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lunedì 21 novembre 2005

Dalle stelle alle stalle

Dalle stelle alle stalle. Allam dixit
Il Manifesto, 20/11/05
Sherif El Sebaie
Feras Jabareen, l’Imam della moschea di Colle Val d’Elsa (Siena) ha ricevuto un invito a partecipare ad uno spettacolo organizzato dalla sede diplomatica degli Stati uniti d’America di Firenze in collaborazione con l’amministrazione comunale colligiana. Il nome di Jabareen, è salito agli onori delle cronache nazionali anche grazie alla «sponsorizzazione» del vicedirettore del Corriere della Sera Magdi Allam, che lo ha ha annoverato tra i volti dell’«Islam moderato». Ma le cose cambiano in fretta, e da Imam moderato si può tranquillamente discendere negli inferi dell’Islam estremista e pericoloso. Che l’idillio tra l’Imam di Colle Val d’Elsa e il vicedirettore si fosse interrotto lo si poteva intuire dall’intervista rilasciata dallo stesso Imam a questo giornale il 20 ottobre scorso. L’appello lanciato da Allam per fermare la costruzione di nuove moschee in Italia (inclusa quella voluta dal Comune del Colle), venne definito da Jabareen come un appello che «offende i sentimenti profondi dei musulmani». L’opinione dell’«Imam moderato», è stata condivisa anche da altri musulmani, gli stessi abitualmente indicati da Allam come la voce dell’ Islam moderato in Italia. Già in occasione dell’intervista, Feras fece sapere: «Ho paura, voglio bene a Magdi Allam, ma non capisco dove voglia arrivare». Paure pienamente giustificate, dice oggi Feras: ieri, in un’intervista concessa a Il Giornale, Magdi Allam ha dichiarato: «Voglio ribadire che Jabareen non è l’Imam del Colle Val D’Elsa, è semplicemente un funzionario religioso (...) E’ voler sostenere un’impostura, dato che il suo ruolo può essere svolto da chiunque guida una preghiera (...) All’interno della Comunità musulmana del Colle non esiste soltanto lui come referente: nessuno l’ha eletto». Aggiungendo «e poi dietro Feras ci sono i Fratelli musulmani e l’Ucoii». «Falso - risponde Jabareen – sono stato eletto in elezioni democratiche e ho ottenuto 130 voti. Se non mi vogliono, facciamo le elezioni un’altra volta e vediamo quanti voti prendo io e quanti ne prende Allam. E poi non sono dei Fratelli Musulmani. Mi dispiace questo comportamento ma sono ancora una persona che crede nel dialogo. Noi andiamo avanti, con la costruzione della moschea o senza, non possiamo vivere nella paura. Di Magdi Allam penso quello che pensano tutti: se cerca una persona da utilizzare la cerchi sotto il proprio letto e non a Colle Val D’Elsa. Mi hanno chiamato tanti italiani, anche sindaci, e mi hanno espresso la loro solidarietà ma la comunità è preoccupata da questo suo atteggiamento: ho cercato di calmarli». Ma la cosa che ha più sconvolto Jabareen è la seguente affermazione di Magdi Allam: «Voglio denunciare questa impostura e chiedere al Consolato americano perché, per una manifestazione così apprezzabile e prestigiosa, sia stato scelto proprio Jabareen come referente». Eppure è stato proprio lui a sponsorizzare per circa due anni la candidatura dell’Imam Jabareen per la Consulta Islamica voluta dal ministro Pisanu definendolo un «religioso riformatore» e uno dei «nomi che potrebbero offrire l’immagine di un Islam compatibile con le nostre leggi e i valori fondanti della nostra società». Ha affermato che era «un musulmano praticante con un radicato rispetto per la fede altrui». Ha descritto la sua decisione di indire uno sciopero della fame per protestare contro il terrorismo come una «coraggiosa iniziativa che segna un’altra tappa rilevante nel processo di maturazione di una società civile e di un islam moderato in Italia, che fa seguito alla pubblicazione sul Corriere del «Manifesto contro il terrorismo e per la vita», di cui Feras è uno dei firmatari». Per non parlare dell’appello: «Bisogna dare una mano a uomini di fede illuminati come Feras, affinché il loro impegno costruttivo non rimanga un atto isolato» (*). «Ma il primo a volere isolare Feras oggi», afferma l’Imam, «è proprio Magdi Allam».
(*) Tra le altre affermazioni di Magdi Allam si ricordano: le parole di Jabareen descritte come una "precisazione più che mai doverosa e fondamentale in un contesto dove serpeggiano troppe ambiguità". Feras Jabareen descritto come “un arabo-israeliano che ha deciso di dare concretezza all'impegno di affermare un Islam tollerante, pacifico, aperto e compatibile con le leggi e i valori dell'Italia” e la sua moschea come un “centro di un serio e sincero dialogo ecumenico tra le tre grandi religioni monoteiste rivelate e le fedi che si ispirano alla comune civiltà dell'uomo”.