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giovedì 3 novembre 2005

Moschee: le frequenta il 46% dei musulmani

I musulmani? In moschea
Il 46 % frequenta i luoghi di culto, snobbati da Pisanu
di SHERIF EL SEBAIE
Il Manifesto, 2/11/2005, P.7
Per Magdi Allam, editorialista del Corriere della Sera, «solo il 5 per cento dei musulmani in Italia frequenta abitualmente le moschee». Ma l'opinione del vicedirettore del quotidiano milanese sugli edifici di culto musulmani è assai discussa: il suo articolo intitolato Moschea-mania serve uno stop (29 settembre) ha addirittura suscitato le reazioni indignate degli stessi musulmani da lui abitualmente sponsorizzati come il volto dell'«Islam moderato» sulle pagine del Corsera. Stranamente, la percentuale proposta da Allam sembra recepita anche dal ministro degli interni Pisanu, il quale - presentando il progetto di una consulta islamica in un'intervista a L'Espresso - ha parlato di «concentrare la nostra attenzione su quel 95 per cento di immigrati islamici, sostanzialmente estranei alla predicazione estremista».
Ma da dove saltano fuori queste percentuali? Khalid Chaouki, direttore del sito Musulmaniditalia.com spesso indicato da Magdi Allam come probabile membro della Consulta dichiara: «Non ho gli elementi per verificare i conti. Magdi Allam ha fatto una sua ricerca, sostiene questo e ha fatto uno sforzo. E' laureato in sociologia e immigrazione, la sua è una ricerca mirata con un campione specifico e io penso che meriti almeno rispetto per questo sforzo. Se qualcun altro vuole fare uno sforzo diverso e dire il contrario, lo faccia». «Speriamo che non sia una ricerca basata su un articolo di Gente, come l'intero secondo capitolo del suo `saggio' su Saddam Hussein - ribatte ironicamente Hamza Piccardo, segretario dell'Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia (Ucoii) - Abbiamo sempre sostenuto che quel dato non corrisponde alla realtà. Peccato che il ministro l'abbia accolto senza svolgere accurate ricerche». Omar Camiletti, consigliere della Lega Musulmana Mondiale e firmatario del Manifesto per l'Islam moderato pubblicizzato dal Corriere, sostiene invece che «bisogna uscire dalla falsa simmetria che impongono i grandi giornali tra chi asserisce di rappresentare l'80 per cento e chi ostenta che solo il 5 per cento va nelle moschee».
Ma la domanda si ripropone: quanti sono i musulmani che frequentano le moschee? La prestigiosa Fondazione per le iniziative e gli studi sulla multietnicità (Ismu) di Milano, già Fondazione Cariplo (Cassa di risparmio delle province lombarde), conosciuta come ente scientifico autonomo che promuove ricerche e iniziative sulla società multietnica, ha pubblicato uno studio dal quale emerge che «in Italia il 46,1 per cento dei musulmani maggiorenni frequenta le moschee e gli altri luoghi di culto islamici: una quota simile al 49,7 per cento dei cattolici che vanno regolarmente in chiesa». I musulmani residenti in Italia vanno però in moschea in quote molto diverse a seconda della regione nella quale abitano. La maggioranza vive al nord: in provincia di Bergamo più del 60 per cento degli islamici frequenta ambienti di aggregazione religiosa e anche nelle province di Torino, Brescia e Milano le moschee sono frequentate dalla maggioranza assoluta dei musulmani che vivono in zona.
Pochissimi invece al Sud, dove spesso mancano le moschee o altri luoghi organizzati per la preghiera: l'Ismu ad esempio afferma che a Foggia il 10,2 per cento dei musulmani va regolarmente in moschea. Altri esempi sono Benevento (9 per cento), Potenza (5,7), Matera (2,5), Crotone (1,2) e Brindisi, dove meno dell'1 per cento dei residenti di religione musulmana fa riferimento a un luogo di culto organizzato. Nelle regioni meridionali fanno eccezione le situazioni di Catanzaro (59,3 per cento), Trapani (53,7) e Siracusa (52,7). Secondo la ricerca della struttura di studi milanese, in Italia i musulmani si aggregano addirittura per la preghiera più dei fedeli delle altre religioni non cristiane. I buddisti pregano insieme solo nel 16,2 per cento dei casi, gli induisti nel 26,3 per cento, mentre il 35,7 per cento del totale dei fedeli di altre religioni (soprattutto gli ebrei) frequentano regolarmente un luogo di culto.