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mercoledì 2 novembre 2005

Il Presidente di tutti!

«L' Italia persegue una politica di dialogo e di integrazione con le comunità islamiche. Esse costituiscono una risorsa. Con esse auspichiamo una forte cooperazione per sradicare la malapianta della violenza e per farle vivere con noi in armonia coi nostri valori. Il nuovo grande nemico di tante popolazioni che soffrono è il terrorismo. Quel terrorismo che vuole farci cadere nell' insidia dello scontro tra civiltà. Una insidia che deve essere sventata: dobbiamo impedire che una nuova cortina di ferro cali tra l'Occidente e il mondo islamico. L'Italia ha una lunga tradizione di scambi fruttuosi con l'Islam: quelli della repubblica di Venezia con il Levante, quelli della repubblica di Genova con il Maghreb, la presenza araba in Sicilia, la scuola araba di medicina di Salerno, la collaborazione con Avicenna che insegnò all'Università di Bologna. Il nostro Paese è sempre stato, è, e sarà sempre aperto a tutte le manifestazioni dello spirito, e rispettoso nei confronti di tutte le culture e di tutte le religioni. Questa libertà ci vede impegnati a sostenere il dialogo tra tutte le religioni. Possiamo provenire da culture diverse e legittimamente orgogliose della loro diversità, e praticare religioni differenti; ma l'essenza delle grandi fedi nel Dio Unico, Creatore e Misericordioso, risiede nel rifiuto della violenza: all'inciviltà che coltiva l'odio e la morte, contrapponiamo la civiltà dell'amore e della vita».
Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano
agli ambasciatori islamici invitati a cena a Villa Madama per la fine del Ramadan