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mercoledì 26 ottobre 2005

L'anno prossimo a Gerusalemme

A volte un "viaggio sul posto" può cambiare radicalmente le posizioni e le certezze di una persona. Questo concetto, purtroppo, è estraneo alle mentalità di alcuni individui abituati a pontificare sulla base del "mi hanno riferito"e delle informazioni propinate dai media, tutt'altro che imparziali. Ma se queste persone smettessero, una volta per tutte, di chiedere resoconti e opinioni in giro e decidessero di affrontare il viaggio in prima persona, probabilmente abbandonerebbero le proprie convinzioni arrocate e granitiche. Viaggiare e poi tornare con un'opinione, non importa se nel bene o nel male, cominciare ad avere dei dubbi, è il primo passo verso la conoscenza e l'obiettività. Non avere dubbi significa infatti non sapere e quindi essere in balia della propaganda, che al giorno d'oggi sa essere molto subdola ed efficace. Proprio per questo vi segnalo questo lungo - ma interessantissimo - resconto di viaggio a Hebron, a firma di Mario Vargas Llosa, pubblicato su Repubblica, e ripreso dal sito dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane: "Hebron, la città dei patriarchi dove i coloni dettano legge. Bambini attaccati mentre vanno a scuola e case bersagliate dalla spazzatura. I militari devono dissuadere i coloni da ogni atto di violenza, ma la consegna dell´esercito è netta: niente arresti". Un viaggio per capire che fondamentalismo e fanatismo non sono mai perogrative di una sola parte.