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martedì 11 ottobre 2005

La lega favorisce i clandestini

Terremoto politico a Varese. Il sindaco Aldo Fumagalli (Lega Nord) ha rassegnato le proprie dimissioni aprendo di fatto la crisi di Giunta ormai nell'aria da tempo. La conferma della decisione di Fumagalli è giunta poco dopo le 13, al termine di una riunione straordinaria di Giunta iniziata di buon mattino. Ancora da capire quanto possa aver influito sulle dimissioni la recente inchiesta del Sostituto Abate della Procura di Varese nei confronti di Fumagalli per presunto favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. «Sono dimissioni irrevocabili, si va ad elezioni», è stato il primo commento di Fumagalli dopo l'annuncio delle sue dimissioni.
Un sindaco leghista che fa pressioni e telefonate per sistemare un'immigrata clandestina. Il sindaco accusato è Aldo Fumagalli, primo cittadino della «città vetrina» del Carroccio e soprattutto uomo portato in palmo di mano da Umberto Bossi. Fumagalli, sindaco di Varese dall'autunno del '97, ha ricevuto ieri un'informazione di garanzia: è iscritto nel registro degli indagati per concussione e violazione di alcune norme della legge Bossi-Fini.
Le indiscrezioni dicono che l'inchiesta prende le mosse dall'esposto presentato meno di un anno fa da Augusta Lena, responsabile della cooperativa Sette Laghi, società che in passato aveva avuto tra i suoi amministratori anche il fratello di Bossi e che gestiva per conto del comune di Varese i servizi di pre e dopo scuola. Secondo alcune indiscrezioni, il sindaco avrebbe fatto pressioni sulla cooperativa perché regolarizzasse e desse lavoro a una giovane immigrata romena. Favori inizialmente concessi, ma quando nell'estate del 2004 la Sette Laghi perde l'appalto per i servizi comunali, la presidente si presenta in Procura e racconta tutti i suoi tormentati rapporti con il Comune di Varese.