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venerdì 2 dicembre 2005

Consulta islamica, ecco i nomi

Il presidente dell' Unione delle Comunita' Islamiche in Italia (Ucoii) Mohamed Nour Dachan, la cui nomina quale membro della Consulta Islamica del Ministro Pisanu ha suscitato non poche polemiche, con la madre di Salvatore Stefio, uno degli italiani rapiti in Iraq, il 27 aprile 2004 (Ansa)
SHERIF EL SEBAIE
ROMA
«Creare un Islam italiano, avere consigli e aiuti per capire quella che è diventata la seconda religione in Italia». Così il ministro dell'interno Giuseppe Pisanu ha presentato ieri i componenti della Consulta islamica, istituita per decreto a settembre. Sedici i nomi, a rappresentare dodici nazionalità. I nominativi più conosciuti sono quelli anticipati ieri su questo quotidiano: Nour Dachan, presidente dell'Ucoii, Unione delle comunità ed organizzazioni islamiche in Italia, Mario Scialoja, presidente della Lega Musulmana Mondiale-Italia e Sergio Yahe Pallavicini per la Comunità religiosa islamica italiana. Ci sono anche quattro persone che risultano, a vario titolo, legati alla Stranieri in Italia srl, filiale «multietnica» della Angelo Costa spa, di cui due anticipati ieri: Souad Sbai presidente dell'associazione Donne marocchine in Italia e Khalid Chaouki, ex-presidente dei giovani musulmani d'Italia. Ma c'è anche Mohamed Saady, co-presidente dell'Anolf-Cisl, che ha affermato di voler portare «la voce di migliaia di lavoratori di fede islamica» e il presidente dell'Unione islamica in occidente (Uio) Tantush Mansur. Per quanto riguarda gli altri, «Molte sono persone sconosciute al panorama islamico italiano - sottolinea Hamza Piccardo, segretario dell'Ucoii - ma siamo un gruppo eterogeneo, e vedremo come lavorare. Noto la mancanza di un rappresentante per gli sciiti ed inoltre ci aspettavamo che fosse tra i membri anche il presidente dell'Associazione fratelli d'Italia». Un'altra nomina attesa ma delusa è quella di Feras Jabareen, l'imam del Colle Val D'Elsa, prima sponsorizzato da Magdi Allam e poi abbandonato per aver osato replicare all'appello dell'influente editorialista del Corriere contro la costruzione di nuove moschee. Ma la cosa più importante, per Hamza Piccardo, è che «è fallita la criminalizzazione nei nostri confronti da parte di chi ha cercato di infangare il nostro nome, mentre noi abbiamo sempre lavorato per la sicurezza e la legalità». Zahoor Ahmad Zargar, presidente della Comunità musulmana della Liguria, esprime anch'esso gioia per la nomina di Dachan e commenta ironicamente «Ma non era un Fratello musulmano? Se è stato nominato vuole dire che non è `un terrorista' né un `fondamentalista'». Younis Tawfik, noto scrittore iracheno e presidente del Centro culturale italo-arabo Dar Al Hikma di Torino, esprime soddisfazione, a differenza di Sergio Yahe Pallavicini del Coreis che si è detto «stupito» per la presenza di Dachan: «La nomina del presidente dell'Ucoii è stata una buona decisione: non bisogna isolare nessuno, perché l'isolamento crea ghettizzazione. Per me è un'occasione per mettere in pratica tutto il mio lavoro, che sarà soprattutto culturale».
Il Manifesto, 1/12/05, P.6