Notizie

Loading...

mercoledì 5 ottobre 2005

Tocque-villata e fuga

Le preziose informazioni che sono state inoltrate a Dacia Valent riguardo ad una preoccupante realtà annidata nella rete, e su cui ho scritto anch'io, hanno scatenato un caso tra blog. Stiamo parlando delle informazioni che hanno svelato che, dietro la facciata dell' aggregatore Tocque-ville (noto anche falsamente come "Città dei liberi") si formava una piattaforma di natura politica chiaramente schierata e dotata di - questa è la cosa preoccupante - "Comitati di Epurazione degli Indesiderabili", realtà che io ho chiamato anche la "Loggia del Grande Occidente". Una liberale di destra - non iscritta a Tocque-ville - di nome Rolli, ha sollevato giustamente il caso di nuovo, indignata del silenzio della massa di Tocque-villani al riguardo. Davanti alle pressanti richieste di chiarimenti, i fondatori della "Loggia" hanno tentato di giustificarsi in ogni modo e alla fine hanno deciso di annunciare "Un forum" ovviamente solo per "gli iscritti" allo scopo "di favorire, anche al di fuori dei commenti nei singoli blog, la discussione tra i cittadini per le scelte che riguardano l'intera comunità". Cosa che, ovviamente, i "democratici, liberali e moderati" non hanno mai pensato di fare prima di essere beccati con le mani nel sacco. Per ottenere questo brillante e insperabile risultato si è dovuti passare da uno scandalo alla Watergate (quello svelato da Dacia) alle critiche di una liberale esterna (Rolli), ma la realtà è che i protagonisti di tale vicenda sono ancora in difficoltà: mai e poi mai avrebbero immaginato che il loro complotto sarebbe stato svelato e tantomeno che sarebbero stati segnalati al pubblico ludibrio da Dacia Valent.

Un tale, tenta di giustificare l'ingiustificabile: "E' incredibile come un divertissement quale quello del "comitato epurazioni" (da me e da nessun altro inventato) sia stato preso per cosa vera. Chi "epura" di solito non chiama mai l'epurazione col suo nome." Gli risponde a dovere una commentatrice: "Mi chiedevo se c'è un bel libro di una qualche semiologa, allieva di Umberto Eco, che illustri con chiarezza le strutture mentali e culturali di chi si balocca, per sua esplicita ammissione, con i "comitati di epurazione". Rolli aggiunge: "Io ho partecipato al blogaggregator di Granieri e 'ste schifezze non le ho mai viste, nè Granieri ha mai dato neppure la lontana impressione di volersi mettere la tonaca dell'inquisitore-censore: nè sul serio e tantomeno per finto divertissement" e ancora "Pare che io sia una bolscevica e poi pare che giochino, mica è vero che epurano. Arriva Harry ed è un nuovo orizzonte: loro giocano alle epurazioni, mica le fanno". Che non fosse un divertimento ma una cosa molto più seria però lo ribadisce Andrea Mancia, uno dei fondatori della "setta", quando afferma che era un corso un'azione tesa a "a rifiutare l'iscrizione di blog palesemente incompatibili con lo spirito che ha dato vita a TocqueVille. E magari iniziare a cancellare qualcuno degli iscritti più imbarazzanti, anche per rispondere alle numerose richieste arrivate in merito dai cittadini stessi". A tale scopo "un gruppo di amici", da lui definiti inizialmente come "dieci coglioni" (!!), lavorano "insieme da alcuni mesi, esplorando più di 400 blog ogni giorno". E dire che la IADL ne deve monitorare almeno il triplo, con la differenza che lì di coglioni non v'è traccia!

Una delle vittime delle epurazioni di Tocqueville, Alberto Puliafito, porta la sua testimonianza e svela la pericolosa realtà che si nasconde dietro questo aggregatore: "Devo essere stato fuorviato da quella dicitura sotto la testata, "La Città dei Liberi". Mi è bastata per decidere di iscrivermi e, confesso, non ho letto le istruzioni per l'uso. Sbagliando. Pensare che mi sono iscritto dopo aver comprato "Ideazione" per leggere quanto di interessante si diceva sui blog. Mai avrei immaginato che la domanda di iscrizione potesse essere messa al vaglio da qualcuno - non in un blog che si proclama "Città dei Liberi", perlomeno - nè che i blog che uno linka potessero essere così attentamente esaminati alla ricerca del mostro. Credevo che i tempi della caccia alle streghe fossero finiti, così come quelli del "dalli alla camicia nera". Probabilmente mi sbagliavo". Eccome se si sbagliava: l'aggregatore in questione ospita infatti una rosa dei nomi dei più feroci persecutori della minoranza musulmana in rete, in palese violazione delle leggi che vietano l'apologia del razzismo e la xenofobia. Mi chiedo come sia stato possibile, fino al giorno d'oggi, che tale "servizio" sia sopravvissuto e mi chiedo se violare tali leggi non venga ritenuto dai "Maestri della Loggia" imbarazzante, specie in un momento in cui fioccano le denunce della IADL presso le Procure della Repubblica. Non parliamo poi del fatto che da quelle parti è all'ordine del giorno il tentativo di ridurre al silenzio l'opposizione. L'epurazione in questione era diventata infatti necessaria perché - come afferma un altro tizio è "successo che abbiano cominciato ad iscriversi diversi blog apertamente di sinistra". Risponde ancora una volta Rolli: "La città dei liberi deve essere dei liberi, altrimenti facciano la casa della destra e amen (...) Ora sono pentiti e vogliono fare la destra nazionale? Va benissimo, lo scrivano. E il comitato per le epurazioni con le letterine? Ma ti rendi conto? Ma è roba da stalinisti-nazisti. Ti sta davvero bene, sta cosa?" aggiungendo "Sembra di avere a che fare con la magistratura che ti indaga, con la differenza che lì manco hai l'avviso di garanzia" e, ancora, "All'interno di un paese democratico ci sono votazioni palesi, non nascoste ai cittadini" nonché "Io sono rimasta di sasso quando ho letto harry e l'altro che dottamente giustificavano quella roba. Non me l'aspettavo e sono stupita che nessuno abbia alzato la voce per protestare pubblicamente". Non solo: "Fa così schifo, in un aggregatore che si dice liberale proporre all'attenzione della comunità e non di quattro probiviri, questioni così importanti? Personalmente io non mi aspettavo di leggere questi comportamenti poi certo, se a voi stanno bene auguri e figli maschi."

E infatti nessuno aveva l'intenzione di protestare: le purghe all'olio di ricino sono insite nel loro DNA, l'affidarsi ad una dittatura che decide tutto nell'indifferenza generale, pure. Si potrebbe dire che i Tocque-villani siano felici di condividere un unico cervello, tra l'altro minuscolo ed inconsistente. La protesta di Rolli ed altri osservatori sia esterni che interni a favore della libertà di espressione che - nella concezione dei Tocque-vilani - vale in senso unico (spesso per giustificare il razzismo) sono, per Orlando Furioso ad esempio, solo delle "sceneggiate napoletane". Altri hanno invitato Rolli a "pulirsi la bocca e asciugarsi la bava". Ma la domanda più agghiacciante che tutti dobbiamo porci è, alla luce della testimonianza di alcuni autorevoli pentiti è: quello che era in atto - in segreto - dalla parti di Tocqueville che finalità aveva esattamente? Qual'era il vero scopo di quella gente? Il sottoscritto, per aver svelato questa pericolosa realtà che forma dei quadri di epurazione di nascosto ai propri accoliti, è stato definito da Andrea Mancia "un seguace di Dacia Valent", un "soldato semplice della IADL", un "collaboratore del Nazifesto". A costui rispondo come ha già risposto Rolli: "Sai, nelle democrazie le denunce fatte dall'opposizione vengono contestate con argomenti, non denigrando l'avversario. Nelle dittature, invece, le critiche dell'avversario vengono sotterrate con la scusa che l'avversario è stronzo". Il colmo è che sia proprio l'ideatore di quella "Loggia" e capo dei "Comitati di Epurazione degli Indesiderabili", nonché figura di riferimento di vari razzisti, a chiamare il sottoscritto "collaboratore del Nazifesto". Un pò di decenza no?