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lunedì 19 dicembre 2005

Azione di massa

Su richiesta della IADL, vi allego "l'esposto da far presentare al massimo numero di persone che riusciate a contattare, non importa in quale città d'Italia. Si tratta di una battaglia di civiltà in difesa dello stato di diritto. Non è necessario essere musulmani per sporgere denuncia, basta sentirsi indignati da una simile campagna di odio, violenta e chauvinista. Vi consiglio di inviarla a tutte le mailing list alle quali partecipate, i forum, i luoghi di discussione, alle associazioni, agli amici. Non è necessatrio andare alla Procura della Repubblica: muniti di un documento di riconoscimento, basta recarsi al più vicino commissariato o stazione dei carabinieri e depositare l'esposto. Come potete notare, nel documento, sono segnati i posti dove mettere i propri dati anagrafici, basta cliccarci su e scriverli. Una volta depositato l'esposto, ne va richiesta una copia per mandarla (basta un'unica pagina dalla quale si evinca l'avvenuto deposito dell'esposto) al seg. numero di fax: 06.87440636".
Testo dell'email da allegare nel corso dell'invio:
Con riferimento alla campagna "Islamizzati o terrorizzati" della Lega Nord Emilia-Romagna. Il comunicato stampa dei promotori della campagna stessi, 14 dicembre 2005, è intitolato e sottotitolato così: "LA LEGA RICOPRE LA REGIONE CON IMMAGINI INQUIETANTI DI ISLAMICI E BOMBE. Campagna shock della Lega Nord Emilia Romagna per dire basta al dilagaredella criminalità degli immigrati islamici" e annuncia una "campagna di comunicazione che coprirà l’interoterritorio regionale con poster e spot radio." Le "immagini shock" menzionate nel titolo affiancano una foto di musulmani che pregano e una micia di bomba accesa. Riccordano altre associazioni di fedeli con attività criminale, ad esempio l'accusa rivolta agli ebrei e ai primi cristiani di sacrificare i bambini. Di conseguenza, questa campagna di odio verso una comunità religiosa è un'offesa a tutti, qualsiasi sia la nostra religione, e anche se siamo atei. Da qui la querela di cui parla l'inoltro sotto. Se desiderate porgere querela contro i promotori di questa campagna odiosa anche voi, la querela tipo è sotto riportata: basta aggiungere i propri dati.
Esposto

Il sottoscritto (digitare qui nome e cognome), nato a (digitare qui luogo e data di nascita) , residente in (digitare qui la residenza completa), difeso di fiducia dall’avv. Lucio Barletta, elettivamente domiciliato in Roma, presso lo Studio Legale Barletta, in Via delle Medaglie d’Oro n. 8;

A carico: Angelo Alessandri, Presidente Federale della Lega Nord e della Lega Nord, con sede in Milano, Via Bellerio 41, in persona del Segretario Federale e legale Rappresentante, Umberto Bossi, nonché di Gianluca Pini, Roberto Corradi e Mauro Manfredini nonché dell’On. Massimo Polledri, committente della campagna murale,.

Premesso che

- In data 14 dicembre 2005, nei locali della Regione Emilia Romagna, secondo quanto riferito dall’agenzia giornalistica ANSA, alcuni eletti del citato movimento o partito politico si sono riuniti per comunicare alla stampa la loro intenzione di dare vita ad una campagna di istigazione all’odio verso i musulmani, equiparando dei fedeli impegnati in attività di preghiera presso un luogo di culto dell’Islam a potenziali terroristi, inserendo nell’iconografia utilizzata per tale campagna la presenza di una miccia (il riferimento è ad un’eventuale bomba) per ingenerare nell’immaginario collettivo della popolazione la percezione dell’indiscussa pericolosità di ogni credente musulmano;

- I quattro sodali hanno anche annunciato, ai medesimi organi di stampa, che alla campagna di manifesti verrà affiancata anche un’analoga campagna da condurre su emittenti radiofoniche, amplificando così l’allarme sociale;

- Appare quindi ictu oculi lampante la subdola manipolazione di cui si rendono responsabili, in concorso tra loro, i sigg. Angelo Alessandri, Gianluca Pini, Roberto Corradi e Mauro Manfredini, nonché l’On. Massimo Polledri, committente della campagna murale, tutti eletti e quindi - esercitando una pubblica funzione legislativa - da considerarsi pubblici ufficiali;

- In proposito, si ricorda che la L. n. 654/75 (c.d. “legge Reale”), all’art. 3 cita testualmente:
3. 1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, anche ai fini dell'attuazione della disposizione dell'articolo 4 della convenzione, è punito:

a) “con la reclusione sino a tre anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”;

- Inoltre, si aggiunge che il Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286 Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero", come modificato dalla Legge n. 189 del 30 luglio 2002 (cosiddetta legge “Bossi-Fini”), in vigore dal 10 settembre 2002.:

1. “Ai fini del presente capo, costituisce discriminazione ogni comportamento che, direttamente o indirettamente, comporti una distinzione, esclusione, restrizione o preferenza basata sulla razza, il colore, l'ascendenza o l'origine nazionale o etnica, le convinzioni e le pratiche religiose, e che abbia lo scopo o l'effetto di distruggere o di compromettere il riconoscimento, il godimento o l'esercizio, in condizioni di parità, dei diritti umani e delle libertà fondamentali in campo politico, economico, sociale e culturale e in ogni altro settore della vita pubblica”;

- Si aggiunge inoltre che lo stesso articolo del citato D.L., al 2° comma, lettera a) aggiunge distintamente che:

2. In ogni caso compie un atto di discriminazione:

a) il pubblico ufficiale o la persona incaricata di pubblico servizio o la persona esercente un servizio di pubblica necessità che nell'esercizio delle sue funzioni compia od ometta atti nei riguardi di un cittadino straniero che, soltanto a causa della sua condizione di straniero o di appartenente ad una determinata razza, religione, etnia o nazionalità, lo discriminino ingiustamente”;

- In conclusione, entrambi gli articoli recepiscono le convenzioni internazionali in materia, nella specie autoapplicative, accogliendo quanto disposto dalla Costituzione Italiana, che all’art. 3, 19 e 20 recita testualmente che:

Art. 3

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Art. 19

“Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume”.

Art. 20

“Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività”.

- si ricorda altresì che l’art. 406 del C.P., che sanziona i delitti contro i culti ammessi nello Stato recita testualmente che:

“Chiunque commette uno dei fatti preveduti dagli articoli 403, 404, e 405 contro un culto ammesso nello Stato, è punito ai termini dei predetti articoli, ma la pena e' diminuita”.

La campagna di odio antislamico promossa dal movimento o partito lega Nord inibisce, se non impedisce di fatto, il naturale svolgimento del culto, offendendo e turbando i fedeli di una delle religioni riconosciute dallo Stato per la quale, con decreto del 10.09.2005, il Ministro dell’Interno ha istituito una Consulta (all. 3), violando il dettato costituzionale e gli artt. dal 403 al 406 del C.P. così come modificato dalla sentenza 508/2000 della Suprema Corte, che dichiarando l’illegittimità dell’art. 402 de facto equipara tutte le religioni.

La norma penale in argomento, si riferiva alla “religione dello Stato”, una nozione, questa, ripresa dall’art. 1 dello Statuto Albertino e ribadita nell’art. 1 del Trattato Lateranense del 1929, che, oltre a essere incompatibile con il principio supremo di laicità dello Stato (quale emerge dalle sentenze nn. 203 del 1989 e 149 del 1995 della Corte costituzionale), é stata comunque superata dalle modifiche concordatarie del 1984; il punto 1 del Protocollo addizionale all’accordo di modifica del Concordato, ratificato con la legge 25 marzo 1985, n. 121, infatti, afferma che "si considera non più in vigore il principio, originariamente richiamato dai Patti Lateranensi, della religione cattolica come sola religione dello Stato italiano”.

- Infine, si ricorda che l’art. 658 del C.P., che definisce il procurato allarme presso l‘Autorità recita testualmente che:

“Chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l’Autorità, o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da lire 20.000 e 1 milione”.

§§§§§§§§§§§

Tutto ciò premesso e considerato, il sottoscritto ut supra difeso,

espone

nei confronti del Movimento Politico, o Partito, lega Nord, in persona del sig. Bossi Umberto, segretario federale e legale rappresentante della lega Nord, del Presidente Federale Angelo Alessandri e dei consiglieri regionali Gianluca Pini, Roberto Corradi e Mauro Manfredini nonché dell’On. Massimo Polledri, committente della campagna murale, per la diffusione di immagini atte a creare un clima di tensione sociale e suscitare l’odio verso cittadini di religione musulmana, nonché dei terzi corresponsabili, per violazione delle vigenti disposizioni di legge che puniscono sia l’incitazione sia la diffusione di odio razziale e religioso e la discriminazione delle minoranze, nonché per i reati di diffamazione aggravata, mediante attribuzione di un fatto determinato e per ogni ulteriore reato e/o circostanza aggravante che meglio potranno venire ravvisati dall’A.G. procedente, punendosi tutti i colpevoli a norma di legge.

Con riserva di costituzione di parte civile nell'instaurando procedimento penale e di chiamata in causa di ogni parte responsabile ai fini della responsabilità civile.

Infine, per le ragioni su esposte,

SI CHIEDE

il sequestro penale dei manifesti annunciati dai convenuti, quale corpo di reato, così come degli eventuali spot radiofonici/televisivi/internet che propagandino il razzismo, l’antislamismo o l’antisemitismo .

Si chiede, altresì, di essere informati ex art. 408 c.p.p. nella denegata e non ritenuta ipotesi di richiesta di archiviazione, riservandosi di altro produrre e dedurre.
(Firma)