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lunedì 28 novembre 2005

Shalom fratello arabo

In Israele è arabo un abitante su cinque, virtualmente cittadino di uno Stato democratico, in realtà vittima di una discriminazione che rasenta l'apartheid. Questa la testimonianza durissima di una coraggiosa donna ebrea che ha scelto di condividere la loro sorte e di impegnarsi, lei, sionista, in una lotta nonviolenta per la giustizia. Susan Nathan è emigrata dall'Inghilterra in Israele per ricongiungersi alla sua Terra Promessa. Ma dopo una breve permanenza a Tel Aviv ha preferito toccare con mano l'altra faccia del Paese e si è trasferita nella cittadina di Tamra, abitata esclusivamente da arabi. Qui ha potuto constatare come tutto sia organizzato per scoraggiare la pacifica integrazione fra i due popoli e per attuare la repressione dei palestinesi: lo stato, che possiede il 93% del territorio, toglie spazi vitali elargendoli ad altri; rende invivibili città sul punto di esplodere negando i più basilari servizi, fomenta l'odio razziale inculcando nei giovani l'idea che gli arabi siano primitivi e pericolosi; impedisce i matrimoni misti. Perfino la sinistra progressista sancisce questa posizione caldeggiando la soluzione "due Stati per due popoli". Ma per l'autrice arabi ed ebrei, figli della stessa terra, possono e devono imparare a convivere in armonia, ed è possibile che questa accada se "ciascuno riconosce se stesso nell'altra". Un libro scomodo, sincero e appassionato, indispensabile per cogliere i lati oscuri di una realtà troppo spesso misconosciuta.
Seconda di copertina del volume "Shalom fratello arabo. La voce critica di un'ebrea che ha scelto di vivere in pace tra gli arabi " di Susan Nathan, Sperling & Kupfer, 2005, € 16.00