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lunedì 31 ottobre 2005

I Salesiani: non più quelli di una volta?

Alcuni giorni fa, a Torino, si è consumato un delitto efferato: un marocchino di 31 anni ha sgozzato, in piena strada e davanti a decine di persone, la sua ex-ragazza, una ventenne marocchina, da sette anni a Torino con la famiglia e studentessa modello all'ultimo anno nella scuola per maestre d'asilo. La ragazza era colpevole di averlo denunciato per violenza sessuale: due mesi prima, infatti, l'assassino l'aveva aggredita, buttata per terra, presa a schiaffi e molestata sessualmente. Una volta scarcerato, ha cominciato a mandarle messaggi minacciosi: "Se entro tre giorni non torni con me, ti ammazzo. Saluta la tua famiglia". Un delitto passionale tra i tanti: il 22 giugno scorso, un uomo - italiano - ha ucciso la propria ex e il suo nuovo convivente in pieno mercato rionale, sempre a Torino. Stavolta però c'è qualcosa di diverso, oltre ai paginoni de La Stampa dedicati al caso: i messaggi di minacce erano già stati inoltrati dalla madre della vittima alla polizia. Ma le forze dell'ordine non hanno mosso un dito: "minaccia non concreta". Avete capito? Una ragazza viene aggredita sessualmente dal suo ex, lo denuncia, lo manda in galera, quello esce e le manda messaggi dove la minaccia di morte è palese, e per la polizia la minaccia "non era concreta". Ben quattro denunce, tutte inascoltate. Ma per capire l'atteggiamento della polizia, non ci vuole molto, basta leggere la Stampa del 26 ottobre: il corpo della ragazza, che viveva in una casa di via Biella, con il Corano in libreria, tappeti e immagini del Marocco e il ritratto di Marilyn Monroe appeso alla parete, "è rimasto a lungo sul marciapiede, coperto da un lenzuolo, da cui si allargano spessi e contorti rivoli di sangue. La nonna e la mamma piangono, a poca distanza, davanti a decine di persone. Una litania in arabo, disperazione e rabbia. Gli studenti dell'Istituto Salesiano di Via Salerno si affacciano curiosi. Alcuni ridono, si divertono pare. Fanno il verso al pianto della nonna, sostenuta dalle donne con l'Hijab, il velo islamico". In effetti, a circondare la mamma della vittima nella sua casa di Via Biella, non c'era la Cialtrona di Via Bellerio, nota anche con il nome di Stefania Atzori, specializzata nella segnalazione dei casi di violenza domestica nella comunità islamica (e non nella propria), ma - racconta l'articolo - l' "affetto della comunità marocchina della zona". E a protestare con la direzione della Scuola Salesiana, per la caduta di stile e la maleducazione dei propri alunni - fermata solo da un intervento della polizia e non dagli insegnanti della stessa - non sarà di nuovo lei, ma il sottoscritto.