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giovedì 13 ottobre 2005

Nel lager con il Dott. Mengele

Non c’è solo il caso Lampedusa. A meno di una settimana dal reportage dell’Espresso sulle drammatiche condizioni del Cpt dell’isola siciliana, l’organizzazione umanitaria Medici del mondo denuncia in un rapporto gli abusi e l'inadeguata assistenza sanitaria riservati agli immigrati nel Centro di permanenza temporanea di Ponte Galeria a Roma. E per fare piena luce sulle condizioni di vita nei Cpt, chiede che questi luoghi siano aperti ai giornalisti e agli operatori delle organizzazioni non governative. Inoltre, invoca la creazione di un organismo nazionale indipendente di controllo di tutti i centri di trattenimento di immigrati irregolari e richiedenti asilo. (...) E’ soprattutto sulla “somministrazione impropria di psicofarmaci” che si concentra il rapporto di Medici dal Mondo. “Secondo la testimonianza di alcuni reclusi – riferisce Alberto Barbieri, curatore del rapporto – gli psicofarmaci, in particolare le benzodiazepine, sono utilizzati nel centro in maniera massiccia e sbagliata. In alcuni casi anche per disciplinare le persone che hanno tentato la fuga”. Sono gli stessi sanitari del centro a parlare di un rapporto di dieci a uno tra uomini e donne nel ricorso agli psicofarmaci. “Una proporzione strana – prosegue Barbieri – dal momento che in genere il rapporto è di due a uno in favore delle donne”. Per non parlare del presunto utilizzo di pericolosi mix. Un testimone riferisce di 60 gocce di Valium e 40 gocce di Minias somministrate regolarmente al suo vicino. “Una dose tale – commenta il dottor Decina, psichiatra – da indurre, se confermata, qualsiasi persona a dormire 24 ore di fila”. Ma sono gli stessi medici a contraddirsi in materia. “In occasione della prima visita il medico di turno – continua Alberti – ci ha riferito che il 20 per cento degli uomini (contro il 2 per cento delle donne) faceva uso di psicofarmaci. In occasione della terza visita il personale sanitario ha parlato di un 50-60 per cento. Con somministrazioni effettuate tutte le sere e le mattine, senza consulenza psichiatrica” (...)
Tratto da Il Passaporto