di seguito questo estratto della sentenza n.78 del 18/02/2005 della Corte Costituzionale che potrebbe essere utile a qualsiasi immigrato si ritrovi un giorno vittima di questi squallidi tentativi di intimidazione che fanno leva su una presunta disparità di diritti.
"Secondo la Corte Costituzionale, la denuncia è un atto che non prova nulla in ordine alla colpevolezza o alla pericolosità del soggetto, indicato come presunto responsabile di un reato, esclusivamente comportando per gli organi competenti l’obbligo di verificare se e quali dei fatti esposti in denuncia corrispondano alla realtà e se sussistano le condizioni per l' inizio di un procedimento penale. Le norme censurate fanno irragionevolmente derivare dalla denuncia conseguenze molto gravi in danno di chi della medesima e’ soggetto passivo, imponendo il rigetto dell’istanza di regolarizzazione che lo riguarda e l’emissione nei suoi confronti dell’ordinanza di espulsione; conseguenze tanto più gravi qualora s’ipotizzino denunce non veritiere per il perseguimento di finalità egoistiche del denunciante e si abbia riguardo allo stato di indebita soggezione in cui, nella vigenza delle norme stesse, vengono a trovarsi i lavoratori extracomunitari".