Notizie

Loading...

lunedì 10 ottobre 2005

Senza parole

Sono veramente sconcertato. Sconvolto. Esterefatto. Vi ricordate l'energumeno che è intervenuto su questo blog alcune settimane fa, nella sezione commenti, a distanza di pochi secondi, con svariatissimi nick e dagli stessi IP, per diffamare - almeno così avevo capito all'inizio - Souad Sbai, presidente della Confederazione delle Comunità Marocchine in Italia, indicata tra l'altro come possibile membro della Consulta Islamica sia dal Corriere che da Repubblica? Vi ricordate quello squallido personaggio che affermava che meriterei una denuncia perché "Soad Sbai non ha mai detto di voler combattere contro il fondamentalismo di matrice islamica", quello che mi apostrofava come "Falso musulmano", "Ipocrita di m....", "Caro Salesiano", "Convertito" e "a Torino dicono che non ti piacione le donne e vero?" ecc ecc? Quello che ho duramente attaccato perché ritenevo una vergogna che una donna impegnata nel sociale come Souad Sbai venisse in realtà diffamata, sotto le mentite spoglie di una difesa, da gente simile? Ebbene... Dacia Valent, ieri sul suo blog, ha svelato l'arcano, e cioè che gli IP da cui provenivano quelle vergognose calunnie altri non erano che della stessa Souad Sbai.
Uno di questi, infatti, era intestato alla Angelo Costa Spa. Ebbene, per chi non lo sapesse, Souad Sbai è direttrice di un quotidiano etnico, Al Maghrebiya (un giornale per cui ho scritto anche un articolo, su richiesta della stessa Sbai, che in una maniera del tutto improvvisa si fece viva l'anno scorso sul mio cellulare affermando che saremmo lontani cugini), e che viene distribuito presso i punti della Western Union (la multinazionale che si occupa del trasferimento dei fondi degli immigrati in patria), facente capo al portale Stranieri in Italia. Ebbene...la Western Union Italia, così come il portale Stranieri in Italia, il portale Musulmaniditalia.com diretto dal marocchino Khalid Chaouki (anch'egli indicato come probabile membro della Consulta), altri due firmatari del Manifesto dei Musulmani moderati promosso dal Corriere (Roland Sejko , direttore di "Bota Shqiptare, Il giornale degli albanesi in Italia" e Ejaz Ahmad, direttore di Azad, "mensile per i pachistani in Italia") nonché l'organizzazione Etnomedia che edita il giornale diretto da Souad Sbai sono tutte legate alla Angelo Costa Spa. Bastava connettersi al sito dell'azienda in questione, e fare un po' di ricerche sui registri e in rete, per scoprirlo. Stamani ho chiamato anche la Direzione Amministrativa della Angelo Costa Spa per capirci qualcosa in più e sono rimasti sconvolti quanto me. Mi faranno richiamare dal loro ufficio legale, ovviamente.
Ciononostante, non volevo e non potevo accusare Souad Sbai di aver inviato commenti simili. Mi sembrava assurdo, anche se qualcosa non quadrava: alle mail in cui la informavo degli sviluppi della faccenda riguardante l' "energumeno" (segnalato tra l'altro telefonicamente da lei stessa al sottoscritto con una chiamata agitata e quasi incomprensibile) e in cui le comunicavo la mia solidarietà, non ha mai risposto eppure l'aveva sempre fatto in passato. Lo stile dei messaggi, gli "orrori" ortografici, alcuni particolari riferiti, tutto indicava in Souad il probabile estensore di quei commenti. Proprio per questo ero in attesa di sapere a chi fosse intestato esattamente l'altro IP, quello domestico, da cui ad un certo punto della sera, nello stesso giorno, sono cominciati a piovere ulteriori commenti diffamatori e dal tono fortemente integralista, antiebraico e antiamericano, del tipo "sappiamo tutti chi e' questa gente, pagata da qualche servizio Americano", "ipocrita di mer.....non è Ebreo il propritario di costa Cro???????", "Siamo veri musulmani non falsi come te...W l'islam e non infangare il nostro islam". "a torino sono andato con tante put... con il velo .. il giorno vanno con il velo, la sera mini gonna. ora basta con i falsi musulmani", "Strano che il El Sebai non ha criticato il filosofo Vattimo quando ha detto "non mi frega niente dell' Islam", "I veri musulmani ci sono, El Sabai vuole infangare l'Islam che è una religione bellissima e che adoro". Ora, vengo a scoprire - grazie all'inchiesta portata avanti da Dacia Valent - che dallo stesso identico IP e proprio dall'indirizzo email personale di Souad Sbai, è partita una lettera per protestare contro un convegno patrocinato dalla Fondazione della Cassa di Risparmio, a nome - addirittura - di varie comunità arabe in Italia e di associazioni che in questo momento stanno inviando dei comunicati di smentita. In queste cose non ci sono santi: le tracce informatiche sono inequivocabili, quelle postazioni informatiche sono di Souad Sbai, o quanto meno vengono spesso usate da lei. Sinceramente, e dal momento che gli IP indicano delle postazioni fisiche ben definite, mi sembra anche un po' difficile che qualcuno abbia finto di essere Souad Sbai usando una volta il suo computer d'ufficio e l'altra quello di casa! Ovviamente se qualcuno mi dimostrerà che si è trattato di altro, mi scuso in anticipo.
Ma, vedete, se le cose stanno così come le ha descritte Dacia Valent, mi chiedo chi sia esattamente Souad Sbai: una specie di Dr.ssa Jekyll e Mr Hyde? Una musulmana aperta e tollerante, impegnata contro il fondamentalismo e il maltrattamento delle donne, che viene ospitata da trasmissioni e giornali e che incontra perfino il Capo dello Stato nelle vesti di "musulmana moderata" di mattina e un'integralista scalmanata di sera che vede gente pagata dai Servizi americani, che ce l'ha con gli ebrei, che infanga il Clero e in particolare i Salesiani e che chiama le donne islamiche che mettono le minigonne "puttane" e che addirittura pensa che sia "una buona idea" che "domani venerdi" ci sia "la lista dei falsi musulmani con la loro foto, fuori di alcuni moschee" ? Perché se così è, non capisco proprio come possa far parte di un organo consultivo come quello prospettato dal Ministero dell'Interno per la creazione di un "Islam italiano", come mai venga dipinta dai mezzi di informazione come una musulmana modello, un esempio da seguire. Ecco, io mi pento amaramente di aver difeso così tanto Souad Sbai in passato, e di aver addirittura criticato Stefania Atzori, collaboratrice de La Padania che mi considera suo acerrimo "nemico virtuale", quando scrisse sul suo blog insinuando che la Sbai fosse un personaggio ambiguo e ipocrita. Dopo quello che sto vedendo, non posso che condividere quest'opinione e chiedermi: ma i cosiddetti "musulmani moderati" - e mi riferisco a quelli che il Corriere ci ha abituato a conoscere in questi ultimi anni - esistono davvero o dicono una cosa davanti agli italiani e un'altra nelle altre sedi, specie se "riservate" ai musulmani (come alcuni credono che sia anche questo stesso blog)? Se il futuro dell' "Islam italiano" sarà messo nelle mani di chi dissimula la propria natura integralista che facilmente ricorre alle condanne di apostasia e agli insulti dietro una facciata di "moderazione", mi dispiace, ma io non posso stare zitto. Non avevo mai creduto al principio della "dissimulazione", ma ora mi sa che mi devo ricredere. Ripeto: se mi verrà dimostrato che sbaglio, mi scuso in anticipo. Ma i dati, ovviamente, sono sotto mano. A disposizione delle autorità o di chiunque voglia indagare su questa faccenda, decisamente molto grave.