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mercoledì 30 novembre 2005

Su denuncia della IADL

La Digos a TelePadania. Indagato il direttore.
Caro Direttore,
Visto che la notizia sulle indagini a mio carico è ormai di pubblico dominio, tengo a entrare nei dettagli per non dare adito a ricostruzioni fantasiose.Come molti sanno TelePadania fu oggetto, nel mese di luglio, di un violentissimo attacco da parte di molti organi di stampa che ci accusavano di aver detto il falso raccontando che a Cento (Ferrara) alcuni extracomunitari avevano festeggiato gli attentati di Londra. Fatti che erano stati raccontati in primis dal “Resto del Carlino” e dal “Corriere della Sera” e poi confermati davanti alla nostra telecamera da Erminio Gamberini, il testimone oculare. A seguito di quella campagna stampa calunniosa nei nostri riguardi ricevetti, nel mese di luglio, una telefonata da parte di un avvocato della Islamic Anti Defamation League (la Lega contro la discriminazione degli islamici) che mi preannunciava querela per istigazione all’odio razziale e diffusione di notizia falsa. Io replicai che quella notizia era stata dapprima ripresa senza modifiche dal “Resto del Carlino” e poi verificata sul posto. Aggiungo inoltre che la questione fu oggetto di una interpellanza urgente fatta dagli On. Gibelli e Polledri e a cui il governo rispondeva senza mai smentire la veridicità del fatto.Questione chiusa? No, perché il sottoscritto che ha osato fare il suo dovere di libero giornalista è oggi sotto inchiesta per quella vicenda. Il giorno 25 novembre, infatti, funzionari della Polizia Giudiziaria, peraltro cortesi e correttissimi, sono venuti nel mio ufficio per acquisire copia di quel telegiornale dell’11 luglio in cui si dava la notizia. Non so nulla di più, se non che il materiale è stato richiesto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma e che io sono «persona nei cui confronti vengono svolte le indagini». Che dire? A Londra ci sono state decine di vittime, in Italia i quotidiani hanno scritto di quei festeggiamenti, Berlusconi e Pisanu hanno lanciato più volte l’allarme terrorismo, e l’indagato è Max Ferrari. Non è inquietante?
Max Ferrari, La Padania, 30/11/2005, Primo Piano