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giovedì 27 ottobre 2005

Gli agenti del Memri

Una delle fonti preferite dai propagandisti dell'anti-islamismo e dai creatori dell'islamofobia in rete è il Memri (Middle East Media Research Institute), un centro che traduce i media, soprattutto arabi e iraniani, in inglese, francese, tedesco, spagnolo, ebraico, russo, giapponese e italiano. Si presenta come "un'organizzazione indipendente, al di fuori delle parti, senza fini di lucro" con uffici a Berlino, Londra e Gerusalemme. Lo scopo dichiarato è quello di lanciare "un ponte tra Occidente e Medioriente, attraverso le traduzioni dei media arabi, ebraici e farsi, e mediante analisi originali delle tendenze politiche, ideologiche, intellettuali, sociali, culturali e religiose della regione". Il progetto di monitoraggio tv del Memri copre le principali reti televisive arabe e iraniane e si occupa della sottotitolazione e della distribuzione di brevi estratti, attentamente selezionati, di quelle televisioni. Lo scopo è quello di presentare come maggioritarie alcune correnti di idee fortemente minoritarie nella stampa e nei media arabi. E così, il lettore che non parla l'arabo e che si accontentasse della lettura di queste traduzioni avrebbe l'impressione che i media arabi siano dominati da un gruppo di autori fanatici, antioccidentali, antiamericani e violentemente antisemiti. Insomma, il lavoro del Memri consiste nel denigrare gli arabi e i musulmani agli occhi degli occidentali, presentandoli come persone fanatiche e piene di odio.
Il Memri è stato fondato nel 1998 dal colonnello Yigal Carmon, ex membro dei servizi israeliani di intelligence, con sede a Washington. Quando è stato costituito, su dieci membri del gruppo, tre erano ex funzionari dei servizi israeliani. Invitato a partecipare a una trasmissione di Al Jazira, il colonnello Yigal Carmon replica ai suoi accusatori: il Memri persegue un obiettivo scientifico, trasmettere all'Occidente la lettura che i media arabi danno degli avvenimenti in Medioriente. Brian Whitaker del Guardian lo sottopose ad una pesante inchiesta giornalistica con conseguente scambio di email: la posizione assunta da Carmon non cambiò. Il colonnello in questione conta su solide basi in Israele. Parla l'arabo, ed è stato consigliere per l'antiterrorismo di due primi ministri, Itzhak Shamir e Itzhak Rabin. Per giunta, può contare su solidi appoggi a Washington. È associato a Meyrav Wurmser, ex funzionaria del Memri, che dirige il dipartimento Medioriente presso l'Hudson Institute, organismo vicino ai neocons americani. Il Memri infine può contare su numerosi donatori, in particolare la Lynde e Henry Bradley Foundation, una delle più importanti fondazioni della destra americana.
L'efficacia del Memri consiste nel coordinamento molto stretto delle sue attività con i responsabili delle campagne di propaganda sul campo. I suoi agenti, in tutta Europa, spesso scrivono su giornali e blog, senza cambiare l'impostazione: postano o trattano a ripetizione articoli e scritti tratti dai siti fondamentalisti islamici, spacciando per maggioritaria una realtà minoritaria del mondo arabo ed aizzando implicitamente i popoli europei contro i musulmani. Gli agenti in questione spesso ricorrono anche alla falsificazione, e così un articolo firmato o tradotto da altri viene affibbiato al bersaglio designato per denigrarlo ed offuscarne l'immagine. Gliene viene attribuita la responsabilità e si tentano di creare reti di contatto inesistenti, legami segreti, collegamenti improbabili a scatole cinesi. E così, per esempio, secondo gli «esperti» del Memri, Abdel Karim Abu Al-Nasr - un giornalista libanese ben noto - è di nazionalità saudita, per il semplice fatto di scrivere editoriali su un giornale saudita. L'articolo che ha scritto il professor Halim Barakat, della Georgetown University di New York sul quotidiano londinese Al-Hayat con il titolo «Questo mostro creato dal sionismo: l'autodistruzione» è stato presentato dal Memri, spiega l'autore, con «un titolo che incitava all'odio: "Jews have lost their humanity" [Gli ebrei hanno perso la loro umanità]. Cosa che non ho detto ... Ogni volta che scrivevo "sionismo", il Memri sostituiva il concetto parlando di "ebreo" o "ebraismo", [il Memri] vuol dare l'impressione che io non intenda criticare la politica israeliana e che quello che ho detto è antisemitismo». Nel giugno 2004, il Memri ha scatenato una violenta campagna contro la visita a Londra dello sceicco Al-Qardawi. Per scrupolo di coscienza, il sindaco di Londra, Ken Livingstone, ha ordinato uno studio al termine del quale ha concluso che l'offensiva si inseriva, «con ogni evidenza, in un'ondata di islamofobia che mirava a impedire un dialogo tra musulmani progressisti e l'Occidente». Lo studio richiesto, precisava il sindaco, ha trattato «le 140 opere scritte dal dottor Al Qardawi. E i risultati sono stati veramente scioccanti. Quasi tutte le menzogne che travisavano il senso delle affermazioni del dottor Al Qardawi provengono da un'organizzazione di nome Memri, che si presenta come un istituto di ricerca obiettivo». Ebbene, concludeva Livingstone, «abbiamo scoperto che l'istituto in questione è diretto da uno ex funzionario del Mossad, l'intelligence israeliana. Travisa sistematicamente i fatti, non soltanto quello che dice il dottor Al Qardawi, ma anche quello che dicono molti altri esperti musulmani. Nella maggior parte dei casi, si tratta di una deformazione totale, e per questo motivo ho voluto pubblicare questo dossier».