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martedì 1 novembre 2005

Jabareen colpito da una fatwa

Forse non tutti sanno che Feras Jabareen, il più moderato degli Imam, è colpito da una fatwa dal gennaio dell'anno scorso senza che nessun giornalista si interessi al caso. Il motivo? Ha partecipato alla presentazione del calendario "Iridi di pace sull'oceano della vita", realizzato dal fotografo di fama internazionale Alberto Magliozzi, che ha anche firmato calendari e servizi fotografici con Manuela Arcuri, Stefania Orlando e Miriana Trevisan e le più famose attrici internazionali. Il tema del calendario era quello della pace che illumina le 12 immagini di bellezza femminile, rigorosamente in bianco e nero, con i colori dell’arcobaleno, semi-nude e con tanto di Corano in primo piano. Ogni immagine era accompagnata da testi, in italiano ed arabo, che richiamano alla pace. Feras Jabareen, in quell'occasione, aveva dichiarato che “la bellezza della donna si congiunge con quella della pace di cui siamo assetati” e si è richiamato alla vera cultura araba: “il Dio dei fondamentalisti non è il Dio dei musulmani, ma neppure il Dio che manda alla guerra è Dio di umanità”. Ebbene: per queste dichiarazioni si è beccato la seguente fatwa, firmata non da un esaltato mullah ma da Lorenzo Proia, Segreteria provinciale della Lega Toscana:
“Un "calendario per la pace", dodici scatti ritraggono sensuali ragazze svestite, coperte solo di stracci arcobaleno, che accarezzano veline velate, belle donne vestite all'araba, dal volto doverosamente coperto e le cosce spudoratamente di fuori. Le chiamano messaggere di pace, lo chiamano incontro tra diverse culture, fratellanza fra diverse religioni. Sopra le belle veline arabe che si massaggiano e si accarezzano a vicenda vengono citate frasi del Corano e della Bibbia: "svelerò l'universo di pace che in seno tuo racchiudi". Un frullato blasfemo di sesso, pacifismo, radical-chic e materialismo. Una vergognosa apologia della donna intesa come oggetto, se loro la chiamano portatrice di pace noi la vediamo per quel è rappresentata: una schiava sessuale, animale da harem. E da harem è l'ambiente nel quale le veline islamiche sono fotografate: tappeti orientali, Corani, arabeschi. Questo disgustoso insulto al gentil sesso, questa ignobile sottomissione ad una cultura maschilista estranea alla nostra civiltà, offensiva per la donna toscana e per le radici cristiane è stata "battezzata" in Firenze, dal Presidente della Regione Toscana Claudio Martini, dall'Imam di Colle Val d'Elsa Feras Jabareen e da un sacerdote cattolico, Giovanni Momigli. La Lega Nord Firenze intende manifestare tutto il suo sdegno per questa vomitevole iniziativa. E' questo l'Islam moderato? Vestire delle donne all'orientale, truccarle gli occhi di nero, pettinarle all'araba e mostrare seni, fianchi e cosce lasciando il volto coperto o facendole indossare un reggiseno arcobaleno, ce la chiamano integrazione? Questo per il "moderato" Imam di Colle sarebbe la testimonianza dell'esistenza di un Islam diverso, più aperto, più tollerante, più rispettoso verso la donna? Per noi della Lega Nord Toscana la donna è qualcosa di più di carne nuda da vestire con abiti succinti, per noi la donna fiorentina è l'erede di Beatrice Portinari, modella per le sculture verbali dello stil novo, il punto di contatto tra l'uomo e Dio. Questo connubio tra decadenza nichilista della nostra morale e invasione delle cultura islamica ci dimostra verso quale futuro andiamo incontro: un angosciante futuro per le donne europee, oggetti sessuali benedetti da una Chiesa debole e perdente, da una Sinistra colposamente smemorata dei decenni di lotta femminista, di un'alta società che ha smarrito la via dell'umiltà, del buonsenso e del rispetto”.
Ma come? Ma non erano quelli della Lega Nord che dicevano che Theo Van Gogh aveva tutto il diritto di esprimere liberamente la sua opinione, anche se questa consisteva nel coprire di versi del Corano il corpo nudo e martoriato di un'attrice? Non sono loro che hanno promosso la divulgazione e la diffusione del filmato in Italia, arrivando addirittura ad organizzare un tour nelle varie città italiane? Non sono loro quelli che hanno raccolto i ringrazimenti pubblici sul Corriere e la scorta per il promotore dell'iniziativa, il leghista Ballaman? E adesso sono loro che si indignano se un imam partecipa a quel "frullato blasfemo di sesso, pacifismo, radical-chic e materialismo"?? Che si chiedono se "Vestire delle donne all'orientale, truccarle gli occhi di nero, pettinarle all'araba e mostrare seni, fianchi e cosce lasciando il volto coperto o facendole indossare un reggiseno arcobaleno, ce la chiamano integrazione?" ?? Ma stiamo scherzando?Sono senza parole: in mancanza di severissimi Mullah, Allah vede e provvede lo stesso mandando i loro amici di merende leghisti.